I Resistenti, con il Sud

ALTO CALORE: IL PREIDENTE MASELLI FA CHIAREZZA SUI COSTI PER IL SERVIZIO IDRICO

Posted by Staff su ottobre 11, 2008

A tutti gli organi di informazione

In relazione agli articoli apparsi ieri sulla stampa locale questa società ritiene opportuno e doveroso fare chiarezza sui costi sopportati dalle famiglie irpine per il servizio idrico; costi ritenuti, secondo l’indagine condotta “dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva”, sensibilmente superiori a quelli sostenuti dalle famiglie residenti in altre province della Regione Campania.

Questa Società si ritiene obbligata ad un ennesimo chiarimento per rispetto nei confronti degli utenti e per completezza d’informazione, per queste ragioni chiede la collaborazione degli organi di stampa per la diffusione della seguente nota.

Le differenze così come sono state riportate, relativamente a tutti i servizi del ciclo integrato delle acque, variano da un +63% rispetto alla provincia di Benevento a un +28% rispetto alla provincia di Napoli.

Poiché l’elaborazione, come si dimostrerà, è errata, nel metodo e anche nei risultati, è opportuno subito evidenziare che il gap è stato riscontrato essenzialmente nel servizio di acquedotto in quanto quello di fognatura e di depurazione viene fornito, dove è presente, più o meno agli stessi costi.

Limitando, pertanto, le nostre considerazioni al solo servizio idrico, è doveroso evidenziare innanzitutto che non è possibile effettuare alcun serio ed obiettivo confronto tra i costi delle province campane (tanto sono diverse le realtà territoriali, le caratteristiche del territorio, la qualità delle acque erogate, la strutturazione delle reti, le fonti di approvvigionamento etc) e che un qualsiasi tentativo di confronto, senza associarlo a considerazioni generali sulle caratteristiche del sistema e sugli elementi di costo che determinano le tariffe, sarebbe fuorviante, iniquo e non rappresenterebbe, con lealtà, la reale situazione dei fatti.

Si chiarisce che non è possibile confrontare, a solo titolo di esempio, i costi del servizio idrico praticati nell’ambito dell’area metropolitana di Napoli, che è caratterizzata da alta densità abitativa, con quelli praticati nell’ambito irpino-sannita, che, invece, è caratterizzato da basse densità abitative e quindi da costi di gestione molto più alti.

Sull’utenza di Benevento grava una situazione del tutto speciale che rende nullo ogni confronto, dal momento che nella città sannita l’acqua viene fornita dalla Regione Campania a contatore ad un prezzo “politico” molto basso. Tale particolarità incide e condiziona notevolmente la tariffa del servizio idrico.

Il confronto dei dati per province è, pertanto, improponibile e, se viene effettuato è negativo, in modo strumentale, per i cittadini irpini e sanniti che si ritrovano nelle peggiori condizioni strutturali, topografiche, abitative per il contenimento dei costi gestionali non imputabili certamente ad una scelta del soggetto gestore.

Ad ulteriore chiarimento va anche precisato che le tariffe non sono imposte dai soggetti gestori, che si limitano solo ad applicarle, ma vengono determinate dagli uffici UPICA esistenti presso le Camere di Commercio competenti per territorio, previa deliberazione del Comitato interministeriale del CIPE, che autorizza su base nazionale gli aumenti.

A tal uopo va chiarito che per la revisione del costo delle tariffe è indispensabile che l’Ente gestore dimostri analiticamente i costi gestionali sostenuti e questi ultimi risentono per l’Alto Calore Sevizi S.p.A. fortemente delle spese sopportate per l’energia elettrica, pari ad oltre il 20% del fatturato annuo (si tratta di cifre intorno ai 7.500.000 Euro) dovuti principalmente alle operazioni di sollevamento, si tratta di costi che altri gestori non sostengono perché essi gestiscono solo la distribuzione delle acque, mentre la captazione e l’adduzione è demandata ad altri soggetti esterni agli ambiti territoriali di riferimento: è evidente, quindi, una diluizione dei costi ed una bolletta “ meno cara”.

Occorre, inoltre, sottolineare che la qualità delle acque distribuite da Alto Calore Servizi S.p.A. è notevolmente più alta, tanto da essere citata quale riferimento nell’indagine eseguita da Legambiente, e da far riscontrare un livello di soddisfazione nell’utente superiore al 96% (rif. indagine Datamedia).

L’alto livello di qualità comporta un costo, al quale non si può rinunciare, perché incide sulla salute dei cittadini: rivendichiamo con soddisfazione il primato della qualità.

Nonostante ciò è da sottolineare che le variazioni tariffarie sono contenute in limiti che rientrano nella media nazionale. La tariffa praticata dall’ACS S.p.a. è al di sotto di quella prevista dal Piano d’Ambito nel primo anno, pari a 1,18 Euro/mc: essa non ha subito variazioni da giugno 2002.

Per concludere, si assicura che l’Azienda è impegnata in una forte azione di contenimento dei costi e di adeguamento delle strutture, per conseguire risultati sempre migliori, nell’interesse dell’utenza e delle comunità servite.

IL PRESIDENTE

Ing. Francesco Maselli

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