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RIAMMISSIONE IN SERVIZIO: PERSONALE DIRIGENTE, EDUCATIVO, DOCENTE ED ATA

Posted by Staff su gennaio 10, 2009

Come è noto, il personale dirigente, docente, educativo ed ATA della scuola cessato dal servizio può, ai sensi dell’art. 516 del D.L.vo 16/4/94 n. 297 e dell’art. 132 del DPR 10/1/57, n. 3, entro il 15 gennaio di ogni anno, presentare domanda di riammissione in servizio. Le aliquote delle riammissioni in servizio sono stabilite dalle CC.MM. n. 194 del 20/7/90 e n. 155 dell’11/6/91.

Tale istanza  clicca qua per visionare il modulo:   mod_riammissione_servizio1 deve contenere: le indicazioni anagrafiche, la sede di titolarità precedente alla cessazione dal servizio, per i docenti della scuola secondaria la classe di concorso, per il personale ATA il profilo professionale di appartenenza al momento della cessazione, la causa della cessazione stessa, i motivi per cui viene richiesta la riammissione, le sedi di preferenza, l’assenso o diniego ad accettare una assegnazione d’ufficio per indisponibilità nelle sedi richieste, il recapito per eventuali comunicazioni. 

La domanda di riammissione in servizio del personale ATA va presentata all’Ufficio Scolastico Regionale della provincia nella quale l’interessato era titolare all’atto della cessazione in servizio anche se la richiesta riguarda una provincia diversa.

In tal caso, entro 15 giorni dalla ricezione, l’istanza, corredata da una relazione contenente gli elementi per una sua valutazione, verrà trasmessa all’Ufficio Scolastico Provinciale competente che disporrà, sentito il Consiglio di Amministrazione Provinciale, la riammissione in servizio in presenza di disponibilità nell’ambito delle massimo 15 preferenze espresse, sul 10% dei posti vacanti dopo le operazioni di mobilità.

Il provvedimento di riammissione in servizio, ha decorrenza dall’a.s. successivo alla data di emissione ed è adottato:

§           per il personale dirigente, dal Direttore dell’Ufficio Scolastico della Regione prescelta;

§           per il personale docente ed educativo, dal Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale afferente la provincia prescelta, sentito il Consiglio Scolastico Provinciale dello stesso per il personale della scuola materna, elementare e media o il C.N.P.I. per il personale degli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore;

§           per il personale ATA, dal Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale sentito il Consiglio di Amministrazione Provinciale della provincia prescelta.

Si ricorda che i suddetti organi collegiali restano in vigore fino alla costituzione dei nuovi organi collegiali locali, o regionali e del Consiglio Superiore della P.I., previsti dal D.L.vo 30/6/99, n. 233, in virtù dell’art. 6 del D.L. 23/11/2001, n. 411, convertito in Legge dalla Camera dei Deputati il 20/12/2001.

Le domande di riammissione in servizio, debbono essere presentate:

§      dal personale dirigente, alla Direzione Scolastica Regionale prescelta;

§      dal personale docente, educativo ed A.T.A., alla Direzione Scolastica Regionale nel cui ambito territoriale è ubicata la provincia prescelta ed al dirigente dell’ USP di tale provincia

Ad ogni buon fine, si precisa che:

a)  per i dirigenti scolastici la Funzione Pubblica, appositamente interpellata, ha espresso i seguenti pareri:

 –     per i capi d’istituto andati in pensione senza aver frequentato il corso di formazione previsto dal Decreto Legislativo n. 59/98 e che, comunque, sono cessati dal servizio senza aver acquisito la qualifica dirigenziale, non è possibile alcuna forma di riammissione in servizio, in quanto la “riammissione” opera esclusivamente in riferimento alla tipologia di ruolo e funzione già espletata dal richiedente. Considerato che il ruolo dei capi d’istituto (ex direttori didattici ed ex presidi) non esiste più nell’ordinamento a seguito dell’introduzione della dirigenza scolastica, non è possibile la riammissione su posti di un organico non più operante;

 –     per i dirigenti scolastici collocati in pensione con detta qualifica, la riammissione in servizio opera, come estensione generale della norma relativa a tutta la dirigenza, in presenza di disponibilità di posti vacanti nel ruolo dirigenziale di ex servizio;  

   –     che alla disponibilità del posto deve accompagnarsi un atto autorizzativo alla nomina, così come avviene anche nelle procedure concorsuali;

b)  per il personale ATA, il richiamo dell’art. 132 del D.P.R. n. 3/57, è riportato al punto 10, della lett. G), del 1° comma, dell’art. 146 del CCNL 29/11/2007;

c)  il personale riammesso in servizio assume la posizione giuridica ed economica occupata alla data della cessazione del rapporto di lavoro.

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6 Risposte to “RIAMMISSIONE IN SERVIZIO: PERSONALE DIRIGENTE, EDUCATIVO, DOCENTE ED ATA”

  1. Angelo said

    Sono un A.T.A.,riammesso in servizio dopo due anni di pensione (dal 01/09/2004 al 31/08/2006),dal 01/09/2009 andrò di nuovo in pensione.Come mi verrà calcolata la nuova pensione?
    Come mi verrà calcolata la nuo buonuscita?
    Grazie per eventuale risposta.
    Angelo

  2. francesco said

    sono stato riammesso in servizio con disposizione del provveditore con la qualifica di appartenenza(coll. scolastico), vorrei sapere se e quali documenti dovrei produrre?
    Grazie!
    Giovanni!

