I Resistenti, con il Sud

FESTA PROV.LE DEL PD IRPINO: BASSOLINO A TUTTO CAMPO

Posted by Staff su ottobre 10, 2008

Pd, Bassolino: «Si va avanti nell’unità»

Federalismo, Sanità, rifiuti, polemiche in Giunta, Alta Capacità, dibattito nel partito democratico. E’ un Antonio Bassolino a tutto campo quello che si presenta sul palco della tendostruttura di Grottaminarda dove ieri ha preso il via la prima festa democratica irpina.

L’intervista del direttore del Corriere dell’Irpinia Gianni Festa al presidente della Regione è l’evento clou della serata e il Governatore non delude le aspettative.

è da sempre stato il grande obiettivo di Bassolino, creare una forte sinergia tra le regioni meridionali. A che punto è il progetto?

Bassolino risponde ricordando i passi in avanti fatti su questo fronte in occasioni di determinate battaglie che le regioni del Mezzogiorno hanno sostenuto a Roma.

Cita il caso del federalismo dove grazie al contributo del Sud «l’attuale legge delega è diversa da quella voluta dalla Lombardia e profondamente diversa dalla devolution approvata nel 2006», ma anche quello della Sanità dove si è riusciti a porre rimedio all’«inaudita disparità nel riparto dei fondi tra le regioni del nord e quelle del Sud» provocata dal vecchio decreto legislativo 56 che stabiliva per la distribuzione delle risorse il parametro dell’anzianità.

Proprio la Sanità è un argomento che negli ultimi giorni ha scosso non poco la tranquillità in Giunta con stoccate reciproche tra Velardi e Montemarano. «La cosa importante è come si esce dalle discussioni – spiega Bassolino – e noi siamo usciti dal dibattito in Giunta sulla sanità in maniera molto forte.

Lo si vedrà di più nei giorni prossimi». All’immediata vigilia dell’appuntamento di oggi a Roma col Governo il Governatore si mostra sicuro della bontà del piano di rientro messo in campo che sintetizza in poche parole: «trasformare e riconvertire le strutture ospedaliere, rafforzare il settore sociosanitario, potenziare la rete dell’emergenza e della riabilitazione pubblica».

La logica è chiara: «Se un cittadino a Grottaminarda è colpito da infarto il problema importante non è quello di portarlo nell’ospedale più vicino disattrezzato, ma rafforzando il 118 con ambulanze ed elicotteri, portarlo nel primo ospedale dove è possibile salvargli veramente la vita».

Quanto a quella che è stata definita dallo stesso Velardi come una sorta di commissariamento di Montemarano precisa: «ho proposto io che al fianco di Montemarano ci sia un gruppo che lavori insieme, perché un’impresa di questo tipo deve stare su più spalle nell’interesse di tutti. Questa è una grande partita. Se la vinciamo abbiamo fatto la cosa più importante che possiamo fare. E io penso che possiamo farcela».

Nel faccia a faccia entra quindi il tema rifiuti.

A tal proposito Bassolino chiede a tutte le province grande responsabilità anche per tener lontano fuori da questa emergenza gli interessi della Camorra. «Anche Napoli è giusto che faccia la sua parte» dice. Poi indirettamente ai primi cittadini irpini che si sono incatenati a Roma dice: «Quando ho fatto il sindaco non ho mai messo la fascia per impedire che a Napoli arrivassero i rifiuti di Avellino».

La sfida dell’Irpinia è concentrata sulla infrastruttura immateriale. L’abbiamo fatto al di la dei colori a Mercogliano, ad Avellino, ad Ariano».

Si chiude parlando di Partito Democratico che in Irpinia vive un periodo di grandi contrasti interni.
«Questo pd è una grande speranza per il futuro in una grande realtà. E’ nato però tardi e ha affrontato troppo presto la prova elettorale».

Il partito politico ora «deve stare attento a non parlare a se stesso di se stesso. Un partito politico deve stare nella realtà, capire la realtà e avere l’ambizione di cambiarla».

Al bando dunque l’autoreferenzialità e spazio alle nuove generazioni. «So bene che in provincia di Avellino è prevalente numericamente la provenienza democristiana rispetto a quella di sinistra ma se guardo questa sala non mi viene lo sfizio di chiedermi da dove viene ognuno.

Vinceremo la sfida nella misura in cui non saremo più ex. E per non esserlo c’è bisogno di Bassolino, Anzalone, D’Amelio, De Luca ma anche di tanti ragazzi e ragazze per i quali l’ex non c’è per natura».

«L’Ufita può diventare un’area strategica della Campania.

C’è una scelta di fondo che abbiamo fatto nei trasporti grazie alla quale le aree interne della Campania, Irpinia e Sannio, da aree periferiche possono acquistare una nuova centralità in una logica interregionale».

L’Alta Capacità Napoli-Bari significa «unire due mari, le due principali città del Sud e soprattutto significa farlo attraverso una ferrovia per persone e merci».

Altra importante sfida è quella della ricerca. «Come l’Alta Capacità è una grande infrastruttura materiale, così gli investimenti in ricerca scientifica sono una grande

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