I Resistenti, con il Sud

DIMENSIONAMENTO: VII COMMISSIONE CAMERA DÀ PARERE FAVOREVOLE AL D.L. 154/08

Posted by Staff su novembre 28, 2008

 La VII Commissione della Camera dei Deputati, nella seduta del 25 novembre, ha dato parere favorevole, con alcune condizioni, all’art. 3 del D.L. 154/2008, approvato dal Senato, che reca indicazioni sulle competenze di Stato e Regioni in materia di dimensionamento scolastico.

Clicca qua per scaricare il: dpr_233_981

 Il parere favorevole è stato espresso all’unanimità da tutti i gruppi parlamentari.

 

 

Ricordiamo che nella stesura originale dell’art. 3 

 

(DECRETO LEGGE N.154  ARTICOLO 3

Definizione dei piani di dimensionamento delle istituzioni scolastiche rientranti nelle competenze delle regioni e degli enti locali

1. All’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dopo il comma 6 e’ inserito il seguente:

 

 «6-bis. I piani di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche, rientranti nelle competenze delle regioni e degli enti locali, devono essere in ogni caso ultimati in tempo utile per assicurare il conseguimento degli obiettivi di razionalizzazione della rete scolastica previsti dal presente comma, già a decorrere dall’anno scolastico 2009/2010 e comunque non oltre il 30 novembre di ogni anno. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, con la procedura di cui all’articolo 8, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, diffida le regioni e gli enti locali inadempienti ad adottare, entro quindici giorni, tutti gli atti amministrativi, organizzativi e gestionali idonei a garantire il conseguimento degli obiettivi di ridimensionamento della rete scolastica. Ove le regioni e gli enti locali competenti non adempiano alla predetta diffida, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, nomina un commissario ad acta. Gli eventuali oneri derivanti da tale nomina sono a carico delle regioni e degli enti locali.»)

 

 

era previsto il commissariamento per le Regioni che non avessero adempiuto al dimensionamento delle istituzioni scolastiche entro il 30 novembre dell’anno in corso, al fine di conseguire gli obiettivi di risparmio previsti dal D.L. 112/08 convertito nella Legge 133.

 

 

Al momento il nuovo disposto dell’art. 3 del D.L. 154 demanda alla Conferenza Unificata alcuni adempimenti sia propedeutici che attuativi, in relazione al dimensionamento e al rispetto degli obiettivi finanziari connessi con i risparmi derivanti dall’attuazione dell’art. 64.

 

 

Nella sua relazione illustrativa il relatore, on.le Paola Goisis, ha fatto riferimento da una parte al D.P.R. 233/98 dall’altra al Piano programmatico (atto 36) attualmente all’esame delle commissioni parlamentari.

 

 

Per quanto riguarda il DPR 233 il relatore, riprendendo l’illustrazione del Piano programmatico presentato alle Camere, ha ribadito che il rispetto dei parametri relativi al numero degli alunni (da 500 a 900) è condizione indispensabile per accedere da parte delle istituzioni scolastiche al riconoscimento dell’autonomia sotto il profilo didattico, funzionale ed amministrativo.

 

 

Le condizioni poste dal DPR 233 non trovano attualmente riscontro in circa 700 istituzioni scolastiche autonome che hanno meno di 300 alunni e che pertanto si collocano al di sotto della fascia prevista in deroga per le scuole collocate in zone di particolare disagio (piccole isole, zone di montagna, ecc….).

 

 

Per quanto riguarda la fascia in deroga vi sono poi 850 istituzioni che attualmente non hanno titolo alla deroga medesima.

 

 

Vi sono, altresì, 1050 istituti comprensivi, compresi nella fascia minima, non tutti però dislocati nei territori montani o nelle piccole isole e quindi anch’essi fuori dalla deroga.

 

 

Infine, il relatore ha ribadito che si stima che una percentuale di istituzioni scolastiche compresa tra il minimo certo del 15% e il massimo probabile del 20% non sia legittimata a funzionare come istituzione autonoma.

 

 

Riguardo all’iter di approvazione del parere da parte del Parlamento sull’atto 36 (Piano programmatico), ha auspicato che esso venga approvato quanto prima, rilevando che nella proposta di parere favorevole formulata dal relatore si pone come specifica condizione che “si dia attuazione al parere della Conferenza Unificata Stato-Regioni-Autonomie locali, espresso nella riunione del 13/11/2008”.

 

 

Sembra quindi che il Parlamento intenda a trovare, nel rinvio alle competenze della Conferenza Unificata, gli elementi giuridici e legislativi che possano dare legittimazione all’attuazione dell’art. 64 del D.L. 112 convertito in Legge 133/08.

 

 

Per quanto riguarda gli aspetti sindacali della questione dobbiamo rilevare che a fronte delle 700 istituzioni che devono essere tagliate in prima battuta dall’attuazione del Piano programmatico, rimane aperta, in termini concreti, la possibilità che circa altre 1500 istituzioni possano essere soppresse nel prossimo biennio.

 

 

E’ evidente che le figure monocratiche preposte alle istituzioni scolastiche, quali il dirigente scolastico e il DSGA, saranno direttamente investiti da questa riduzione di scuole autonome.

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