I Resistenti, con il Sud

D’Andrea de “I Resistenti, con il Sud” ai parlamentari dell’opposizione: per favorire il ritorno alle urne, dimettetevi tutti.

Posted by Staff su febbraio 23, 2011

Ritorniamo alle urne

E’ giusto aspettarsi che vi sia il crescendo di indignazione popolare, a causa delle prosaiche balle che il trio Berlusconi-Bossi-Tremonti propina agli innumerevoli esterrefatti ascoltatori sparsi in Italia e non solo. Questo tris delle “meraviglie” fa comunicazioni ufficiali ricorrenti, con tutti i crismi, secondo un suo squinternato rituale datato da ormai mille giorni, che è fatto di annunci fini a sé stessi, dietro cui si stagliano solo nullità o, peggio, ciò che occorre al Premier per la sua impunità.

Senonché un “murales” di ambiente universitario, “la rabbia è l’unica energia rinnovabile”, ci avvisa che siamo giunti sul crinale della collina, e che la ricreazione per governanti dediti ai loro affari sta per finire.

Per “appena” quattro volte, infatti, questi signori hanno proceduto ad annunciare “piani casa”, le cui mura hanno per il momento colore e consistenza delle nuvole.

E poi, altri sogni; le riforme fiscali che, a loro dire, avrebbero alleggerito le tasse sul lavoro e sui fattori produttivi entro il 2010, sono stato uno “scherzo”, e si sa, a carnevale ogni scherzo vale!

Di più. Vi fu “terrore” agli annunci del tonitruante Brunetta, quando tempo fa su noi poveri tapini, sembrò doversi abbattere la madre di tutte le riforme,  ovverossia quella della Pubblica Amministrazione, che poi… per gli incagli implosivi delle secche di Tremonti, definitivamente affondò, come pure lo spessore del povero Ministro, che, come in una battaglia navale, malgrado la sua statura, come dire, “nascosta” fu colpito ed affondato!

Almeno ora lui parla di meno, e per molti è già qualcosa!

Incapacità, inconsistenza? Suvvia, tutto già visto durante il governo Craxi 1984-1987; cominciò lì l’esplosione del debito pubblico, dal 60% al 118%, ed i consiglieri economici di Craxi e di quel Governo, guarda un po’, ce li ritroviamo oggi nelle solite “tre scartine”, Tremonti, Brunetta, Sacconi.

Secondo atto: il ritorno del Titanic!

Tutto qui? No, perché la chicca è stato l’annuncio del “piano di crescita economica”.

Roba grossa, questa, tanto è vero che sfilatosi Scajola, per quella faccenduola dei novecentomila euro di mano ignota, i nostri scovano nel traccheggio la soluzione conveniente, e, con l’arte del palleggio, rimandano la nomina del nuovo Ministro dello Sviluppo “ad libitum”, finché, cioè, dal loro puro genio creativo, maturati i tempi giusti, estraggono un dipendente Mediaset… però con buon curriculum di simpatico anchorman di Telelombardia.

Paradosso: onore a ciò che si dice meritocrazia!

Ma non finisce qui. Con  tono enfaticamente serio(sic!), questi ci riprovano: Papi Silvio e Tremonti, rinnovando palleggi, promettono benessere che…udite udite, dovrà baciare finanche il Sud.

Gli sarà sfuggita questa parola, la parola Sud, detta sottovoce naturalmente, delicatamente, a labbra semichiuse, e assimilata alla preghiera di non procurare giri alle corna ai “celti”, quelli con la canotta, consacrati alle ampolle del Monviso, per intenderci. Tanto son parole, e si sa, Bossi perdonerà, perché un conto è dire e altro è il fare.

Ma alle tante mirabolanti sciocchezze annunciate, di azioni ve ne sono pure state.

Una quarantina di milioni di euro ai multati leghisti agricoltori padani del latte, uno stornata di fondi da Salerno, Sud, al Nord per alluvioni in Liguria e Veneto, una sanatoria per gli abusi edilizi, e via via con altre schifezzuole di comodo, ma non senza aver provveduto fin dalla prima ora, ed a scanso di equivoci, alla cancellazione delle liberalizzazioni attuate dal fu Governo Prodi, tipo l’introduzione della “class action”, o il rafforzamento delle autorità di regolazione dei mercati, ( vicenda Alitalia docet).

Ma queste cose sarebbero state utili a noi, alla Comunità, mica ai loro graziosi amichetti, alle loro lobby, e loro  questi tipi di patti elettorali li mantengono, ci mancherebbe!

E se a Ruby ora si aggiunge pure Wikileaks, con questa storia del nostro Silvio che passa nelle Cancellerie come un clown, ecco uno schiocco delle sue dita da mago Oronzo, una polverina magica e.. “abracadabra”, incantesimo alla Oudini e…. abolizione dell’art. 41 della Costituzione, additato di colpo come il demone del declino industriale attuale. Grande!

Ma l’Italia è Paese che merita di meglio, e non merita pure questa profonda divaricazione tra il Parlamento, ridotta a Camera del mercato delle vacche, ed il Paese reale, dove  in modo sempre più diffuso, si invocano le elezioni politiche.

Certo, l’Italia è migliore di questi imbecilli viziosi, e, dallo sdegno del suo popolo  offeso da questi guitti, nascerà la riscossa e la rimozione delle  rovine seguite a questo vecchio rammollito cialtrone del bunga bunga, esattamente come il popolo libico sta per liberarsi dell’inventore di questa laida porcheria.

Nessuno credo sentirà mai la nostalgia  di quel Gheddafi, tanto amico e caro al nostro indecente papi, che in alta uniforme da metronotte, scorazzava per Roma, offendendone la sua memoria di città eterna.

Sarebbe ora che almeno qualche partito di opposizione, meglio tutti, si allontanassero dal Parlamento definitivamente, per un nuovo “aventino”, per capirci, lasciandolo bivacco delle loro concupiscenze.

Non potrebbero ulteriormente, malgrado le spasmodiche resistenze, rinviare le  elezioni generali.

Aldo D’Andrea

“I Resistenti, con il Sud”

 

 

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