I Resistenti, con il Sud

DIMENSIONAMENTO DELLA RETE SCOLASTICA: emendamento aggiuntivo art.3 D.L. 07.10.2008

Posted by Staff su novembre 17, 2008

Il Governo e i rappresentanti della Conferenza Stato-Regioni, hanno concordato un emendamento aggiuntivo all’art. 3 del D.L. 154, del 7 ottobre 2008.

 

 

In particolare, l’emendamento prevede che all’art. 64, del D.L. 112/08, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133, siano aggiunti:

 

il comma 4-quater, nel quale è previsto che le Regioni e gli EE.LL., nell’ambito delle rispettive competenze, procedano per il prossimo a s.  2009/2010 al dimensionamento della rete scolastica, nel rispetto dei parametri fissati dall’art. 2 del DPR 18.06.1998, N. 233 , da concretizzarsi comunque entro il prossimo 31 dicembre.

 

L’emendamento concordato impone che per il prossimo anno scolastico, non si devono superare i punti di erogazione dei servizi scolastici esistenti nel corrente anno;

 

 

il comma 4-quinquies, nel quale è previsto, entro il 15 giugno 2009, la stipula di una intesa fra il MIUR, il MEF e il Ministro per i Rapporti con le Regioni, per disciplinare il dimensionamento della rete scolastica, ai sensi del comma 4f-ter, della legge 133/08. L’intesa che si andrà a raggiungere dovrà prevedere criteri per il contenimento della spesa pubblica, tempi e modalità di realizzazione anche mediante protocolli d’intesa tra le Regioni e gli USR;

 

 

il comma 4-sexies, nel quale è previsto, in sede di Conferenza unificata, un monitoraggio circa l’attuazione del comma 4-quater, con la possibilità per il Governo di adottare, entro il 15 febbraio 2009, provvedimenti correttivi per conseguire gli obiettivi di finanza pubblica prefissati.

 

 

Dall’analisi dell’emendamento concordato fra il Governo e i rappresentanti della Conferenza unificata si rileva che:

 

– è stato “cassato” l’obbligo di procedere al dimensionamento sotto la minaccia del commissario “ad  

   acta”;

 

– è opportuno attendere l’intesa che dovrà essere stipulata entro il prossimo 15 giugno, al fine di

   modulare una tipologia di scuola che possa durare nel tempo, evitando il ricorso a continue

   manipolazioni;

 

– per la scuola secondaria di II grado è quanto mai opportuno attendere gli orientamenti del Ministro

  per definire i modelli degli Istituti tecnici e professionali che dovranno venir fuori dalla riforma;

 

– sicuramente non vi è alcun obbligo, almeno per il momento, alla chiusura dei plessi scolastici con

   un numero di alunni inferiore a 50.

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