I Resistenti, con il Sud

Avellino 6 marzo 2009, Hotel de La Ville: Conferenza Programmatica del Partito Democratico Irpino. Prima giornata

Posted by Staff su marzo 8, 2009

manifesto1Avellino 6  marzo 2009.

Il brusio di sottofondo che si intervalla con lo scrosciare della pioggia accompagna i convenuti che si intrattengono al tavolo dell’accoglienza dove affidano i propri riferimenti ai volenterosi ragazzi del giovanile che  consegnano la brochure di rito.

La sala congressi dell’Hotel de La Ville è gremita nonostante l’inclemenza del tempo. Si percepiscono pensieri  frizzanti che s’intrecciano e sguardi profondi che si rimbalzano quesiti: è la cornice ai flash dei fotografi, in gara per immortalare non tanto i presenti quanto gli assenti.

Sono gli assenti, infatti,  che danno il polso della situazione politica nel centro sinistra, sono i posizionamenti nelle retrovie che denotano le unità fittizie: la comunità degli autoesclusi, quella dei cantori dei “no” costi quel che costi, quella degli emarginati e dei disillusi.


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Tra i fedelissimi della prima fila s’inanellano rappresentanti politici del centro sinistra, forze sindacali, dirigenti impegnati in attesa della citazione, chi  aspetta il proprio turno per  guadagnare il lampone su cui consumare il rito e ricevere il meritato applauso.

2-accoglienza1Sindaci ed amministratori non mancano, curiosi e scettici affidano le spalle al sostegno dei muri perimetrali della grande sala pronti a guadagnare l’uscita senza dare nell’occhio;  cronisti televisivi a caccia di interviste,giornalisti della stampa locale disseminati nella platea che già vergano i propri taccuini lanciano spiate per captare umori e sensazioni, cercando di decifrare il futuro. Già . . . il futuro.

Sul palco troneggia il tavolo della presidenza dal quale Wanda Grassi, per l’appunto il presidente del Partito Democratico della provincia di Avellino,dopo aver invitato gli astanti a prendere posto,  da l’avvio ai lavori della Conferenza Programmatica del Partito

Democratico: “il centrosinistra deve essere unito nella costruzione di un progetto riformista e alternativo al centrodestra. Vanno abbandonati – ha aggiunto – quegli atteggiamenti di eccessivo soggettivismo e cannibalismo. Tutte le forze del centrosinistra devono unire le energie migliori per il riscatto dell’Irpinia».

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Alla sua destra il segretario provinciale Franco Vittoria, l’on. Fassina, l’assessore alle Attività Produttive della Regione Campania Cozzolino, il Sindaco di Avellino Giuseppe Galasso; alla sua sinistra il senatore Enzo De Luca, il vice segretario provinciale Gerardo Adiglietti e l’unico consigliere regionale della provincia di Avellino Luigi Anzalone.

3-accreditoSubito a seguire il sindaco di Avellino Galasso: «Vinceremo al primo turno alla Provincia e al Comune, ne sono certo». Poi snocciola: «Abbiamo ridato dignità al capoluogo sia sotto il profilo strutturale che sociale. Abbiamo realizzato il programma elettorale del 2004. Il 90% delle opere in corso saranno consegnate prima delle elezioni.

Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato con me, senza distinzioni, perché tutti hanno dato un contribuito. Ora dobbiamo, con il piano strategico, affrontare la seconda fase: quella dello sviluppo socio economico ». E qui arriva l’appello all’unità «anche a chi ha detto no ad una coalizione con il Pd».


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Portano il loro contributo Gennaro Imbriano, vendoliano (MpS) «siamo qui con le nostre idee, senza subalternità, per contrastare l’avanzata di una destra xenofoba, razzista e populista»  e Pasquale Puorro (Verdi). Entrambi già hanno dato la disponibilità delle loro formazioni politiche all’alleanza con il Pd .

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Particolarmente incisivo l’intervento del segretario provinciale della CGIL Vincenzo Petruzziello “Apprezzo questa manifestazione ma è necessario cambiare rotta. Sinistra unita sì ma deve esserlo davvero” che si è complimentato con l’assessore Cozzolino per tutto quello che sta facendo come istituzione regionale.

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Incentra il suo intervento sulla gravità della situazione economica: «Ormai – dice – le nostre vertenze sono solo relative a chiusure e a casse integrazioni.

