I Resistenti, con il Sud

DA IRPINIA NEWS “CASO VELTRONI”: IL GIORNALISTA ANTONIO PORCELLI COMMENTA

Posted by Staff su febbraio 18, 2009

(di Antonio Porcelli) – Il dato elettorale della Sardegna sposta bruscamente la bilancia della politica a favore del centro destra spingendo verso il collasso il principale schieramento dell’opposizione il Partito democratico che appare ogni giorno un pugile suonato e sull’orlo del ko.

Vince Cappellacci ma innanzitutto Berlusconi, il milanese che sardo non è, che è riuscito a convincere gli elettori dell’isola per natura autonomisti e poco propensi alla nazionalizzazione. Il trend continua: dopo l’Abruzzo anche la Sardegna si tinge d’azzurro e solo l’utopia può far ritenere che l’aria spinge a sinistra.

La personalizzazione della politica alla fine conferma la tendenza del centrodestra e se perfino il Partito sardo d’azione alla fine si è schierato con il premier Berlusconi, il futuro per il Pd e per lo stesso Veltroni è denso di nubi nere e di speranze ridotte al lumicino.

Un Pd vicino al collasso con un gruppo dirigente incapace di intercettare le ragioni e le istanze dell’opinione pubblica come nel caso Regione Campania e comune di Napoli con l’elettorato frastornato per le mancate decisioni seguite da scelte poco comprensibili come nel caso di commissari inviati da Roma con il mantenimento di riferimenti poco credibili e con la certezza di una prossima disfatta alle amministrative di giugno.

E’ in crisi l’intera nomenclatura del centrosinistra e la conferma dopo le recenti sconfitte arriva da Firenze con il giovane 34enne Matteo Renzi, il nuovo Obama risciacquato in Arno che ha stravinto le primarie rompendo con il passato perché più lontano dal vertice ex diessino del partito. Renzi, una sorta di Bobby Solo degli anni 2000 ha vinto perché, il più trasversale, il più moderno, con una candidatura più centrista e più lontana dagli apparati di partito e non calata dall’alto.

Alla fine la sua dichiarazione fa riflettere: “..la gente è stufa della nomenklatura. I giovani lottano per far fuori i vecchi e i vecchi cercano di segarli in tutti i modi. Questo è il corso naturale delle cose”.

Si vince con la discontinuità e con le p… unite alla capacità di aggregazione e radicamento sul territorio eppure in tanti, anche nella verde Irpinia… non comprendono facendo finta di non sentire e non …capire. Si vince e si perde, ma occorre più coraggio, più intelligenza, più immagine, polso della situazione comprendendo che con i soliti nomi la sconfitta è sicura. Puoi anche vincere, ma il sogno resta nel cassetto.

Conosco giovani di quarant’anni che non sorridono neanche con il solletico e giovani donne che esprimono tristezza nello sguardo e nel linguaggio. La campana a morto con gli iniziali rintocchi abruzzesi e sardi anticipa anche nel nostro territorio la bandana di Silvio ormai sempre più Sovrano con effetti devastanti nelle truppe veltroniane sempre più lacerate tra donne in perenne combattimento e continue “gelosie” alla faccia della pari opportunità e con tuttologi sempre presenti come il prezzemolo buono per tutte le stagioni e per tutti i convegni.

L’effetto Sardegna con il 10% dei voti all’Udc conferma la tendenza della politica italiana: la presidenzializzazione del voto non lascia scampo alle opposizioni, anzi tenta il partito di Casini verso il riavvicinamento a discapito degli apparati della sinistra troppo autoreferenziali e incerti nell’azione politica.

In sintesi anche da noi… la gente è stanca della nomenklatura, delle solite facce, dei soliti portaborse, del finto centrodestra e degli inutili Uffici politici eredi del passato e dei veleni del presente. Anche qui viene richiesto a viva voce un Matteo… irpino e una politica finalmente con visi e contenuti diversi e se qualcuno ha in mente di fare le Primarie…che sia una competizione davvero, ma davvero seria.

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5 Risposte to “DA IRPINIA NEWS “CASO VELTRONI”: IL GIORNALISTA ANTONIO PORCELLI COMMENTA”

  1. Staff said

    Caro Antonio,
    i nostri sogni, le nostre battaglie si infrangono su un sistema di potere granitico che si perpetua, sull’arrivismo di novelli capitani di ventura che si agitano in attesa di collocazione e sui “caminetti” che sponsor interessati hanno lanciato in pista. Chi realmente poteva salvare questa provincia segna il passo, chi realmente poteva incarnare la speranza è stato messo in naftalina. Tutti sono colpevoli e, ora, è del tutto inutile che piangono e questuano discese in campo. L’Irpinia è nauseata da tutte quelle magliette appiccicate che non si dismettono e si evocano solo per rendite di posizioni. La politica è ingessata in un sistema blindato che non lascia spazio al coinvolgimento ed alla partecipazione. Dalle nostre parti ci troviamo, purtroppo, di fronte a generali (sic!) che si azzuffano nel fortino e non si accorgono che, nel frattempo, fuori, degli eserciti c’è rimasto poco o niente: mala tempora currunt, amico mio.
    bernardino tirri

  2. Franco said

    E’ il tempo della tenacia e della pazienza. La tenacia per continuare la battaglia ora più di prima e la pazienza per vedere affermati il vero significato del partito democratico. Avanti tutta!

  3. Giuseppe D'Angelo di Mercogliano said

    Ciao a tutti gli amici coraggiosi,con
    cordo in pieno con l’analisi fatta dall’amico Bernardino e altro non posso fare che dare la piena disponibilità mia e dei miei familiari ed amici nel caso in cui,e lo spero,i coraggiosi facessero ritorno alla politica attiva nella provincia.Giuseppe D’Angelo

  4. Michele said

    Grazie Walter, eri stato scelto perchè non vi era nessun altro proponibile, ma poi non ti hanno lasciato lavorare, hai fatto bene a dimetterti. Ora aspettiamo qualcuno credibile non le solite facce degli ultimi 15 anni, a casa Fassino, D’Alema, la Bindi, Bersani, Rutelli, hanno rotto le scatole, e per favore non tirate fuori il solito portaborse leccapiedi che nel partito ve ne sono già anche troppi.

  5. raffaele said

    Veltroni era il tentativo estremo di emanciparsi da una politica ormai logora fatta solo di totem. La preoccupazione è che il nuovo PD cominci una nuova caccia ai voti in libera uscita. Sperando che il futuro non riservi brutte sorprese e il rispolvero di vecchie icone,, soprattutto per questo Caro Presidente Maselli, siamo disposti ad esternare al nuovo che verrà le nostre preoccupazioni.
    raffaele

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