I Resistenti, con il Sud

AVELLINO 21.12.2008: Grande partecipazione al primo appuntamento del “lessico democratico” con Ugo Morelli – “L’altro necessario”

Posted by Staff su dicembre 22, 2008

Affollata la Casina del Principe per il primo appuntamento del ciclo di seminari del “lessico democratico”, iniziativa curata dalla responsabile regionale Cultura del Pd Emiliana Mannese, la quale ha aperto i lavori ringraziando la disponibilità e la fiducia riposta da parte del segretario regionale Iannuzzi, il quale ha permesso il realizzarsi delle iniziative.

 “Quali sono le parole chiave del Partito democratico? Quanto le storie dei partiti e delle anime che lo hanno composto ne determinano il presente e l’immediato futuro? Inoltre, quanto è ancora appropriata l’interpretazione del lessico “classico” dei partiti del ‘900? Da queste riflessione nasce l’esigenza del Pd di confrontarsi con intellettuali per ridefinire, ricostruire e ricontestualizzare, appunto, un nuovo lessico politico, condiviso, per il Partito democratico” queste le parole della Mannese.

 

Grande apprezzamento per l’iniziativa da parte dell’on. Iannuzzi, segretario regionale PD, il quale riconosce in questo ciclo di iniziative il percorso adeguato ed inevitabile, attraverso le quali ripartire in Campania, in particolar modo in una fase così delicata, per creare di fatto un partito della innovazione e del rinnovamento.

 

Questa iniziativa, continua Iannuzzi, si coniuga a pieno con la scuola di formazione “Futura” appena conclusasi a Napoli. Dunque ripartire dalla formazione delle nuove classi dirigenti per costruire il futuro partito in Campania.

 

Entusiasmante la lectio del Prof. Ugo Morelli , il quale al termine della stessa ha ricevuto un lungo applauso di apprezzamento per le modalità ed i contenuti espressi. Morelli ha affrontato magistralmente l’argomento, costruendo e ricostruendo il concetto dell’altro, ma soprattutto la necessità che una società dematerializzata, simbolica, ha di riconoscere l’altro per capire a pieno se stessa.

 

Di fatto, continua Morelli, l’altro è lo specchio della nostra identificazione. L’altro è necessario proprio perché genera paura, quella paura che ci fa comprendere la fragilità della nostra esistenza. Esistenza che in questa fase si manifesta a pieno nella profonda crisi che la democrazia sta vivendo nel nostro paese, in maniera “scivolosa” e dunque maggiormente preoccupante.

 

Inoltre, Morelli ha ricordato, come noi oggi siamo visceralmente legati al passato.

 

Di fatto la parola tradizione ci tranquillizza. Le nostre difficoltà interpretative del presente, sono legate all’ostinazione nel voler continuare, erroneamente, ad interpretare, appunto, il presente con lo sguardo rivolto al passato.

 

La democrazia è a serio rischio, in quanto sempre più, è insita nella sua configurazione, quella di intenderla come dimensione che si identifica, non più nella totalità delle sue forme ed espressioni, bensì, nella sola voce di chi ha vinto. Ed è proprio da queste circostanze che nasce l’esigenza di introiettare l’altro per definire, al meglio, ciò che siamo, ma soprattutto, per definire ciò che vorremmo essere.

 

E dunque, la paura è necessaria, ma va interpretata nella sua giusta dimensione, altrimenti, questa genera “illusione” che non è il sinonimo di immaginazione, bensì, la sua negazione più profonda.

 

Quindi, la paura non va negata, ma “affrontata di petto”. Esempio. Si rifletta, su come oggi si sia istaurato una sorta di “revival etnico”, nel momento in cui l’uomo diventa planetario, come se questo elemento fosse l’unico in grado di trasmetterci sicurezza. In tal senso l’esempio della Lega è forviante.

 

Ma attenzione, continua Morelli, ad affidargli le possibili soluzioni interpretative del nostro presente, che, in questo caso, diverrebbe nient’altro che l’amplificazione dell’individualismo puro proprio nel momento in cui, noi, necessitiamo di comunitarismo.

 

Di fatto, la paura distrugge “l’immaginazione”, creando l’illusione forviante, che ci allontana, inevitabilmente, dalla “immaginazione concreta” della quale oggi necessitiamo più che mai, al fine di poter comprendere ed interpretare la smaterializzazione della società. E poi, paradossalmente, dove nasce l’immaginazione, nel simbolico di una società de materializzata, che di fatto però, si identifica nella sua stessa materialità simbolica.

 

Questo è il vero rischio per la democrazia contemporanea. La de materializzazione della società è avvenuta nel ’77.

 

Qui Morelli ricorda gli anni che lo hanno visto protagonista dei movimenti studenteschi, appunto, nella Bologna degli anni settanta, ricordando come allora si cambio il corso della storia proiettando questo paese nel postfordismo.

 

Come? Rileggendo l’attualità della lezione gramsciana dalla quale si generò la concezione dell’abbandono di un modello non solo economico produttivo, bensì anche di relazioni sociali, che ha man mano proiettato l’esistenza del mondo in una sua dimensione planetaria e smaterializzante.

 

Per riuscire a pieno ad affrontare le sfide che ci attendono, bisogna avere il coraggio di abbandonare il passato, inteso come elastico dietro la schiena, che genera “dipendenza dalla storia”, in particolar modo se questa ci ha visto vincenti e di successo. Tutto ciò si supera attraverso la corretta interpretazione della paura, unico modo per raggiungere un modello di innovazione e discontinuità che diventa sempre più, l’unica via d’uscita percorribile. Dunque abbiamo la necessità di investire in discontinuità.

 

Discontinuità che si in grado di generare conflitto, unico strumento attraverso il quale innestare l’innovazione ed il ricambio generazionale.

 

Le conclusioni del primo appuntamento sono state affidate al sen. De Luca, il quale ha plaudito l’iniziativa posta in essere, sollecitando il proliferare di tali appuntamenti, intesi come momento profondo di confronto e costruzioni di nuovi modelli innovativi e di ricambio delle classi dirigenti.

 

Questo è reso possibile, solo attraverso il recupero di una capacità di partecipazione che sia in grado di sollecitare e far indignare i cittadini nei confronti di una politica, che negli ultimi anni, sempre più è divenuta del tutto autoreferenziale.

 

Solo attraverso tale approccio saremo in grado di stimolare e puntare sulle nuove generazioni, quale motore protagonista delle sfide che il futuro prossimo ci riserverà.

 

 

Prossimo appuntamento

23 gennaio ore 17.00, Casina del Principe Avellino

Tempi e generazioni: il presente della politica

Luigi MASCILLI MIGLIORNI – Università “L’Orientale” di Napoli

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