I Resistenti, con il Sud

Archive for gennaio 2014

Aldo D’Andrea – Nuovi collegi elettorali: il progetto che smenbra l’Irpinia

Posted by Staff su gennaio 29, 2014

Nuovi collegi elettorali: il progetto che smembra l’Irpinia

 Il perfido progetto di cancellare l’Irpinia, intesa come provincia di Avellino, resiste e pervicacemente viene reiterato all’occasione, anche ora, in vista dei nuovi collegi elettorali da ridisegnare in previsione del cosiddetto sistema “italicum”; “occhi e menti” interessate non demordono, non si rassegnano, né si arrendono, forse puntando sull’incuria e sull’indolenza, o forse sfidando l’intelligenza e l’attenzione della comunità irpina.

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BASSOLINO E LA SUA RINNOVATA PEREGRINATIO IN IRPINIA

Posted by Staff su gennaio 25, 2014

“Le Dolomiti di Napoli” – Peregrinatio bassoliniana:

l’approdo in Irpinia

Nel pomeriggio del 24 gennaio a Quindici, alla presenza dell’onorevole Bassolino, si è svolto un convegno avente a tema l’opera “Le Dolomiti di Napoli”, dello stesso Bassolino.

L’ampia partecipazione di pubblico presente ha stimolato i relatori ad una analisi attenta ed esauriente del libro stesso e, nello stesso tempo, ha indirizzato anche verso considerazioni più esclusivamente di carattere politico.

Dopo il saluto del Sindaco Liberato Santaniello, che ha richiamato emozioni mai sopite e persone a cui passioni e speranze mantengono vivo lo spirito ed il vigore,

il segretario del Partito Democratico di Moschiano, Giovanni Di Donato, ha saputo con maestria moderare e impostare gli indirizzi della discussione che ne è poi seguita.

Il capogruppo consiliare del partito Democratico di Quindici, l’imprenditore Sebastiano Russo, con concetti chiari, ha ricordato l’opera proficua svolta a più riprese da Bassolino, a favore di Quindici e delle sue popolazioni, durante le sue funzioni di Governatore, ricevendone consensi ed apprezzamenti dai presenti in sala.

E’ seguito l’intervento del prof. Anzalone,

uomo di cultura e politico di spessore, che ha ricordato l’ opera sua, svolta da presidente della Provincia a favore di Quindici, al tempo dell’alluvione, non tralasciando di polemizzare verso certa magistratura, facilona e fantasiosa, per certe sue decisioni inspiegabili assunte a suo carico, poi immancabilmente corrette nei successivi e definitivi gradi di giudizio. Ma, l’intervento di Anzalone

ha spaziato su temi, poi, di preminente interesse politico; questioni a lui care quali quelle etico-comportamentali, o del perpetuo permanere dell’arretratezza dei nostri territori e di quelli del sud-Italia, fanno sì, a suo dire, che la politica debba tornare al più presto alla serietà che le è richiesta per riappropriarsi dei suoi scopi, che sono quelli della risoluzione dei problemi che affliggono le comunità e le persone. Occorre, quindi, rivolgendosi a Bassolino, che, ora riavutosi, questi, ampiamente, da inchieste giudiziarie a suo carico, torni a ritessere con l’intelligenza e le capacità di cui è dotato, quel filo mai spezzato di buona politica a favore del meridione d’Italia, della Campania e della Irpinia.

 

E’ stato poi il momento del dott. Aldo D’Andrea

che si è intrattenuto più aderentamente al tema principale, quello dell’analisi del libro, richiamandone alcuni capitoli; in particolare, ha sottolineato come la promozione culturale attuata da Bassolino sindaco, abbia saputo poi determinare effetti estetici ed economici per la città di Napoli, o come dall’evento della liquefazione del sangue di

San Gennaro, si scopra davvero quell’anima napoletana intrisa di cultura meridiana e mediterranea, fatta di tolleranza e di ragione, nel connubio estremo di sacro e profano. Un periodo, come ha ricordato, che fu quello del “rinascimento napoletano”.

Le conclusioni del presidente Bassolino, poi, come c’era da aspettarsi, sono state quelle degne di un uomo di spessore e di un politico di valore, ed il tributo di applausi e di consensi ricevuti in sala, indicano chiaramente la rinnovata attesa e fiducia intorno a lui, che ampia parte dell’Irpinia è fin da ora pronta a rinnovare,

non dimenticando certo che al tempo delle sue funzioni di Governatore, la Regione non fu matrigna verso l’Irpinia.

 

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