I Resistenti, con il Sud

FRANCO ARMINIO, IL POETA PAESOLOGO IRPINO: “Manifesto per il Sud”

Posted by Staff su agosto 14, 2009

di Franco Arminio

Sui giornali nazionali si parla di Sud. Parlano del Sud quelli che lo hanno ferito e quelli che lo vorrebbero morto.

E intanto noi siamo qui, in questa terra sfrangiata, manomessa e comunque ancora incantata. Abbiamo poche parole intorno a cui raccoglierci, ma quelle che abbiamo ci possono bastare, almeno per ora. Penso, in questo caso, all’esperienza che stiamo vivendo ormai da due anni con un particolarissimo laboratorio che abbiamo chiamato Comunità Provvisoria.

Si procede dall’intuizione che certe baracche non servono più a niente. Sono baracche i bar dei paesi, i partiti, le chiese dei mestieranti della fede. Non bisogna cedere di un centimetro neppure ai professionisti dell’intrallazzo, a quelli che hanno un occhio alle “amicizie” e un altro al portafogli. Questa è un’epoca in cui non ci sono binari e caselli obbligati. Bisogna inventarsi la giornata. La nostra giornata può essere insieme poetica e politica, imbronciata e affettuosa.

Non ci sono solitudini e compagnie precostituite. Un tempo e un luogo in cui si attraversano le ore per incantarsi, per farsi prendere da indignazioni e meraviglie.

Ho trovato persone bellissime in questa comunità. Donne e uomini che stanno fuori da ogni nicchia, persone che hanno slanci generosi.

È già un nuovo Sud questo, un Sud enorme, inimmaginabile da uno come Bossi, ma anche dai sordi e miopi politicanti delle nostre contrade. È il Sud che ha reso sacro il Formicoso, che ha trasformato la rupe di Cairano in un trampolino da cui tuffarsi nel futuro.

Questo non è fumo, sono prove quotidiane per vivere fuori dalle logiche dei finanziamenti pubblici, dal pessimismo di Stato alimentato da chi pensa che i paesi possano vivere solo di elemosine.

Non ci interessano gli intellettualismi generici, il questionare animoso e inconcludente. Crediamo alla via della decrescita e non ai miraggi del progresso ingabbiato nella galera del consumare e del produrre.

Portiamo affetto ai luoghi più affranti e sperduti, alle persone che sono rimaste sole in mezzo ai paesi, a chi si dedica a imprese di lunga lena, a chi non ha paura di pensare a Dio, alla morte, alla poesia.

Non cerchiamo raccomandazioni, ma racconti.

Sappiamo esprimere ammirazione e sdegno. Ammiriamo i contadini che lavorano la terra nella sagra quotidiana del sudore e non chi organizza le sagre della nostalgia.

Crediamo a chi crede alle persone che fanno belle cose in questi luoghi senza il bisogno che questa bellezza sia prima riconosciuta altrove, nelle sedi a cui ancora si attribuisce un’autorità di pensiero ormai perduta.

Questo Sud è tutto da nominare. Si chiama Mario Festa, Elda Martino, Salvatore D’Angelo, Mauro Orlando, Donato Salzarulo, Angelo Verderosa, Luca Battista, Pietrantonio Arminio, Monica Rosapane, Michele Ciasullo, Agostino Della Gatta, Antonio Luongo, Vittorio Iannino. Queste sono solo alcune delle persone straordinarie che danno vita al tentativo di essere radicati nei propri luoghi senza farsene imprigionare.

La lista sarebbe troppo lunga. Confido nella clemenza e nell’intelligenza degli amici che qui non ho nominato.

Il Sud che abbiamo vicino a noi è anche Franco Dragone e Vinicio Capossela. Il talento, il senso bizantino della teatralità uniti alla scrupolosità della cultura nordica. Scrupolo e utopia. Sogno e ragione. Delirio e lavoro. Da qui dobbiamo partire, anzi siamo già partiti. È un viaggio provvisorio, non conta quanti chilometri faremo ma le persone che incroceremo per strada.