  3. agata said

    Sono andata in pensione per motivi di salute con 34 anni di servizio e 57 di età.(Insegnante di educazione fisica con problemi alle ginocchia)Il dispositivo prevedeva il prosegumento del mio rapporto di lavoro in altre mansioni.ma ho deciso di andare in pensione. nel 2006 avevo partecipato al Concorso per Dirigenti Scolastici e,dopo avere superato gli scritti, sono stata bocciata al colloquio orale. Oggi con una legge sanatoria N°3292 è stata rinnovata la procedura concorsuale ammetendo,per i bocciati, la ricorrezione degli elaborati che, se valutati positivamente, permetteranno l’accesso al corso di formazione e successivamente alla nomina a Dirigente scolastico. Che fare? potrei accettare l’eventuale nomina anche se in pensione? In attesa ringraziandovi porgo cordiali saluti

  4. uff. ma non è quello che dice l’UNICO – secondo me, la riammissione in servizio va fatta su esplicita richiesta – non negoziabile da qualsivoglia club o partito amministrativo influenzato da scelte che per altro sono spesso discutibili e persino vergognose somme di illazioni e ne sono pieni i tribunali di ricorsi dimostrativi che qualche Gestione incontrollata autoritaria assoluta è riuscita a fare discriminazioni e a ledere ogni diritto costituzionale. Rispettate i diritti – non alterate la Costituzione!!! deve bastare l’idoneità medico sanitaria e se proprio volete andare in fondo dimostratelo mandando il ricorso inalterato alla finanza vediamo che faccia fanno poi quelli che hanno spinto gli insulti la demoagogia del potere oltre ogni dinamico equilibrio di questo Paese che scompare sotto l’imitazione!

  5. Se si destituiscono persone giovani, nella quarantina viene meno persino il principio senatorio, in età professionale si lavora e si migliora facendo, dicendo che non hanno fatto nulla quando ci sono le evidenze a contrario si viene meno non solo alla legittimità del licenziamento ma alla condizione di verità dell’ufficio – niente = incapace – si vedano le scale opportune di valutazione (si veda regolamento dell’università pubblica per esempio, fare nulla = destituzione; se il dirigente chiede di svolgere il periodo di osservazione e quindi riformulare qualcosa di programmato, si fa quello, ma non è “nulla”) quando queste costrette a consegne incredibilmente gli atti in anticipo rispetto agli altri, e nemmeno vengono letti! vengono usati per risanare vecchi e violenti capricci territoriali tra studenti e docenti? Allora il licenziamento non solo è ingiusto ma è profondamente sbagliato – sperequativo come aggettivo che definisce la vergogna – è termine specifico adottato dallo statuto Degasperiano di Trento e Bolzano – significa subire un’infamia! C’è un insegnamento regolato che abbia qualche segno di autonomia e cretività didattica che viene ripetutamente destituito da chi vuole cattedre politiche? Vorremmo un Paese che sa ricostruire l’equilibrio della sua zattera senza rinunciare al presente democratico – sarebbe ora di finirla con le lotte antisemitiche, razziste, sperequative sui docenti, isterie regionali e persino provinciali! Rispettare lo Statuto Autonomo, un patto di rispetto delle voci solitarie cosiddette di minoranza, che potrebbero anche avere ragione nonostante si cerchi di insabbiarle e l’UNICO, art. 516 alla lettera, dove come assunzione di responsabilità si vada a lavorare facendo tutto il possibile e necessario per condurre entro un soggetto equidistante e armonizzabile, anche passo passo, meglio se con programmi comuni, ma anche con qualche condivisione di novità ma per carità fate un modulo nazionale di richiesta rivolto al Dirigente della Sovrintendenza o dell’Ufficio Scolastico, che predisponga se abilitato la richiesta di ripristino nella Graduatoria Permanente di tutti quei docenti che con coscienza hanno manifestato gravi perplessità circa l’obiettività e l’oggettività del giudizio ‘provandolo’ – un modulo insomma che anche quando rivolto all’inserimento immediato nella prassi lavorativa attraverso le graduatorie di istituto, sappia essere informativo nel giusto, senza provocare resilienze inutili e dannose, in cui il docente o la docente richiede di entrare in servizio per ragioni che possono essere omesse, fatte veci le autorità competenti, indicando le scuole di preferenza alla parità di diritti di tutti e con le dovute riserve dei posti assegnate in casi definiti, se il dato cade dal segreto istruttorio lasciate che se ne occupi la finanza pubblica, per veicolare una formazione diffusa, reale e in itinere e per formare correttamente i docenti come sareste obbligati di legge a fare e in cui si elenchino titoli, aggiornamenti, eventuale certificato della sanità-finanza pubblica, con l’ammissione in servizio pregressa se occorsa o attuale del medico o di altra finanza della sanità pubblica volta a raccogliere quelle motivazioni ritenuti resilienti se si riattivano modalità di abuso dei dati d’ufficio, come possono aver illustrato a mio avviso, ricorsi fatti dormire a discapito del docente e della collettività attesa.

  6. Un ponte sull’Oceano! Un ponte di petali di rosa sulle nuvole! Auguri e tanta gioia a chi si ispira a Berlino 1949 – quando i tedeschi di riconoscere veramente l’Autonomia critica dei popoli prendendo l’aereo – forse anche Saint Exuberi! Allacciati le cinture che si parte!

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