I Resistenti, con il Sud

LA GIORNATA DELLA MEMORIA IN QUELLA RAGAZZINA DAL CAPPOTTINO ROSSO…

Posted by Staff su gennaio 27, 2009

In questi giorni ricorre la Giornata Della Memoria e, per un giovane come me che si sente  impegnato in politica e ancor prima nel sociale,  sembra opportuno spendere qualche pensiero (non i soliti, ma qualche riflessione quantomeno “originale” e personale) su questo importante avvenimento.

Seguendo qualche trasmissione ad hoc in TV, qualche articolo sui giornali e qualche opinione personale dal vivo, mi rendo sempre più conto di una cosa: non esiste un'”aurea mediocritas” sull’argomento, ossia un modo moderato, logico e riflessivo di giudicare la Tragedia e il “Periodo Buio” (dopo spiegherò il motivo di questo termine usato apposta) dell’Olocausto.

Tra i vari Negazionisti, i fanatici in particolar modo di un’area di sinistra (se si può parlare ancora di sinistra in Italia) che caricano di colpe chi è “di destra” oggi, o meglio conservatore come amo definirmi io, quasi fossero stati loro a provocare quell’abominio, resto personalmente deluso da queste analisi così superficiali.

Innanzi tutto, al di là del numero dei morti, io dico, affermo fortemente che anche se fosse morto un solo Ebreo, l’Olocausto sarebbe stato sempre un qualcosa di mostruoso, ma non per le “uccisioni in guerra” (le ci si deve aspettare in qualsiasi guerra), ma per la lucida “logica della morte” portata nella “civilissima Europa” che ancor oggi crea scalpore verso chi viene a conoscenza dei Campi di sterminio o verso chi ripensa a quegli avvenimenti: quindi altro che Negazionismo!

Per quanto concerne “la memoria”, un mio carissimo Professore di Italiano (con la maiuscola perchè lo merita), Nicola Polichetti, disse che c’erano due tipi di sopravvissuti all’Olocausto: coloro che volevano ricordare sempre quella Tragedia, a costo di ripeterlo ogni giorno sino all’esasperazione e, viceversa, coloro i quali volevano dimenticare quelle atroci soffereze, non ricordarle più.

Il mio pensiero si avvicina più alla prima categoria, ma con moderazione! Infatti il ricordo è importantissimo al fine di prevenire simili storture dell’Umanità, simili tragedie.

A tal proposito, anche coloro i quali come me si giudicano di destra, moderni Conservatori devono capire, come ha fatto il Presidente storico Gianfranco Fini del mio partito, Alleanza Nazionale, che quel periodo fu “buio”…attenzione, il Presidente quel 23 Novembre del 2003 disse “periodo buio e tragico e male assoluto per l’Umanità”, come ricorda Battista dalle pagine del “Corriere Magazine”, e non “Il Fascismo fu il male assoluto”: in sostanza, egli si riferiva al Periodo storico complessivo e non solo al Fascismo, quel virgolettato non si trova nella cronaca di quella giornata e ancor più stolta fu una sinistra e dei nostalgici del partito che lo criticarono o fecero facili ironie.

Dunque, inutile parlare della Storia perchè purtroppo è nota, lo scopo di questo mio articolo è di proporre spunti critici e originali di riflessioni.

Ad esempio, osservando attentamente il capolavoro pluripremiato “Shindler’s List” di Steven Spielberg mi sono commosso dinanzi ad una delle scene più intelligenti e riflessive del film: la ragazzina dal cappottino rosso che si nasconde dalla pulizia del ghetto di Varsavia.

Ve la ricorderete sicuramente…cosa vuol comunicare, cosa vuol farci capire Spielberg con quell’unica immagine a colori.

Io la interpreto così: il regista, mettendo un’unica immagine “moderna” e a colori in un film girato interamente in bianco e nero si augura che quelle immagini restino sempre “in bianco e nero”, appunto, e appartengano quindi al passato e che non diventino mai “a colori”, ossia moderne.

Ecco come il cinema con un’immagine commuoventissima della ragazzina poi ritrovata nei corpi da cremare ci comunica un concetto così nobile e importante: “Historia est magistra vitae”, cioè la storia ci insegna a non commettere più queste cose inumane, queste logiche da morte che non trarrebbero giustificazione nè nei motivi economici, politici et cetera, nè in altre folli teorie.

Lo so, le situazioni della nostra Vita ci portano anche a diventare peggio delle bestie, ma se si ha una Morale (anche questa con la maiuscola), certe cose non si fanno.

Sono uno dei primi, ad esempio, a criticare i fatti di Piazzale Loreto: anche se Mussolini e i fascisti mi avessero sterminato la famiglia intera, io personalmente non inveirei mai, non sputerei su un uomo morto e quindi indifeso, perchè lo vedrei come un gesto ancor più vigliacco di ciò che accadde durante quell’intero “periodo buio”, al di là dello scempio causato nella politica estera da quest’ultimo (perchè sulla politica interna del Fascismo e di Mussolini, invece, si può ragionare portando alla luce cose positive).

Quella è una vicenda che come ricorda Bruno Vespa parlandone spesso getta vergogna sul nostro Popolo e anche molti comunisti, partigiani, non vi parteciparono e sono di questa opinione distaccandosi e essendosi distaccati allora dalla bolgia.

Ma non divaghiamo! Spero che questo articolo dia spunti di riflessioni nuovi, non le solite cose libresche che già si sanno e che pur essendo importanti avrebbero annoiato il lettore, tenendo sempre presente che il fine ultimo è quello di ragionare lucidamente da persona di una destra moderna, conservatrice ma riflessiva, lucida, su un qualcosa che io ho definito con tanti sinonimi negativi e tragici quale è stato l’Olocausto, ma che alla fine è “indefinibile”, fuori dal Mondo e da ogni concezione umana.

Giuseppe Oliva.

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