I Resistenti, con il Sud

ROCCABASCERANA: Il PD DISCUTE DELLA SCUOLA

Posted by Staff su novembre 8, 2008

Ad aprire i lavori Francesco Russo, giovane segretario cittadino di Roccabascerana, il quale ha sottolineato l’importanza dell’appuntamento, voluto a Roccabascerana, volutamente, in quanto la Scuola “nel nostro piccolo paese” rischia, appunto, la chiusura.

 

Il primo giovane ad intervenire, Costantino Ricci, giovane militante del Pd di S. Martino V.C., il quale ha relazionato sulle difficoltà che la scuola e l’università avrà in seguito agli ultimi provvedimento del governo e dunque del ministro Gelmini.

 

 

Inoltre, Ricci, ha raccontato la sua difficoltà in qualità di studente di giurisprudenza, ritenendosi non soddisfatto della riforma precedente che “subisce”, come mero esamificio.

Valerio Pisaniello, è entrato nel merito della legge 133, sottolineando, attraverso una comparazione con i movimenti del ’68, come l’onda di questi giorni sia in grado di arrivare ovunque attraverso i blog e quindi le nuove tecnologie.

 

 

Non è mancato il passaggio sugli scontri avvenuti a p.zza Navona, e di come ci sia stata una mera strumentalizzazione da parte del governo, tralasciando, di fatto, il vero punto nodale della questione, ovvero, il futuro di queste generazioni e di quelle che verranno.

 

 

Infine, grande soddisfazione per l’elezione di Obama il quale ridà speranza a tutti noi giovani dimostrandoci che è possibile farcela, è possibile cambiare le sorti della nostra storia.

 

 

Di natura, prettamente tecnica, l’intervento di Francesco Sorrentino segretario cittadino di S. Martino V.C., il quale ha sottolineato come questa non sia una riforma della scuola, bensì un mero taglio di risorse per recuperare i fondi per la manovra dell’ICI, penalizzando la qualità dell’insegnamento che viene e verrà erogato alle nuove generazioni.

Pasquale Ricci, sindaco di S. Martino V. C., rivolge grande apprezzamento per l’iniziativa dei giovani del territorio del Partenio per aver, immediatamente, colto l’importanza dell’argomento in questione, invitando e sollecitando i tanti giovani presenti, a continuare su questa linea.

 

 

Prima degli interventi conclusivi, molti e molto partecipati gli interventi del pubblico presente, i quali unanimemente, hanno sottolineato la necessità che il Pd si faccia carico di evitare la chiusura di molti presidi scolastici sul territorio, i quali rappresentano il luogo primario di sopravvivenza delle microscopie realtà quali le nostre.

 

 

Per il segretario Vittoria, la filiera della conoscenza è la vera sfida, e dunque la questione non è la scuola e le forme che assume, bensì come preserviamo la democrazia.

 

 

Bisogna ripartire dalla lezione morotea, puntando su chi è fuori dalle cose, i tanti giovani che sono “il seme sano” dal quale ripartire per salvaguardare, e dunque, ripristinare la democrazia.

 

I tanti giovani sono riusciti a mobilitare, ma soprattutto a far risvegliare quell’opinione pubblica che oggi sempre più viene rappresentate, esclusivamente, attraverso la tv.

 

 

 

I fondi che sono destinati alla filiera della conoscenza, invece, vengono destinati (vedi) Catania (140 milioni) vedi Roma (50 ml), ovviamente amministrate da chi?

 

 

Ragioniamo sulle questioni di questa provincia: abbiamo 7 parlamentari del centro destra, che votano in parlamento questo decreto che, di fatto, taglia 72 plessi scolastici in Provincia di Avellino tanto da far intervenire la Regione, che è riuscita a tutelare questi territori.

 

 

E poi. Come si legano questi tagli all’applicazione del federalismo fiscale tutto a trazione e salvaguardia settentrionale, etc. Basta con messaggi che hanno depauperato le visioni e la visione della società e della sua relativa crescita, dobbiamo tornare a dire ai tanti giovani che tutto e possibile solo se ci si sacrifica, ma soprattutto, studiando e dunque puntando sulla meritocrazia!

 

 

Inoltre, Berlusconi intende sostituire ai riferimenti classici delle comunità una global class che impone attraverso il potere, meramente economico, il processo di formazione e di costruzione di futuro.

 

 

Di fatto, poi, la lezione che viene dall’elezione di Obama, non è quella che un nero è divenuto presidente degli Usa, bensì, che un uomo che viene dall’Africa da un area ultima, riesce a divenire presidente, questa è democrazia.

 

 

Inoltre, per tornare alle vicende di casa nostra, al Pd non interessano gli scatti e la salvaguardia dei primari o dei dirigenti scolastici, bensì la battaglia per garantire il diritto alla salute e all’istruzione.

 

 

La politica, lo dico ai giovani, è gratuità.

Vorrei innanzitutto ascoltare che qualcuno dia, e non che qualcuno faccia solo se prima riceve. Questa storia è definitivamente chiusa; non possiamo permetterci più di aspettare nessuno: chi vuole deve e può dare un contributo notevole e di prima rilevanza al radicamento di questo partito.

 

 

Le conclusioni affidate all’on. Gino Anzalone il quale ha iniziato affrontando a tutto campo la questione legata all’università italiana, alla sua indipendenza ed autonomia, senza tralasciare, come ovvio, di sottolineare che quest’ultima soffre di tutta una serie di sprechi e baronati che, oramai, nel tempo del cambiamento (vedi Obama) non hanno più senso di esistere.

 

 

Conclude con un accorato appello all’unità del partito: “che questo avvenga non per mero opportunismo politico, bensì per rispetto profondo per le storie importanti che ne hanno determinato la formazione ed oggi la nascita di una nuova classe dirigente”.

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