Ne abbiamo incrociate già tante. Sono venuti a trovare questo nostro Sud persone come Mario Dondero, Antonella Andedda, Andrea Gobetti e tanti altri.

Sono incontri e bellezze da custodire. A loro guardiamo e non ai vecchi rancori o alle recriminazioni in cui siamo stati allevati. Da questo punto di vista siamo dei traditori. Non vogliamo restare conficcati nello spirito velenoso delle nostre piazze.

Per questo siamo saliti sulla Rupe, per questo a Trevico andiamo sulla cima e a Greci andiamo sul Breggo. Ci mettiamo a occhi spalancati davanti al paesaggio. La Comunità Provvisoria è viva pure quando si è soli o in compagnia di pochi. È viva quando andiamo a vedere, a sentire come soffrono e come guariscono le persone e le cose.

Questa è grande vita, questo è Sud. Altro che le gabbie salariali e i vecchi e nuovi assistenzialismi, altro che la penosa melina di chi per stare nei paesi si è tarpato le ali. È la lobby degli zoppi che fingono di camminare. Forse siamo malati anche noi, ma almeno stiamo provando a volare.

Annunci

3 Risposte to “FRANCO ARMINIO, IL POETA PAESOLOGO IRPINO: “Manifesto per il Sud””

  1. Tante volte e per diversi anni abbiamo formulato lamentele, preparato e spedite sollecitazioni con sottoscrizioni di più firme , fatto telefonate per denunciare il disagio: non è possibile che manchi l’acqua in Irpinia, che ha nel serbatoio della Piana del Dragone, in quel di Volturara, tanta acqua da abbeverare tutta la Puglia e parte del Napoletano, dell’Irpinia, del Sannio, ecc. per un’utenza di 5 milioni di abitanti – il competente e sempre disponibile idrogeologo dott. Sabino Aquino mi corregga se sbaglio-. Ci avviamo alla fine del mese di agosto e i rubinetti continuano a distribuire acqua e in tutte le ore,sufficiente al fabbisogno delle nostre famiglie per ricevere un sollievo dal caldo particolare di questi giorni, compiacimento anche per conto dei visitatori che hanno sentito il bisogno di riversarsi e soggiornare nei nostri paesini dell’interno .Sembra doveroso ringraziare il presidente dell’Alto Calore, ing. Franco Maselli, che, sono convinto, che si attiva perché le cose funzionino,e non come chi sta seduto su una o un’altra poltrona come un fatto dovuto. Come ci siamo lamentati quando l’acqua mancava, mi sembra giusto in questa circostanza, in seguito ad una constatazione diretta dei fatti, di rendere la giusta mercede a chi ci consente di poter usufruire di “un bene primario”, quanto mai indispensabile in questi momenti dell’anno.
    Mi aprirei ad elogi, forse anche sconsiderati perché non supportati dall’evoluzione delle vicende politico-sociali della nostra Provincia, che eventualmente l’avranno pure potuto consentire,mi fermo a considerare l’evidenza dei fatti e la competenza e l’impegno fattivo del presidente : l’acqua defluisce regolarmente e in abbondanza al punto che bisogna anche regolarne il flusso per non sciuparla. La mia considerazione per il presidente dell’Alto Calore aumenta oltre misura, se questo flusso continuo costituisca il risultato di un impegno non di episodio legato ad una certa emergenza, ma dovuta a dati di fatto, più concreti, derivanti da una serie di azioni messi in essere e relativi all’aumento del flusso d’acqua alla nostra Terra, l’Irpinia.
    A prescindere, se nel passato, come sopra detto, ci siamo lamentati perché di questi tempi i rubinetti hanno emesso sempre e solo aria nei momenti cruciali della giornata e per buona parte dell’estate, vedendo scorrere regolarmente i rubinetti, cominciamo anche a credere che la nostra situazione in merito al problema può anche migliorare. Grazie Presidente a nome di tutti quelli che ritengono che l’acqua sia un diritto anche di noi Irpini.
    Da qui prenda esempio la politica delle passerelle. Ci avviamo ai congressi dell’autunno: da buon cittadino irpino e da simpatizzante posso suggerire che una politica attuale di successo può essere quella che affronti i problemi? Quanti sindaci e assessori tiene il PD? Costoro possono lavorare per affrontare e risolvere i problemi della gente? L’Irpinia da sola, ogni paese motu proprio, si sta attivando per valorizzare il proprio fazzoletto di terra per uscire dall’immondizia, per mettere riparo all’inquinamento ambientale, dei fiumi in particolare, che per essere attualizzati e resi spendibili potrebbero organizzarsi con “parchi fluviali”, offrendo al visitatore spunti per soggiornare in loco, rendendo spendibili con giuste infrastrutture le nostre risorse, le tradizioni. . . La politica del territorio, richiamando più gente sul territorio, favorirebbe l’occupazione e una migliore possibilità di orientare i nostri giovani nelle loro scelte occupazionali, vuoi verso la media imprenditoria, vuoi per lo sviluppo del commercio, ecc. Se la politica, invece, continua a parlare il discorso astratto della politica per la politica e delle poltrone, a noi non interessa. Siamo su due binari diversi. Potremmo dire: ci piace la politica che sta facendo Paternopoli, ma per quanto ci riguarda , riteniamo più importante che corra acqua nei rubinetti e chi si adopera per farcela arrivare.
    A.C.Taurasia prof. Antonio Panzone