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Abbiamo bisogno di una sinistra unita in questa provincia per far fronte alla crisi. Qui finalmente si discute di che cosa fare. L’iniziativa del governo è stata solo una passerella. Lo sapevamo, perciò non ci siamo andati. C’è bisogno di un patto sociale, apriamo un tavolo».

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Il segretario della Cisl, Mario Melchionna tutto immerso nel suo up plumb: «Io non devo fare appelli all’unità della sinistra.

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Faccio il sindacalista e rappresento i 46mila iscritti alla Cisl, il primo sindacato d’Irpinia. Dico solo: fate i programmi sulla base delle idee e non solo per vincere le elezioni».

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Elogia l’operato di Andrea Cozzolino, assessore regionale alle attività produttive: «L’unico assessore che si interessa dei lavoratori».

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Drammatiche sono le parole di un operaio della Fma di Pratola Serra ( presenti con una delegazione composta da Giuseppe Morsa, Marino Petrillo, Fausto Roberto): “Tra le tante unità produttive che sono entrate in crisi, particolarmente grave si presenta la situazione nello stabilimento Fma di Pratola Serra, dove si producono motori per la FIAT di media e grande cilindrata.

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Nell’anno 2008 si sono prodotti 170.000 motori in meno rispetto all’anno precedente, con la conseguenza per i lavoratori di 83 giornate di Cassa Integrazione Ordinaria. Nell’anno 2009, nei primi 2 mesi dell’anno si è lavorato per soli 10 giorni.


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In fabbrica si lavora una settimana ogni mese, l’indotto oramai non esiste più. Ci sono 5mila famiglie che attendono risposte dalla Fiat e dal governo sul futuro dello stabilimento”.

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La scena, poi, è tutta per il segretario provinciale del Partito Democratico Franco Vittoria che sciorina la sua lunga relazione per ben 45 minuti: «dobbiamo essere uniti contro la crisi e per ricostruire le comunità. Questo governo è contro il Mezzogiorno.

La politica non si fa con gli insulti, riscopriamo il gusto della militanza nei partiti». Con queste parole il segretario detta il verbo del partito irpino.

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Poi passa ad un’analisi sociologica delle comunità ponendo all’attenzione di tutti la drammaticità dei dati sui precari, sui disoccupati, sulla demografia in Irpinia, «attraversata, come il resto del paese, da un tempo lacerato. Il tempo dell’apocalisse culturale. Un contesto all’interno del quale la destra alimenta insicurezza e paura».

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Lancia un allarme circa le difficoltà che vive la politica “Il cittadino si è allontanato dalle organizzazioni e dai partiti. In alcuni casi sono nate formazioni autoreferenziali e iperindividualiste incapaci di comprendere e affrontare le incertezze della società.

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La conferenza programmatica è uno spazio pubblico per l’agire politico. Un laboratorio, un momento di ascolto e di confronto per comprendere i mutamenti in atto e per tentare di arginare l’avanzata delle destre mettendo insieme idee e non partiti.

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Ci troviamo di fronte ad un governo che non ha nella sua agenda la parola Mezzogiorno” e, riferendosi al suo vecchio maestro Ciriaco De Mita, senza mai nominarlo: La politica non è insulto verso una classe dirigente. E’ altro.

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E’ capire, confrontarsi. E’ rammagliare le comunità, creare legami, legature. Noi – dettando le coordinate sul modo di essere nel partito, afferma –  dobbiamo recuperare il sentimento della militanza.

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C’è una crisi drammatica e spaventosa e noi ci dividiamo per magliette. Dobbiamo avere il coraggio di andare anche oltre noi stessi”.

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Bacchetta la Regione Campania che “si ricorda dell’Irpinia solo come il luogo delle discariche: Difesa Grande, Savignano, Tufino che confina con la provincia di Avellino, il Formicoso .

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Le politiche regionali messe in campo – incalza – non possono svolgersi esclusivamente sull’asse Salerno-Napoli”.

Parla della criminalità organizzata infiltrata negli appalti e lancia l’idea del “protocollo sulla legalità e sugli appalti” per arginare il pullulare delle imprese che fanno capo alla camorra che in Irpinia si aggiudicano la quasi totalità degli appalti pubblici”.

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Infine conclude: “Vorrei che ognuno in questo tempo desse il suo contributo affinché la politica diventi alta. E ciò è possibile quando la politica si occupa dell’altro. Quando così non è, quando non si mantiene alta l’asticella, si costruiscono muri, e noi vogliamo costruire ponti. Siamo consapevoli che non esistono ricette, se non il confronto, per uscire dalla crisi”.

