I Resistenti, con il Sud

Gino Nicolais ha scritto una nuova nota: con Obama, una ricetta verde per la Campania.

Posted by Staff su gennaio 21, 2009

Il Mattino, 20 Gennaio 2009
Oggi Barack Obama si insedia alla Casa Bianca. Una data che può diventare uno spartiacque per l’umanità. Il messaggio di Obama, lanciato nel mezzo di una devastante crisi economica e in un paese logorato moralmente da una guerra, è molto semplice: cambiare per non morire. L’insediamento di Obama ci insegna che la politica può avere un volto nobile.

È la voglia di cambiamento, di una rinascita fatta di speranze e progetti, che Obama è riuscito a trasmettere ai suoi elettori e al mondo intero. La scommessa di Obama è quella di poter rilanciare l’America anche grazie a una rivoluzione tecnologica focalizzata su energie alternative, su nuovi modelli di lavoro e di consumo e su nuovi materiali, coinvolgendo aziende, università, fabbriche, centri di ricerca privati e pubblici.

Il nuovo paradigma tecnologico è costituito dalle «green technologies», ovvero dalle tecnologie compatibili con l’ambiente. Non si tratta di rispolverare una datata ideologia «verde», nè di alimentare l’ecologismo dei no per il quale abbiamo già pagato prezzi altissimi. Nella proposta di Obama c’è una sostanziale novità.

C’è l’idea che il rapporto tra uomo e natura sia mediato dalle tecnologie. Questo è il punto chiave. Perché l’apporto delle nuove tecnologie può rompere l’inerzia e la scarsa propensione al cambiamento consentendo, intorno al loro sviluppo, applicazione ed uso, di costruire una nuova alleanza tra ricercatori, produttori e consumatori.

Tra le priorità annunciate da Obama c’è l’esigenza di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili presenti in genere in paesi politicamente instabili attraverso lo sviluppo di fonti di energia alternative, sostenuto da un fondo di 150 miliardi di dollari per il prossimo decennio. Non solo.

Il piano è più ambizioso: ridurre le emissioni dell’80% entro il 2050, con costi per le aziende inquinanti ma con innegabili ritorni per le famiglie e per l’economia in generale. C’è la volontà di investire nella rete di trasporto pubblico, di ridurre la bolletta energetica in capo a famiglie e aziende ma anche di aumentare l’occupazione, grazie alla creazione di nuovi posti di lavoro nei settori «green».

Quello che il neo-presidente ha proposto agli elettori è una nuova cultura industriale, in cui industria e ambiente dismettono i panni di storici antagonisti e si trasformano nei protagonisti di una nuova era industriale che, attraverso lo sviluppo di un economia pulita, possa risollevare le sorti dell’economia nazionale e quelle del pianeta. Tutto ciò ha un sapore speciale per Napoli e la Campania. Da un anno Napoli e la Campania hanno conquistato una eccezionale notorietà internazionale.

Tutti, dal tassista delle Hawaii fino all’allevatore neozelandese, associano Napoli e la Campania alla distruzione dell’ambiente. L’unico vero progetto di sviluppo per la regione consiste nel ribaltare questa triste fama. Far diventare la Campania la regione che fa dello sviluppo «green» la propria bandiera coniugandolo con i propri bisogni e le proprie specificità. Una regione leader nelle tecnologie e nei modelli di consumo eco-compatibili.

Un obiettivo chiaro su cui far convergere tutte le risorse disponibili nella ricerca, nella industria, nell’agricoltura, nell’edilizia, nel turismo, nell’ambiente.

La Campania può avere oggi davvero l’ambizione di divenire la sponda del Mediterraneo intorno alla quale si sperimenta in concreto una visione della difesa dell’Ambiente non concepita come limite alla crescita o come espressione di quella politica miope dei veti che tanto ha rallentato la sviluppo della nostra terra, ma come occasione di rilancio e moltiplicazione di investimenti.

Immaginiamo la bonifica dei nostri siti inquinati, il recupero delle nostre periferie degradate, la riconversione delle iniziative industriali in crisi, il rilancio dell’agricoltura e del turismo campano come straordinaria occasione di crescita di nuove imprese basate sulle «green technologies».

Ritengo che sia questo il compito della politica: proporre una visione del futuro e trasformare la visione in progetti realizzabili, aggregando competenze e risorse. Mobilitando associazioni, imprese e cittadini. Su questo tema credo sia utile aprire un ampio dibattito per orientare i prossimi investimenti pubblici e privati. Ripartiamo dalla cose da fare per dare un futuro alla nostra regione.

Luigi Nicolais

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Una Risposta to “Gino Nicolais ha scritto una nuova nota: con Obama, una ricetta verde per la Campania.”

  1. Staff said

    Concordo. Il popolo del PD, quello che realmente ha creduto, ha combattuto ed è stato sbeffeggiato proprio da chi oggi lo rappresenta, ha fiducia che tu lo possa rappresentare nelle istituzioni insieme a Franco Maselli che si è battuto in provincia di Avellino.Ho speranza che queste due risorse vengano valorizzate, in mancanza resterebbe solo strappare anche i sogni e tornarsene a casa.
    bernardino tirri

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