    • Tante volte e per diversi anni abbiamo formulato lamentele, preparato e spedite sollecitazioni con sottoscrizioni di più firme , fatto telefonate per denunciare il disagio: non è possibile che manchi l’acqua in Irpinia, che ha nel serbatoio della Piana del Dragone, in quel di Volturara, tanta acqua da abbeverare tutta la Puglia e parte del Napoletano, dell’Irpinia, del Sannio, ecc. per un’utenza di 5 milioni di abitanti – il competente e sempre disponibile idrogeologo dott. Sabino Aquino mi corregga se sbaglio-. Ci avviamo alla fine del mese di agosto e i rubinetti continuano a distribuire acqua e in tutte le ore,sufficiente al fabbisogno delle nostre famiglie per ricevere un sollievo dal caldo particolare di questi giorni, compiacimento anche per conto dei visitatori che hanno sentito il bisogno di riversarsi e soggiornare nei nostri paesini dell’interno .Sembra doveroso ringraziare il presidente dell’Alto Calore, ing. Franco Maselli, che, sono convinto, che si attiva perché le cose funzionino,e non come chi sta seduto su una o un’altra poltrona come un fatto dovuto. Come ci siamo lamentati quando l’acqua mancava, mi sembra giusto in questa circostanza, in seguito ad una constatazione diretta dei fatti, di rendere la giusta mercede a chi ci consente di poter usufruire di “un bene primario”, quanto mai indispensabile in questi momenti dell’anno.
      Mi aprirei ad elogi, forse anche sconsiderati perché non supportati dall’evoluzione delle vicende politico-sociali della nostra Provincia, che eventualmente l’avranno pure potuto consentire,mi fermo a considerare l’evidenza dei fatti e la competenza e l’impegno fattivo del presidente : l’acqua defluisce regolarmente e in abbondanza al punto che bisogna anche regolarne il flusso per non sciuparla. La mia considerazione per il presidente dell’Alto Calore aumenta oltre misura, se questo flusso continuo costituisca il risultato di un impegno non di episodio legato ad una certa emergenza, ma dovuta a dati di fatto, più concreti, derivanti da una serie di azioni messi in essere e relativi all’aumento del flusso d’acqua alla nostra Terra, l’Irpinia.
      A prescindere, se nel passato, come sopra detto, ci siamo lamentati perché di questi tempi i rubinetti hanno emesso sempre e solo aria nei momenti cruciali della giornata e per buona parte dell’estate, vedendo scorrere regolarmente i rubinetti, cominciamo anche a credere che la nostra situazione in merito al problema può anche migliorare. Grazie Presidente a nome di tutti quelli che ritengono che l’acqua sia un diritto anche di noi Irpini.
      Da qui prenda esempio la politica delle passerelle. Ci avviamo ai congressi dell’autunno: da buon cittadino irpino e da simpatizzante posso suggerire che una politica attuale di successo può essere quella che affronti i problemi? Quanti sindaci e assessori tiene il PD? Costoro possono lavorare per affrontare e risolvere i problemi della gente? L’Irpinia da sola, ogni paese motu proprio, si sta attivando per valorizzare il proprio fazzoletto di terra per uscire dall’immondizia, per mettere riparo all’inquinamento ambientale, dei fiumi in particolare, che per essere attualizzati e resi spendibili potrebbero organizzarsi con “parchi fluviali”, offrendo al visitatore spunti per soggiornare in loco, rendendo spendibili con giuste infrastrutture le nostre risorse, le tradizioni. . . La politica del territorio, richiamando più gente sul territorio, favorirebbe l’occupazione e una migliore possibilità di orientare i nostri giovani nelle loro scelte occupazionali, vuoi verso la media imprenditoria, vuoi per lo sviluppo del commercio, ecc. Se la politica, invece, continua a parlare il discorso astratto della politica per la politica e delle poltrone, a noi non interessa. Siamo su due binari diversi. Potremmo dire: ci piace la politica che sta facendo Paternopoli, ma per quanto ci riguarda , riteniamo più importante che corra acqua nei rubinetti e chi si adopera per farcela arrivare.Tanto vale per tutti i problemi della nostra Irpinia.
      A.C.Taurasia prof. Antonio Panzone