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Chiudono i lavori il responsabile nazionale dell’economia del Pd Stefano Fassina e l’assessore Cozzolino.

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Stefano Fassina incardina il suo dire sul rapporto crisi-economia: “Il governo Berlusconi – così inizia – ha finalmente capito che la crisi c’è anche in Italia. Se questo è un dato importante, a questo punto non possiamo non aspettarci un cambiamento nel loro comportamento politico.”

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Non manca di tacciare il presidente del consiglio di “demagogia e populismo”,  accusa il governo di essere artefice di una  politica marcatamente “antimeridionalistica” e presenta  il Pd come il partito della proposta: “Noi non siamo il partito del no – afferma – ma vogliamo concorrere alle soluzioni, diamo il nostro apporto per  individuare le vie di uscita.

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Le misure presentate dal Partito Democratico sono sostanzialmente tre: l’assegno mensile di disoccupazione, il sostegno alle piccole e medie imprese e la previsione di un patto di stabilità per i Comuni più elastico. Sono misure concrete, realizzabili facilmente ed efficaci”.

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Infine,  evidenziando che la crisi per il Pd è una opportunità, chiude con “la crisi, è occasione per costruire la nostra identità”.

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Cozzolino tenta con il suo ragionamento di far credere che “L’Irpinia è sempre stata centrale per la Regione Campania”. Poi, rispetto alla crisi, fa riferimento al pacchetto di misure varato dalla Giunta regionale il 5 marzo: “settantasei milioni di euro per venire incontro alle esigenze drammatiche di chi, in questa congiuntura sfavorevole, vive il disagio occupazionale ma è anche alle prese con mutuo e affitto.

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Quella che abbiamo immaginato – dice – è una vera e propria terapia d’urto. E siamo l’unica Regione ad averlo fatto in Italia, avendo capito la complessità del momento che viviamo. Sono queste le nostre tre proposte per una piattaforma programmatica importante, che ci consente di stare in campo, perché noi dobbiamo stare in campo».

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A  seguire,quindi, quasi per contrastare l’accusa di napolicentrismo gridata alla platea, sottolinea: “l’Irpinia non è una cenerentola della Campania. Chi lo dice – afferma –  non vede tutte le novità che ci sono state negli ultimi anni. In alcuni casi ci sono state anche misure quasi eccessive verso questo territorio.

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Gli assi su cui incardinare l’azione programmatoria – rientrando così nel tema delle progettualità – per assicurare uno sviluppo possibile sono: agricoltura, infrastrutture e industria. Sono tre assi che vanno messi insieme, valorizzati e sui quali vanno fatte scelte serie, concrete, adatte al territorio.

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Il Partito Democratico – esprime il suo pare e termina l’intervento – deve prefigurare un’alleanza politica nuova, un nuovo centrosinistra ma fatto con idee nuove, programmi nuovi, persone nuove. Un’alleanza che sappia parlare un linguaggio che guardi al futuro, alla prospettiva».

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Il popolo del Pd irpino chiamato a raccolta sciama verso le proprie destinazioni accompagnato dalle risposte – se sono state riscontrate – alle tante domande che, condite con l’umida aria che stagna sui pensieri, tracciano l’assenza di prevedibilità degli atteggiamenti, dei comportamenti che si evidenzieranno in occasione delle imminenti scadenze elettorali.

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L’effervescenza degli addetti ai lavori, il frenetico andirivieni dei coraggiosi ragazzi del giovanile, lo scalpitio e l’irrequietezza di alcuni rampolli aspiranti alla notorietà, non sono riusciti a dissipare il sopore diffuso del parterre.

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Assieme alle persone che hanno guadagnato l’uscita, si sono involati nell’aria plumbea e gelida in cui è avvolta la città tanti dubbi rimasti insoluti, anzi resi più ingarbugliati da alcune presenze indicative,  ad esempio quella di Gennaro Romei che ha seguito i lavori – in rappresentanza dell’UDC o di chi? -, come pure quella di Daniele Musto seduto nelle retrovie della sala congressi, scortato da alcuni fedelissimi.

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Non da meno sintomatica la presenza in sala anche degli esponenti di Sinistra Democratica Angelo Giusto, Giancarlo Giordano e Giuseppe Moricola: sintomo di una distensione dei toni?

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Chissà . . .

bernardino tirri

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