I Resistenti, con il Sud

Aldo D’Andrea coordinatore movimento – I Resistenti, con il Sud -: “è saggio opporsi e resistere al berlusconismo”

Posted by Staff su novembre 11, 2010

Opporsi e resistere al berlusconismo ricorrendo alla saggezza della ragione.

La logica del consenso non autorizza l’estromissione dei contenuti fondamentali, vale a dire di quei valori che non dipendono dalle circostanze e dalle contingenze.

Così è stato finora.

Assistiamo da un po’ nel nostro Paese, che questa sorta di postulato è di fatto sonoramente smentito e deprivato,  sbeffeggiato, anzi all’inverso, oggi si urla che occorre dubitarne e perciò anche prescindere da principi che intendono le virtù tradizionali come categorie assolute.

Ci si trova in quella che appare essere una nuova visione, antropologica giustificazionista, in cui il percorso deterministico,  segnato dall’ottenimento di una elevatezza sociale dell’individuo, ed in special modo della sua relazione con l’esercizio del potere, ne prefigura lo status di tolleranza che sconfina nel perdonismo.

Questa nuovo concepire che subdolamente sta insinuandosi nella coscienza collettiva del Paese, prescinde dal suo stesso profeta, Berlusconi, va oltre, e diventa riempitivo di un vuoto, prodotto dall’ arretramento delle grandi ideologie del Novecento.

Il berlusconismo è divenuto un pragmatico ideologismo, a modello culturale, prima che politico. Si è sparso per condizioni favorenti – già endemici in una Società sofferente e scossa per tanti motivi, specie per quelli legati alla veloce modernizzazione e globalizzazione – su questo “humus”  tra il Novecento che sfoca e un mondo nuovo che si annuncia ancora indefinito.

Il potere cieco, irresponsabile, mentitore del berlusconismo può avanzare, animato dalle spinte dei suoi sacerdoti alla ricerca delle massime coperture e privilegi, guarentigie essenzali per l’originale rifondazione di una corte regale che deve essere principalmente enclave di impunità. Parimenti, con esso deve sancirsi il ritorno a distinzioni di ceti, pregiudizialmente revanscista.

Modello culturale mentitore, il berlusconismo; esso occulta il suo vero volto dietro il principio che una Società deve premiare l’iniziativa dei cittadini più meritevoli, e poi, al contrario, utilizzando la menzogna come metro, persegue il solo suo vero obiettivo: costruire la sua intoccabilità, a danno della Comunità, torturando regole e norme, se non sostituendole, pur di autorizzare le vie oblique che persegue, infischiandosi di ciò che con enfasi declama.

Esso si consacra così espressione alta del relativismo etico, fortemente in contrasto con la dottrina sociale della Chiesa, pauperistica ed evangelica, di cui con falsità pure ne asserisce la conferma. Lo scopo unico di meritarsi l’utile indulgenza dalla politica Vaticana – come nell’esempio delle strane interpretazioni teologiche sulle bestemmie, diffuse dall’ammiccante Mons. Fisichella – salvo poi a divaricarsene nettamente negli esempi concreti di vita che sparge.

Questo nuovo ideologismo, germogliato nelle classi sociali di rango elevato, porta  il ripristino di divaricazioni sociali e nettizzazioni di ruoli, fino alla separatezza dei destini.

Si crea così una società di Palazzo, cui è concesso aggancio a scalare ad un ceto dirigente servo, ma che è anch’esso elevato al godereccio e al parassitismo; Società di Palazzo estraniata da una Società bassa, esclusa,  che vive di lavoro e privazioni, e che, ordinata da regole omologanti diffuse dai mass-media, viene controllata con concessioni commiserevoli e di benevolenza.

Alla irresponsabilità di ciò, sta conseguendo sottrazione di democrazia, purtroppo  indebolimento della coesione sociale, ottundimento delle coscienze. Tutto porta alla instaurazione di un dolce totalitarismo.

È allora assolutamente necessario opporsi e resistere ricorrendo alla saggezza della ragione, che deve spingere ad urlare fino a che la voce diventa roca, arroccandosi dietro lo scudo delle virtù liberali.

Non basta. Occorre che sia la passione ad incitare la ragione, perché insieme dovranno costituire l’“unicum della bussola interiore” capace della ferma resistenza al berlusconismo e del bisogno di ripristino delle conquiste democratiche.

 

Aldo D’Andrea

Movimento “I Resistenti, con il Sud”

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2 Risposte to “Aldo D’Andrea coordinatore movimento – I Resistenti, con il Sud -: “è saggio opporsi e resistere al berlusconismo””

  1. Savino said

    Sono pensionato inpdap, ques’anno mia figlia compie 18 anni, quini cessa il diritto alla detrazione per famigliare a carico. Io cominciai a lavorare a 14 anni come la maggiorparte dei figli dei lavoratori della mia epoca, il mondo e cambiato, mia figlia come tutti i giovani a 18 anni continuano a studiare, quindi il carico di spesa e costo di mantenimento in breve si triplica,allo stesso tempo viene sottratto quest piccola ma utilissima cifra di detrazione, nel momento logico che dovrebbe aumentare per grave necessità poichè i giovani che non studiano non hanno futuro.
    Non credete che la legislazione e deficiente a togliere questo diritto nel momento più neessario per una famiglia come la mia a monoreddito e poco più che milleurista?
    Replica

    • innanzitutto è opportuno che io porga le scuse per il ritardo della risposta al quesito posto, che è del tutto sfuggito alla mia attenzione.
      Ciò che Lei segnala fa parte del disagio che colpisce sempre maggiormente persone con reddito non elevato, e che vedono amplificati gli sforzi a tutela della famiglia e al futuro benaugurante per i propri figli. Occorrerebbe, come da più parti invocato, una diminuzione delle tasse sulle persone e sulla famiglia, innanzitutto, anche se messa così, questa proposta finisce per odorare di insufficienza e di demagogia, dal sapore populista. Ciò di cui si ha bisogno è l’impegno vero di legislatori disposti a riformare per davvero il mondo del lavoro e della tassazione, scovare l’evasione e l’elusione della grande finanza, investire nella ricerca, ridurre le tasse sul lavoro. Tutto quanto, cioè, per fini di rilancio della produttività, e per una redistribuzione equa della ricchezza prodotta. Saremmo tutti più ricchi.
      La domanda che faccio a Lei, e giro a me, è: oggi si intravedono legislatori simili?
      Non so aggiungerLe altro, e auguro solo che questo Governo faccia delle scelte che tutelino la parte debole della Società.
      La saluto cordialmente

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