  2. spazio aperto said

    Caro Franco,
    leggo con piacere i tui articoli perchè essi sono il frutto di una verità e della reale condizione di un territorio a cui il nostro Comitato è vicino.
    Vorremmo che anche tu partecipassi di più a delle proposte di cambiamento della vita del nostro territorio.
    Noi, è dal 1994, anno della costituzione del comitato spazio aperto, che a seguito delle tue considerazioni reali, che sono nostre insieme ad altre motivazioni, stiamo portando avanti il progetto per la istituzione della nuova regione denominata “DEI DUE PRINCIPATI” composta dalle province di Avellino-Benevento-Salerno.
    Oggi, grazie anche al delibero del Comune di Bisacci contiamo ben 35 delibere di Comuni per un totale di popolazione rappresentata di circa 150.000 mila abitanti.
    Abbiamo istituito il sito del comitato e la sua registrazione, abbiamo fatto opera di persuasione nella maggio parte dei comuni delle tre province, abbiamo costituito un gemellaggio con il Comune di Frosinone il quale, si adopererà per fare la stessa cosa nel Lazio, con il quale ci incontreremo entro la fine del mese e lui sarà presente da noi sia la convegno di Benevento che di Salerno.
    Caro Franco, il nostro territorio deve essere amministrato da chi vive la vita del territorio, gli altri pensano solo a se stessi dopo aver ricevuto dalle nostre comunità il consenso elettorele poi, stanno bene loro stanno bene tutti e noi restiamo a strapparci i capelli o a trovare sfogo tra di noi sapendo che la classe politica fa ben altre cose.
    Ti ringrazio di avermi data questa opportunità, e non demordere, andiamo avanti perchè il nostro fine e solo quello di continuare ad amare la nostra gente ed il nostro territorio.
    Cordialmente, Mario.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: