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SANITA’ E CRISI IDRICA IN IRPINIA: il “grido di dolore” dell’On. irpino Anzalone – Consigliere regionale della Campania – che scrive al governatore Bassolino

Posted by Staff su novembre 13, 2008

Caro Presidente, chiamerò questa la lettera del “grido di dolore” di un consigliere regionale irpino a nome della stragrande maggioranza dei cittadini della sua provincia. Certo, l’espressione ha un’ascendenza un poco presuntuosa e forse troppo blasonata dal punto di vista storico, ma non è né enfatica né fuori luogo.

Dico solo questo: l’Irpinia, la verde, civilissima Irpinia, sta cominciando a morire. Con qualche esempio che fa male al cuore, dirò che i paesi dell’Alta Irpinia, in poco più di 5 anni, hanno perso circa tremila abitanti, mentre la loro popolazione complessiva non raggiunge cinquantamila unità e quella dell’intera provincia di Avellino, a causa dell’emorragia migratoria, supera appena le 400.000 unità.

Intanto, il numero delle famiglie povere, quelle che lamentano la mancanza dei beni di prima necessità, aumenta in modo impressionante specialmente nei più grossi centri della provincia, a cominciare da Avellino e Ariano.

A sua volta, l’apparato produttivo, innanzitutto industriale, non resiste ai colpi della recessione, come dimostrano la chiusura di tante piccole e medie aziende e l’aumento, sempre in Alta Irpinia, del 108% della cassa integrazione.

Nonostante ciò, ho dovuto lottare, e sto ancora lottando, con gli altri consiglieri regionali irpini, affinché il Piano Ospedaliero approvato dalla Giunta non prevedesse la chiusura di fatto dell’ospedale di Bisaccia e la semichiusura dell’ospedale di S. Angelo dei Lombardi.

E questo pur a fronte dell’oggettivo e incontrovertibile dato della virtuosità della gestione finanziaria di ASL e ospedali irpini, cui purtroppo corrispondono un vistoso spreco di denaro pubblico e tanti casi di malasanità a Napoli e nelle zone contermini.

Se ne vuoi avere la più recente e sicura conferma, consulta le cifre dei costi della sanità presentati dall’assessore al bilancio, il prof. Mariano D’Antonio, alla Seconda Commissione consiliare regionale.

Per rispetto verso di Te, ometto di stigmatizzare, come meriterebbe, l’irridente quanto incredibile superficialità con cui l’assessore Claudio Velardi tratta i problemi del finanziamento delle attività turistiche nella provincia di Avellino, senza sapere di che parla e credendo di poter risolvere la cosa con qualche spicciolo.

Non posso, però, tralasciare ciò che accade nel campo della nostra maggiore quanta preziosa ricchezza, le risorse idriche, con cui dissetiamo. Napoli, la Puglia e parte della Basilicata, senza ricevere un soldo bucato da nessuno, nonostante ciò che prescrive la legge Galli.

Peraltro, quello della valorizzazione piena dell’acqua che sgorga copiosa e chiara dalle tanti sorgenti dell’Irpinia è un problema che da anni propongo e ripropongo. E, salvo qualche eccezione, resto vox clamans in deserto.

Ora, però, a causa anche dell’emergenza idrica che si sta registrando in modo sempre più preoccupante, è giunto il tempo di agire.

Innanzitutto, anche se stimo che l’avrai già fatto, Ti chiedo di inviare al Governo nazionale la richiesta del CdA dell’Alto Calore Servizi, presieduto dall’ingegnere Franco Maselli, intesa ad ottenere la dichiarazione dello stato di emergenza idrica nel comprensorio irpino.

Ma non solo di questo si tratta.

E’ necessario ed urgente provvedere alla ristrutturazione, al potenziamento, all’ampliamento e al rifacimento della rete idrica irpino- sannita di competenza dell’Alto Calore.

A tal fine, quest’ente – va detto a suo indubbio merito – ha elaborato una serie di progetti per 138.332.536,66 euro (circa 270 miliardi di vecchie lire).

Sai anche meglio di me che la loro esecuzione, ponendo fine o quasi alla perdita di circa il 50% dell’acqua captata dalle sorgenti, cosa che da troppo tempo avviene, creerebbe le condizioni per una sua utilizzazione finalizzata anche all’incremento delle attività agro-industriale, in primis nel settore della produzione vinicola, dell’olio, delle nocciole e di altra frutta pregiata e dei prodotti caseari, creando molteplici e durature occasioni di lavoro in questo così decisivo comparto dell’economia irpina.

Inoltre, ne verrebbe anche un beneficio per la nostra edilizia, stretta anch’essa nella morsa drammatica della recessione.

Tu, caro Presidente, oltre che leader politico prestigioso e valoroso sei un antico e pur sempre nuovo amico leale e fraterno della provincia di Avellino e della sua gente, dacché in questa terra e con coloro che la abitano hai vissuto, nell’età breve della giovinezza, la Tua indimenticata e splendida vicenda di Segretario provinciale del Partito Comunista Italiano.

EssendoTi sempre battuto per il riscatto e la rinascita dell’Irpinia, di Napoli, della Campania e del Sud con determinazione intransigente e senza risparmio di energie, oggi, non puoi abbandonare l’Irpinia.

Gino Anzalone

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