I Resistenti, con il Sud

AVELLINO 6.12.2008 : SI RIUNISCE LA DIREZIONE PROVINCIALE DEL PARTITO DEMOCRATICO

Posted by Staff su dicembre 7, 2008

“Nei prossimi giorni il PD sarà impegnato a completare gli organismi di partito, determinando la gestione unitaria nel pieno rispetto di tutte le sensibilità del partito, per favorire la confluenza delle esperienze politiche più significative”.


La falla apertasi  nei rapporti interni tra la “sensibilità bassoliniana” ed il partito, sembra rimarginata. Il parlamentino del PD irpino si ricompone con la presenza di quasi tutte le frange che si stringono in un ritrovato afflato politico intorno alla relazione del segretario provinciale Franco Vittoria.

La cornice unitaria si ricostituisce con la presenza del senatore Enzo De Luca, dell’ex presidente della Provincia Alberta De Simone, del sindaco Galasso, Wanda Grassi, Rosanna Repole, Francesco Barra, Dora Garofalo, Vanni Chieffo, Mario Matarazzo, Guido D’Avanzo, Michele Langastro, Lello De Stefano, Peppino Di Iorio, Luigi Anzalone, Angelo Romano, Rosetta D’Amelio, Gerardo Adiglietti, Francesco Todisco, Pasquale Gallicchio e di tanti amministratori locali.

È stata notata anche se in maniera velata qualche  assenza che si è scolorita nel clima della serenità ritrovata, tutti i presenti compiaciuti, nella sede del coordinamento provinciale.

C’è stata una chiamata: tutti gli invitati hanno risposto alla convocazione.

Le vicissitudini interne, l’unità, i valori, le regole, il sale della relazione del coordinatore provinciale Vittoria “Insieme dobbiamo ritrovare la rotta e lo possiamo fare solo se riusciamo ad interpretare le domande della gente senza però dimenticare le nostre tradizioni e le nostre storie. Ho riletto con attenzione il manifesto del Pd e voglio rimarcare alcuni passaggi a mio avviso fondamentale: no ad una società chiusa soffocata dai corporativismi; no ad una società fondata sulla mera esistenza. Dobbiamo assumerci la stessa responsabilità collegiale manifestata durante il congresso. La storia del Partito Democratico in questa provincia va scritta tutti insieme, il filo del ragionamento che ci unisce non si è spezzato nonostante le diverse culture e le diverse posizioni”, instradano il percorso sulla medesima tratta.

L’unità declamata conquista l’assenso della “sinistra bassoliniana” che, evidentemente, corrisponde a presupposti indicati ed accettati al tavolo della mediazione infinita a cui sembra condannato il PD della provincia di Avellino.

Le mani tese, il più delle volte danno luogo a monconi, nonostante le nette volontà espresse dal segretario: “…indietro non torniamo”.

Il recupero dei “talenti”, del “capitale umano”, “il rilancio” della “immagine del partito nella nostra provincia” per “salvare il patto tra le generazioni”, l’happy reason della relazione di Vittoria , “devono essere posti alla base dell’agenda politica del partito”.

Non tralascia di lanciare lo sguardo sulle criticità del Mezzogiorno e sulle “condizioni avverse a causa della crisi economica e delle scelte del Governo che tendono ad emarginare il Sud”.

Avviandosi, poi, sul terreno del che fare, traccia il viatico: ” il Pd deve iniziare ad interrogarsi e leggere attentamente la realtà. Berlusconi decapita i diritti al sapere e ai bisogni primari. C’è il rischio di alimentare paure nelle persone anche a causa di una logica protezionistica di diritti già garantiti. In questo momento c’è bisogno di senso di responsabilità, ma non per la politica. Dobbiamo farlo per le famiglie e per questo chiedo la collaborazione di tutti. Siamo il partito maggioritario all’interno del centrosinistra e abbiamo la migliore classe dirigente. Per questo motivo chiedo un’alleanza che possa accogliere una proposta larga e coesa”.

Non tralascia di rispondere alle accuse mosse dai bassoliniani “Nessuno è a capo del partito, le azioni-guida le decideremo insieme”.

Poi, un accorato torna a casa lessy: “Mi dispiace se qualcuno si è sentito trascurato o se il mio messaggio non è riuscito a raggiungere le coscienze. Tornate a casa, perché qui non ci sono né ospiti né padroni. Siamo un partito unito e le discussioni tra noi non sono altro che il segnale di una vitalità che va rigenerata che, con l’intento di recuperare chi dei principi fondanti del nuovo soggetto ne ha fatto il sostegno  della sua presenza politica nel partito,  mitiga con un “dobbiamo tener conto delle regole e per questo, da ora in poi, il rigore massimo sarà l’unica arma per salvare il Pd e le nostre storie”.

Comunica infine che entro il 15 gennaio “organizzeremo la conferenza programmatica” e, quasi per recuperare autorevolezza della sua funzione “Non per forza io debba rivestire l’incarico di segretario. Posso togliere il disturbo in qualsiasi momento se non riuscirò a portare avanti il mio lavoro. Ma diffidate da chi non commette errori perché vuol dire che non osa. Io voglio osare”.

Vola alto il Sen. Enzo De Luca con il suo sermone “Il bello di un partito sta nella discussione e nella possibilità di confronto. Non siamo ipocriti perché sappiano che ci aspettano seri problemi.

Il Partito Democratico in Irpinia è nella morsa di una rappresentanza non radicata sul territorio. È un partito costruito sull’onda dell’emozione e non sulla legittimità dei luoghi. Allora a cosa è servito quel 25 ottobre se l’ultimo che arriva vuol scavalcare chi è portatore di storie e tradizione politica?

È un casino! Sinceramente mi aspettavo da qualcuno una maggiore partecipazione e così non è stato. Se Franco sbaglia c’è sempre qualcuno che crede di potersi far spazio. Chi irrompe senza invito non ha rispetto per il partito ed è pregato di accomodarsi fuori.

Basta parlarsi addosso, finiremo con il farci male”. Non tralascia, infine, di consegnare una sua riflessione sugli incalzanti appuntamenti elettorali “…dobbiamo rappresentare un punto di orientamento certo per tutto il centrosinistra e riprendere i contatti con le altre rappresentanze della coalizione. Ci sono persone che hanno rivestito ruoli in seno ad enti governativi e vivono un profondo disorientamento. Aiutiamoli a capire da che parte stare. Non esprimo giudizi su Pionati, ma almeno sappiamo dove si è collocato. Riflettiamo un po’ di più. Il mio ruolo di senatore è quello di ascoltare tutti e lo farò perché rispetto tutti e voglio superare la vecchia logica del partito. Gli ex non esistono più”.

bernardino tirri

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: