I Resistenti, con il Sud

Bernardino Tirri IdV irpino. Elezioni – Astensionismo: bocciata l’offerta dei partiti.

Posted by Staff su maggio 22, 2012

C’è molto di nuovo sotto il sole della politica in Italia.

C’è che il governo Monti è ormai inviso, c’è che il popolo ha manifestato aperta dissociazione da usi e linguaggi dei partiti.

C’è la profonda voglia di ricambio verso un ceto dirigente autoreferenziale e parassita, c’è la volontà di mettere la cosa pubblica nelle mani di persone che odorano di credibilità, c’è nel voto amministrativo ciò che somiglia alla spallata definitiva di un sistema inefficiente che possa poi portare alla rimozione dei suoi prodotti.

Paradossalmente però, tutto questo non si coglie tanto nel voto espresso, quanto nel dato dell’astensione dal voto stesso, ampio, addirittura in cifra prossima alla metà degli aventi diritto; la diserzione delle urne boccia di fatto l’offerta dei partiti e delle facce che ne hanno rappresentato il logo e programmi.

Tante allora le domande da porsi, e tutte nel tentativo di leggere pienamente il valore di un voto amministrativo che ha saputo schiaffeggiare un ceto politico soporoso, tendente di fatto alla rassicurante sopravvivenza sotto i mentiti proclami di allerta; la solerte chiamata alle armi per i disastri economici, sociali e di costume fatti proprio dagli stessi, non ha convinto, né smosso le coscienze e, anzi, ribellismo e astensione sono sentimento e comportamento reattivi largamente prevalenti oggi, in Italia.

La forza dei politici, perciò, sarà, da ora, quella di saper opporsi all’astensionismo e alla sfiducia dilagante, così da convincere quanti più cittadini elettori all’esercizio del loro diritto.

Perché ciò avvenga, è necessario che vi siano credenziali ineludibili quali credibilità, onestà intellettuale, perbenismo e fiducia negli uomini impegnati ad offrire soluzioni e a soddisfare le attese; oggi, allo stato delle cose, si può dire che le prossime elezioni generali saranno vinte dalle forze che riusciranno ad esporre facce comuni, dalla vita semplice, pulite, con fedina penale sgombra, segnate unicamente dall’esperienza di vita e di lavoro, immerse nelle cose quotidiane. Facce di “bancari e non banchieri”, tanto per ripetere quello che non so chi ha già ben detto o scritto.

La ricreazione ora pare definitivamente finita, e sono già alle spalle le allegre stagioni berlusconiane, anche se il loro lascito finale oggi ci fa piangere con le altissime tasse che ci ritroviamo in dote; pure altresì è necessario che ci si rimpossessi dei criteri di democrazia, oggi sospesi, per la presenza di un Governo lontano dal popolo e dal consenso elettorale, non eletto, che continua a percorrere la strada di una politica che penalizza i poveri e preserva i ricchi dai sacrifici comuni.

Allora, ne viene di stretta conseguenza che le prossime elezioni politiche vanno preparate da subito, ricorrendo alla credibilità di uomini seri e capaci, vogliosi di battersi per programmi di sviluppo, utili a rigenerare l’entusiasmo perduto.

O si comprende questo, o sarà la fine di questi partiti.

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