I Resistenti, con il Sud

IL LEADER IRPINO DEL PD FRANCO MASELLI E LA SUA ANALISI SUL VOTO NELL’INTERVISTA ALLA TESTATA IRPINA “BUONGIORNO IRPINIA”: «Il Pd rompa con le vecchie logiche . . . Cozzolino invitasse tanto Bassolino che Iannuzzi, a sbaraccare una volta per tutte.»

Posted by Staff su giugno 13, 2009

MaselliParla l’ex primo inquilino di Palazzo Caracciolo ed attuale Presidente dell’Alto Calore servizi, Franco Maselli:

«Ad Avellino si punti su accordi trasparenti e sull’innovazione. No a logiche spartitorie. Se sarà così vinceremo»


In attesa del ballottaggio che deciderà il futuro amministrativo della città capoluogo, tra le fila del Partito democratico si punta a fare quadrato attorno al Sindaco Galasso, al fine di difendere almeno l’ultimo fortino, dall’avanzata del centrodestra.



Franco Maselli, ex Presidente della Provincia, attuale presidente dell’Alto calore Servizi, ed indiscusso punto di riferimento del partito in Irpinia, analizza a trecentosessanta gradi il risultato emerso dalle urne, ed affronta con noi le questioni più scottanti dell’attuale contingenza politica.

Presidente Maselli, per la prima volta nella storia, la Provincia di Avellino verrà governata da una giunta di centrodestra. Quali le ragioni di una sconfitta senza precedenti?

«Si è trattato di un risultato netto ed indiscutibile, le cui ragioni vanno ricercate da un lato nel vento di destra che soffia forte in tutto il Paese come nel resto d’Europa, e dall’altro nelle divisioni del centrosinistra. Insomma, dalla somma di queste due variabili, è emerso un risultato che a dirla tutta, era ampiamente prevedibile».

Non crede che lo spostamento dei demitiani dall’altra parte del campo sia stato determinante?

«Per quel che concerne il risultato delle provinciali, è chiaro che il peso dell’UdC si è fatto sentire anche negli equilibri del centrodestra. Basti pensare al fatto che nessuno tra gli esponenti di quella che fu Alleanza Nazionale, è stato eletto a Palazzo Caracciolo.

Diverso il discorso per quel che riguarda il voto europeo, che, tra l’altro, ha certamente un valore molto più politico di quello amministrativo. Rispetto alle scorse politiche- Marco Staglianò che, infatti, l’UdC ha mantenuto intatto il proprio bagaglio di voti, mentre il PdL ha perso circa sette punti percentuali in Irpinia e ben dodici a livello regionale.

Certo, in Campania il Pd ha perso in un anno tra il sette e l’otto per cento dei consensi, anche se, com’è noto, da quei dati andrebbe scorporato il 2,5% dei Radicali.

Insomma, contrariamente a quanto sostenuto in maniera strumentale da molti, almeno per quel che concerne la Regione Campania, il Pdl ha perso molti più punti del Pd.

Il dato politico vero di queste consultazioni, dunque, è stata l’esplosione del voto populista e di protesta, che si è tradotto in un vero e proprio balzo in avanti de l’Italia dei Valori».

Dunque per le regionali del prossimo anno la partita è tutt’altro che chiusa.

«Certo. Considerando le condizioni politiche venutesi a creare nel Paese prima con le scelte e poi con le dimissioni di Veltroni, ed in Campania a causa degli errori commessi dal governo Bassolino, il Partito democratico non ha certo avuto una gestazione semplice.

In un certo qual modo, dunque, l’emorragia dei consensi registratasi in questi dodici mesi, va considerata fisiologica. E’ chiaro, però, che se il Pd vuole davvero puntare a vincere le prossime regionali, deve innanzitutto puntare sulla discontinuità e sull’innovazione dei metodi e dei programmi. In tal senso, il congresso del prossimo ottobre rappresenta un passaggio fondamentale.

Se il Pd vuole davvero puntare a divenire un grande partito riformista, da un lato è necessario superare la vecchia politica e definire con chiarezza, anche a costo di lasciare a casa qualcuno, il profilo identitario del nuovo soggetto.

