I Resistenti, con il Sud

DAL CONVEGNO DEL DIPARTIMENTO CULTURA DEL PD AL VIVA HOTELL DI AVELLINO: “La scuola presidio di democrazia da preservare”.

Posted by Staff su novembre 15, 2008

La proposta Pd entro il 27 novembre, ovvero, una proposta alternativa a quella del commissario provinciale.

Dora Garofano, illustra le motivazioni del perché il Pd irpino ha organizzato questo appuntamento Pd.

La dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Avellino, Rosa Grano ha parlato della necessità di ridefinire i parametri sottolineando come sia “assurda la razionalizzazione in questi termini, noi siamo abituati a valutare cervelli non numero teste”.

In questi giorni il dialogo con i sindaci, in merito agli accorpamenti 22-24 con la relativa perdita delle presidenze, hanno rilevato come i sindaci abbiamo a cuore il futuro della scuola e suoi presidi di democrazia e crescita nei territori.

Vittoria questo governo non aveva previsto la società del contatto e non del sentire, la quale da sola oggi, si scontra per preservare i presidi di libertà scontrandosi con la società che si indigna.

Mentre la Gran Bretagna, Obama spingono investendo nella scuola, questo governo fa una manovra opposta.

Vogliono toccare i presidi di libertà di pensiero e formazione incidendo ancora su filiera conoscenza disinvestendo nel futuro. Questo rientra nel logica del federalismo fiscale tutto incentrato verso il settentrione.

Di fatto, noto il proliferare di letteratura sulla questione nord, mentre oggi al Sud noi parliamo ancora solo di Guido Dorso e di questione meridionale, avvertendo invece l’esigenza di un neomeridionalismo che parte sì, questo da Dorso per immaginare una nuova stagione per il dibattito in meridione, abbandonando i circuiti viziosi che non portano alla crescita vera del Mezzogiorno.

Questo modello non si fa carico modello don Milani, ma solo della salvaguardia dei primi, basti pensare ai tagli dei fondi Fas, già 12 miliardi di euro che sono stati dirottati dal mezzogiorno. La proposta del Pd: mantenere per una provincia marginale, come la nostra, la scuola di paese, che non si tocca!

Francesco Barra: Ringraziando per la grande partecipazione ha illustrato che il dipartimento cultura, avvierà nelle prossime settimane, ulteriori appuntamenti sulla formazione ed il lavoro giovanile.

Andrea Procaccini rappresentante degli studenti: questa riforma mortifica la scuola e il mio futuro.

Per noi scuola deve fare il suo dovere, ovvero, formare i futuri cittadini. La scuola non può essere sempre riformata perché è di tutti ne di destra ne di sinistra. Questa non è una riforma ma un semplice colpo di scure per fare cassa.

Sindaco di Pietrastornina: i ragazzi devono essere salvaguardati, voglio sapere quali siano stati i criteri dettati per la stesura di questo piano di ridimensionamento della rete scolastica.

Cipriano (CISL): i tagli vanno fatti e bisogna confrontarsi al di là dei campanilismi.

De Vincetis (Cgil): da buttare nell’immondizia, non si può pretendere che si firmi carta igienica, riferendosi al piano del commissario provinciale. Dunque, Pd e Cgil fanno fronte comune.

La UIL affrontato articolo 34, scuola per tutti i tagli adottati dalla Riforma Gelmini, la quale non ha nessuna ragione didattica. Con la Moratti alla fine degli anni novanta un forte dibattito. Una politica di informazione per slogan forviante e falsa.

Aurigemma Tullio Faia dirigente scolstico Monteforte:

no al maestro unico non serve per una società multirforme e ultrastimolata, come quella italiana modello apprezzato in tutto il mondo occidentale.

Giovanni Sasso I ragazzi non sono numeri ma anime.

Anzalone: i tre punti Governo attacco mortale al Sud su scuola sanità e sperequazione sociale, mentre Obama investe in stato sociale noi tagliamo.

Il federalismo fiscale attacca il meridione, ma che federalismo si può fare se il reddito medio di un campano è di14mila euro.

Disinvestimento infrastrutturale, come ad es. nelle ferrovie meridionali, per le quali sono stati destinate solo il 17 per cento delle risorse del comparto.

Per risolvere questi problemi non basta una bicamerale.

La Riforma Gelmini non è una riforma, ne un semplice taglio, bensì, una controriforma, basti pensare al passaggio delle università da pubbliche a fondazioni. Es. le rette attuali che ammontano mediamente sui 700/800 euro annui, agli 8/10mila di domani.

Così, non si fa altro che ampliare la forbice del divario sociale.

Infine, il maestro unico è una contro evoluzione del pensiero pedagogico contemporaneo sempre più volto all’autoritarismo nella scuola contro i principi repubblicani.

De Simone: Un nuovo colpo al precariato in un momento di crisi come questo. Questa terra è sottoassedio, vedi sanità, discariche e scuole, per questo serve un contrasto forte e netto. Mentre un pezzo del partito parla di alchimie, paraorganizzaztive, noi parliamo di problemi reali.

de Luca: Viviamo una regressione culturale del paese in termini di democrazia reale. Un governo che ci ha imposto 22 decreti senza nessun dibattito parlamentare. Una manovra a cui si è opposta tutta la società, i movimenti non strumentalizzati dalla politica.

Questo governo distrugge i presidi di base territoriali, infliggendo un colpo mortale ai piccoli comuni. Infine, mentre il governo taglia, noi che facciamo, litighiamo al nostro interno su cosa e perché.

Mentre il partito soffriva la società ha reagito. Serve unità per fare fronte comune e finiamola con lotte intestine nel partito ma concentriamoci contro questo governo.

Marida Bolognesi responsabile nazionale scuola Pd, già braccio destro di Fioroni.Dichiara che sta avenendo uno scempio, il governo Prodi lavorava ad una riforma che ristrutturasse dall’interno la scuola, razionalizzando, ma senza frantumarla.

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