I Resistenti, con il Sud

Aldo D’Andrea: Il trasformismo: un male questo, che porta al distacco dalla realtà e dalla idealità.

Posted by Staff su maggio 24, 2011

Soffia vento del Maghreb anche in Europa


In un celebre articolo di giornale intitolato “Ora rhuit”, Dorso, con scetticismo, invocava una nuova leva di uomini capaci di battersi contro il peggior male della classe dirigente meridionale: il trasformismo. E’ un male questo, che porta al distacco dalla realtà e dalla idealità.

Torna attuale l’articolo, mai dimenticato, perché, non bastasse, al trasformismo, oggi, sommiamo pure un insulso conservatorismo che sta danneggiando l’intero Paese, e lo sta costringendo in posizione di cronica sofferenza morale ed economica.

E’ imperante, infatti, un blocco sociale moderato conservatore, la cui azione di danno sta scaricando i suoi frutti nefasti in special modo sui giovani, tanto da poter asserire con evidenza che a questi, ad una intera generazione, è stato loro confiscato futuro.

Purtroppo, questo ceto politico al Governo del Paese sta mostrandosi incoscientemente e deprecabilmente oscurantista, lontano da criteri di modernità, e tale da ignorare che il Paese ha bisogno di scelte che preservano l’ambiente, tutelano le sue genti, incline a disporsi alla comprensione dei fenomeni dei Paesi confinanti, aperto a spazi di rinnovamento.

Si finge di ignorare, o si ignora sul serio, che vi è utilità, e perciò dovere, a confrontarci con eventi che ormai destabilizzano inequivocabilmente lo “status quo”, e di questo l’immigrazione ne è esempio ineluttabile.

La incapacità e la inconsistenza della risposta messa in campo, sono frutto della disperata incultura del nostro Governo, che è riuscito finanche a enfatizzare il fenomeno in sé, nel creare una spaventosa riprovevole confusione, con inutile e gratuita sofferenza delle persone, e pubblicizzando così la sua assoluta impreparazione alla modernità.

C’è necessità, assolutamente ora, che lavoratori e professionisti, di borghesia tradizionale e di borghesia dei flussi e delle reti, per richiamarsi a Bonomi, con il cosiddetto ceto medio e con gli immigrati che controllano imprese, produttive di circa il 10% del PIL nazionale, formino un nuovo blocco sociale, tale da ridefinire il corso futuro della Storia del nostro Paese.

E’ l’ora, aggiornato il richiamo all’invocazione dorsiana, che l’Italia smetta i panni del neo-populismo arcaico, gretto e provinciale, affaristico berlusconiano, e si tiri fuori al più presto dalla suburra in cui questa destra distruttiva e velenosa l’ha trascinata; incombe su questo nostro Paese una pesantezza che ammorba e che è solo foriera di scontri sociali, strumenti per loro utilità oligarchiche.

Liberiamocene.

Soffia vento del Maghreb anche in Europa, e i giovani di Spagna e Portogallo stanno incaricandosi di espandere il soffio della protesta e della indignazione; fingere che qui da noi gli infissi resteranno chiusi, è pensiero ridicolo. Ed infatti le vittorie di Pisapia a Milano e di De Magistris a Napoli vanno letti nell’ottica di questi eventi.

C’è un che di “rivoluzionario” nelle loro vittorie; ci sono “alito” e “sorpresa” della Storia. Opporsi a questi corsi è opera vana, inutile, e l’ineluttabilità delle dinamiche dei tempi sta rendendo polvere Berlusconi, il suo mondo, la sua cultura, le sue demagogiche pretese.

Aldo D’Andrea

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