I Resistenti, con il Sud

AVELLINO 05.12.2008, Alto Calore: conferenza stampa del presidente Franco Maselli “Perdite per 12milioni di euro”: un buco… nell’acqua

Posted by Staff su dicembre 6, 2008

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Dodici milioni di euro di perdite tra il 2007 e il 2008.

Deduzioni e contro deduzioni: il presidente dell’Alto Calore Servizi Franco Maselli ha chiarito ai tanti “grilli parlanti che imperversano in questa provincia” l’attuale situazione dell’ente di Corso Europa affinché tutti, cittadini in primis, siano in grado di valutare con dati alla mano la valenza delle polemiche maturate negli ultimi tempi.

A partire dal ‘fratricidio’ Servizi-Patrimonio. “Questo presunto braccio di ferro non esiste.

In due mesi non abbiamo avuto né il tempo né le argomentazioni per dare adito a lamentele e osservazioni che si riferiscono, per lo più, ad iniziative avviate e non portate a conclusione in passato.

Fatto sta che tutto è determinato da un mancato chiarimento tra l’Alto Calore Patrimonio e la Regione. È una disputa in cui questo ente non c’entra”.

Un breve passaggio per poi approfondire la situazione economica partendo da voci del bilancio che con il tempo e per varie contingenze hanno subito sensibili o irrilevanti variazioni.

Si parte naturalmente dal ‘grande buco’ di 12milioni di euro che poteva essere sanato attraverso la mancata acquisizione di ricavi: 5milioni di euro per il canone di gestione del patrimonio che prima non comportava alcun costo; 4milioni di euro di avanzo dalla Regione per interventi straordinari; 6 milioni di euro di aumento costi; 6milioni di euro di pagamenti all’Enel. In aggiunta l’ACS ha perso le quote consortili che ammontavano ad 1milione di euro all’anno.

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A questo vanno ad aggiungersi variazioni sensibili in termini di costi.

Per quanto riguarda il ‘personale’ dal 1995 al 2007 è stato registrato un aumento di 8milioni di euro dettato anche da un incremento delle unità lavorative che da 300 sono passate a 405 con un relativo aumento degli stipendi.

Sul fronte ‘energia’ si è passati dai 9milioni di euro del 2007 a 12milioni e 500mila euro del 2008.
In più le tariffe del servizio sono bloccate al 2002. Se fossero state adeguate ci sarebbero state ulteriori entrate per un totale di circa 3milioni e 600mila euro.

Al di là delle voci in entrata o in uscita resta come unica certezza il fatto che le perdite (circa 3milioni di euro) hanno superato di quasi un terzo il capitale. Ragion per cui corre l’obbligo di ridurre il capitale sociale, trasformare la società o rimandare tutto all’esercizio successivo nella speranza di appianare almeno in parte la situazione debitoria.

La ‘scappatoia’ potrebbe essere rappresentata dal progetto presentato alla Provincia per la gestione dei rifiuti, compito contemplato nell’oggetto sociale dell’ente.

Tanti i problemi legati a questo stato di fatto. A partire da quello dei dipendenti.

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I dirigenti dell’Alto Calore Servizi hanno un indennizzo di 2mila euro netti; circa il doppio, invece, lo stipendio che spetta ai funzionari. Ma la situazione di crisi oltre a produrre scarsa possibilità di investimento ha richiesto sacrifici anche da parte dei dipendenti.

“I tagli – ha chiarito Maselli – a volte vanno incontro ad esigenze di miglioramento e razionalizzazione, altre volte penalizzano i dipendenti.

Non sempre è così ma in molti casi ci va di mezzo anche lo straordinario che serve a garantire un servizio più immediato ed efficiente”. Resta la volontà di mantenere il livello occupazionale tentando di far ripercuotere il meno possibile l’empasse sui dipendenti.

Il presidente ha preferito rimandare alle opinioni personali dei cittadini qualsiasi giudizio inerente alla gestione finora attuata: “Non esprimo giudizi su chi mi ha preceduto ma lascio a voi le opportune considerazioni.

Venti milioni di euro di mancato ricavo rispetto alle perdite significa che avremmo potuto vantare 8milioni di euro di attivo”.

Una battuta anche sull’ambiente che lo ha accolto al suo ingresso da presidente: “Ho trovato una parte di dipendenti indifferente rispetto alla politica.

Un’altra parte, al contrario, troppo interessata. Infine chi lavora con abnegazione, ha una idea politica ma la lascia fuori dall’ambiente di lavoro. Se c’è un limite è che questa società si è politicizzata troppo e ha disperso le proprie potenzialità. Il nostro compito è proprio quello di concentrare le potenzialità e risollevare la società”. (di Manuela Di Pietro)

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