Dall’altro, occorre definire una proposta politica chiara, congrua, e soprattutto condivisa, attraverso cui offrire al Paese una credibile alternativa al berlusconismo.

Basta sentir parlare di ex Ds, teodem, Fassiniani o Veltroniani. Occorre, piuttosto, superare i vecchi schemi, ed aprire a nuovi linguaggi.

Proprio ieri l’altro, il neodeputato europeo ed ex assessore regionale Cozzolino, ha affermato che per vincere le prossime regionali, il Pd deve allearsi con l’Italia dei Valori e l’UdC. E’ d’accordo?

«Se Cozzolino lo avesse detto prima delle elezioni, non credo che in Irpinia avrebbe raccolto tutti quei voti. Noi abbiamo sempre detto si ad alleanze nell’ambito del centrosinistra, senza mai porre alcuna pregiudiziale. Anzi, da un anno a questa parte, abbiamo reiteratamente aperto ad un’intesa con l’UdC, senza mai ricevere alcuna risposta.

Prima proclamavano l’equidistanza, e poi hanno deciso per un’altra strada. Se l’UdC ha scelto di andare a destra non può essere un nostro problema. Da democratico mi preoccuperei innanzitutto di recuperare il consenso perduto e poi andrei a ricercare alleanze.

Ma perchè ciò possa effettivamente accadere, sarebbe il caso che Cozzolino invitasse tanto Bassolino che Iannuzzi, a sbaraccare una volta per tutte. E poi, se proprio devo dirla tutta, è chiaro che un patto se pur tacito tra esponenti regionali di primo livello dell’UdC e del Pd, già c’è.

Come spiegare altrimenti l’isolamento in cui è stata relegata l’Irpinia dal governo regionale da un anno a questa parte? Ecco, vorrei che Bassolino rispondesse a questa domanda. Io, aspetto una sua risposta da oltre sei mesi».

Torniamo in Irpinia. Condivide le affermazioni pronunciate da Alberta De Simone all’indomani della sconfitta?

«Non ho elementi sufficienti per poter dire di condividere o meno quelle affermazioni. Conoscendo Alberta e la sua onestà intellettuale, devo credere che se ha affermato determinate cose doveva avere tutte le ragioni per farlo. Certo è, che durante la campagna elettorale, determinati personaggi io non li ho nè visti nè sentiti. Forse ero distratto».

Crede che Sibilia potrà avere problemi di governabilità?

«Spero proprio di no, per la Provincia e per le sue comunità. E’ chiaro, però, che non sarà semplice per Sibilia, tenere testa all’appetito e alla prepotenza di certi personaggi. La storia ci insegna che chi nel passato ha cercato di resistervi, o in un modo o in un altro, è saltato.

E d’altronde, come lei saprà, già a Napoli cominciano ad emergere le prime crepe. Non è infatti un mistero, che De Mita stia mettendo in grande difficoltà il Presidente della Provincia Cesaro, premendo affinchè la vicepresidenza venga atrtribuita all’onorevole Palumbo».

Un’ultima domanda. A questo punto, la sfida per la città capoluogo assume per il Pd una rilevanza cruciale. Ce la farete a difendere l’ultimo fortino?

«Avellino ha risposto alla grande ed a consegnato al Partito democratico un risultato straordinario. Ora occorre un ultimo sforzo per ricucire i fili del dialogo con le energie democratiche della città.

E’ necessario, attraverso scelte democratiche e dunque trasparenti, puntare sulla qualità e sull’innovazione tanto nei programmi che nel modello di governo che si vuole proporre alla cittadinanza.

Occorre dimostrare di voler rompere con il passato, senza che questo implichi una presa di distanza da ciò che si è stato.

E’ chiaro far comprendere agli avellinesi, anche intervenendo pubblicamente, che non vi sarà alcun accordo di potere basato sulla spartizione scientifica di assessorati e di poltrone. Occorre superare la logica nefanda delle spartizioni tra liste e tra correnti. Se sarà così, vinceremo al di là di ogni previsione».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: