I Resistenti, con il Sud

GRAVE ATTO SI PREVARICAZIONE:COMUNICATO DI FRANCO ARMINIO IL POETA DELLE MONTAGNE PRIVATO DELLA LIBERTA’ DI ASSISTERE AD UNA MANIFESTAZIONE PUBBLICA

Posted by Staff su ottobre 4, 2008

Cronache dal Paraguay

Sant’Angelo dei Lombardi, Irpinia d’oriente, quattro ottobre 2008, in programma un convegno presso il tribunale sul tema “La ragionevole durata del processo”.

Un gruppo di ragazzi si recano sul luogo del convegno cercando di esporre lo striscione storico con la scritta NESSUO TOCCHI IL FORMICOSO. È lo striscione che riassume una battaglia condotta da quindici anni senza mai compiere un solo gesto di violenza.

I ragazzi mi chiamano per dirmi che non hanno potuto mostrare lo striscione nei pressi del tribunale.

Arrivo alle dieci del mattino. Chiedo al responsabile dell’ordine pubblico e mi dice che per ordini superiori lo striscione non può essere esposto nei pressi del tribunale.

Chiedo di entrare come libero cittadino nella sala dove si svolge il convegno. Mi viene risposto che non è possibile perché la riunione è su invito. Non mi risulta, il convegno era regolarmente annunciato su tutti i giornali e non era segnalato in alcun modo che era interdetto l’accesso al pubblico.

Ore 10.30. Esce fuori dai cancelli il deputato Iannaccone a cui espongo a nome del comitato la nostra richiesta: la militarizzazione del Formicoso deve cessare appena finiscono i carotaggi. L’onorevole condivide e torna al convegno.

Ore 11.00. Arriva il parlamentare europeo Gargani. Gli faccio cenno che vorrei parlare con lui. Abbassa il finestrino e mi dice che una volta entrato mi farà sapere.

Ore 11.30. Un emissario dell’onorevole Gargani chiede ai poliziotti davanti ai cancelli di farmi entrare perché l’onorevole mi vuole parlare. I poliziotti si rifiutano di farmi entrare perché non c’è il loro superiore. L’emissario di Gargani torna al convegno e io resto fuori. Arriva il responsabile dell’ordine pubblico. I poliziotti negano davanti a una decina di ragazzi che l’emissario dell’onorevole abbia richiesto di farmi entrare: un bell’esempio di educazione alla legalità per i nostri studenti.

Ore 12.00. Scrivo una lettera al procuratore della Repubblica chiedendo di entrare per parlare coi giornalisti presenti e la consegno al responsabile dell’ordine pubblico. Dopo un po’ arriva la riposta: il procuratore è impegnato, quindi la mia richiesta non può essere esaudita.

Rimango fuori insieme a una decina di ragazzi del Comitato. Nessuna violenza. Incontriamo il consigliere regionale D’Ercole che condivide la nostra idea che il Formicoso vada smilitarizzato subito dopo i carotaggi. Verso le tredici e trenta esce l’onorevole Gargani. Breve chiacchierata dove l’onorevole appoggia con convinzione la nostra idea che il Formicoso vada smilitarizzato dopo i carotaggi.

La mattinata è finita. Non credo ci siano molti commenti da fare. Avevo chiesto al responsabile dell’ordine pubblico quale sia la mia posizione giudiziaria: sono incriminato per qualcosa? pende su di me un qualche provvedimento di interdizione dalle pubbliche assemblee? L’interlocutore mi ha risposto di no. A questo punto si deve evincere che l’Irpinia d’oriente non è più una terra libera e io sono un cittadino privato della mia libertà. Se domani ci fosse un altro convegno sulla promozione del caciocavallo podolico potrei essere fermato perché c’è il pericolo che inneggi alla salvaguardia del Fomicoso.

Stamattina ho parlato al telefono con molti eminenti politici provinciali, oltre a quelli di cui ho detto. Chiedo che ci sia un’interpellanza parlamentare per garantire la libertà di manifestare al di fuori dei territori individuati come zone di interesse strategico nazionale. Chiedo che ci sia un’interpellanza parlamentare per chiedere a Bertolaso di assicurare la smilitarizzazione dopo i carotaggi.

Domani (oggi per chi legge) faremo un’assemblea a Bisaccia per parlare della democrazia minacciata. Ancora un’assemblea pacifica e aperta a tutti. Un’altra lezione per uno Stato che sulla vicenda dei rifiuti ha fatto tanti errori e quello sulla discarica ad Andretta è veramente clamoroso.

p.s.

Alfredo Stroessner Matiauda, il dittatore del Paraguay, generale dell’esercito, ha retto per 35 anni quella che è stata una delle dittature più longeve dell’America Latina (1954 al 1989). Nato da un emigrato tedesco, si arruolò molto presto, coltivando grandi ambizioni castrensi. Approfittando del colpo di stato del “Movimento del 4 maggio 1954”, che rovesciò l’allora presidente Federico Chavez in favore di Tomás Romero Pereira, Stroessner prese il potere il 15 agosto dello stesso anno. Il suo primo provvedimento fu quello di abolire la costituzione.

La dittatura. Fu candidato unico alla presidenza in tutte le elezioni che susseguirono e, servendosi di torture, omicidi, epurazioni politiche e frodi elettorali rimase al potere per 35 anni. Fondamentale anche il supporto degli Stati Uniti, che lo considerò uno dei baluardi contro il comunismo. Con il declino dell’Unione Sovietica, però, finì anche l’appoggio incondizionato di Washington e quindi la sua fortuna. Il Partito Colorado, al quale Stroessner apparteneva, iniziò a remargli contro. Nel 1989 fu deposto per mano del generale Andrés Rodríguez. Da allora il Paraguay ha elezioni democratiche, sempre vinte comunque da esponenti del Partito Colorado. Appena deposto è esiliato in Brasile e a Brasilia è morto. Nel 1997 ha subito il processo del Tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità ed è stato condannato in contumacia.

armin

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388 7622101

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