I Resistenti, con il Sud

EMERGENZA RIFIUTI, comunicato stampa di Franco Arminio: I fuorilegge dell’emergenza rifiuti

Posted by Staff su settembre 25, 2008

Il 14 luglio 2008 il Parlamento ha emanato la legge per superare la cosiddetta emergenza rifiuti in Campania.

 

Basta confrontare a campione solo alcuni punti stabiliti dalla legge (escludendo quelli in cui secondo eminenti giuristi palesa evidenti elementi di incostituzionalità e non andava firmata dal presidente Napoletano) e quello che si sta facendo realmente per individuare un po’ di persone che tranquillamente possiamo definire fuori dalla legge.

 

L’articolo 8 così recita:

Termovalorizzatore di Napoli, ecoballe e stoccaggi
1. Al fine di raggiungere un’adeguata capacità complessiva di
smaltimento dei rifiuti prodotti nella regione Campania, il
Sottosegretario di Stato è  autorizzato alla realizzazione di un
impianto di termovalorizzazione nel territorio del comune di Napoli,
mediante l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili a
salvaguardia della salute della popolazione e dell’ambiente. Il
sindaco del comune di Napoli individua, entro trenta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, il sito del predetto
impianto. In caso di mancato rispetto del predetto termine di trenta
giorni, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri, delibera, in via sostitutiva, circa
l’individuazione del sito da destinare alla realizzazione
dell’impianto di termovalorizzazione, anche in deroga alle previsioni
edilizie ed urbanistiche vigenti.

Dalla lettura di questo testo e dal confronto con quello che è si è realmente fatto in questi mesi si evince che il sindaco di Napoli è fuori dalla legge. Ed è fuori dalla legge anche il Consiglio dei Ministri che avrebbe dovuto deliberare “in via sostitutiva”.

 

Andiamo avanti all’articolo 11, limitandoci a riportare quanto scritto nei punti 5,6,7.

5. I Presidenti delle province della regione Campania, entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, adottano
le necessarie iniziative per disincentivare l’utilizzo dei beni «usa
e getta», fatta eccezione per i materiali compostabili. Tale norma
non si applica alle strutture sanitarie e veterinarie a carattere
pubblico e privato.
6. I sindaci dei comuni della regione Campania, ( anche in forma
associata,) entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, promuovono ogni occorrente iniziativa per
favorire il compostaggio domestico dei rifiuti organici,

(nell’ambito delle risorse disponibili del bilancio degli enti locali
interessati e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica.)
7. Presso le sedi della pubblica amministrazione, della grande
distribuzione, delle imprese con personale dipendente superiore a
cinquanta unità e dei mercati all’ingrosso e ortofrutticoli della
regione Campania è fatto obbligo di provvedere alla raccolta
differenziata; i rappresentanti legali degli enti predetti rendono al
Sottosegretario di Stato, con cadenza trimestrale, i dati della
raccolta differenziata operata.
Dalla lettura di questo testo e dal confronto con quello che si è realmente fatto in questi mesi si evince che c’è una scandalosa e diffusa inadempienza della legge. Cosa intende fare Bertolaso per garantire il rispetto di questi punti? Perché non si fa niente di serio per adeguare velocemente gli attuali 7 impianti di CDR, facendoli diventare selezionatori di rifiuti e dotandoli di vasche per la produzione di compost?

 

Andiamo all’articolo 10.

10. Il CONAI, con oneri a proprio carico, e’ tenuto a predisporre
ed effettuare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, in collaborazione con i capi missione, una
capillare campagna di comunicazione finalizzata ad incrementare i
livelli di raccolta differenziata nei comuni della regione Campania.
Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare procede, con proprio decreto, a definire le modalità tecniche,
finanziarie ed organizzative necessarie ad assicurare l’uniformità
di indirizzo e l’efficacia delle iniziative attuative della campagna
di comunicazione di cui al presente comma.
C’è qualcuno che in questi mesi in Campania si è accorto di questa capillare campagna di comunicazione?

Cosa intende fare Bertolaso al riguardo? Perché, solo per fare un esempio, non si vieta tutta la regione, a tempo indeterminato e fino alla ricostituzione di uno stato di normalità, la vendita al dettaglio di prodotti imballati, sia alimentari che non (compresa l’acqua minerale e le bibite gassate)

 

Andiamo ai punti 4 e 5 dell’articolo 13.

4. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca
assume, nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, tutte
le iniziative necessarie a garantire una adeguata informazione sui
temi ambientali e attinenti alla gestione ed allo smaltimento dei
rifiuti.
5. A partire dall’anno scolastico 2008-2009 negli istituti
scolastici di ogni ordine e grado della regione Campania, al fine di
assicurare agli studenti ogni utile informazione in ordine alla
corretta gestione dei rifiuti domestici, vengono assunte specifiche
iniziative nell’ambito delle discipline curricolari, anche mediante
ricorso ad attività aggiuntive di insegnamento.

Qui è difficile stabilire il grado di inadempienza degli istituti scolastici per il semplice fatto che di questa parte della legge non ha mai parlato nessuno e quindi nelle scuole l’anno si è avviato senza particolari iniziative sul fronte ambientale.

Cosa ha fatto il ministro Gelmini per rispettare quanto scritto dalla legge del suo Governo?

 

Concludiamo con la parte più dolente, il punto 1 dell’articolo relativo alle discariche.

Allo scopo di consentire lo smaltimento in piena sicurezza dei
rifiuti urbani prodotti nella regione Campania, nelle more dell’avvio
a regime della funzionalità dell’intero sistema impiantistico
previsto dal presente decreto, nonché per assicurare lo smaltimento
dei rifiuti giacenti presso gli impianti di selezione e trattamento
dei rifiuti urbani e presso i siti di stoccaggio provvisorio, è
autorizzata la realizzazione, nel pieno rispetto della normativa
comunitaria tecnica di settore, dei siti da destinare a discarica
presso i seguenti comuni: Sant’Arcangelo Trimonte (BN) – località
Nocecchie; Savignano Irpino (AV) – località Postarza; Serre (SA) –
località Macchia Soprana; nonchè presso i seguenti comuni: Andretta
(AV) – località Pero Spaccone (Formicoso); Terzigno (NA) – località
Pozzelle e località Cava Vitiello; Napoli località Chiaiano (Cava
del Poligono – Cupa del cane); Caserta – località Torrione (Cava
Mastroianni); Santa Maria La Fossa (CE) – località Ferrandelle;
Serre (SA) – località Valle della Masseria.

Qui il primo commento che viene da fare è che non sono indicati né i tempi di realizzazione né le quantità di rifiuti previsti per queste discariche. Non si può dire certo che i parlamentari siano stati molto rigorosi al riguardo. In base a quali criteri sono stati scelti questi siti non ce l’ho mai detto nessuno.

 

Ognuna delle popolazioni che protesta avrà le sue ragioni. Sono sacrosante quelle a difesa del Formicoso e che sono state già segnalate in un documento firmato da molti sindaci e inoltrato a Bertoloso senza ricevere alcuna riposta. Ne segnaliamo qui solo due.

1. I comuni del Formicoso hanno accettato sui loro territori, talvolta in contrasto con le popolazioni, un gran numero di impianti eolici (che contribuiscono al fabbisogno dell’intera regione).Il comune di Bisaccia ha accettato una Stazione di trasformazione dell’energia per l’immissione nella rete elettrica a 380 mila Volt gestita dalla Società TERNA (a pochi metri dal sito di Andretta) che costituisce un nodo importante della rete nazionale, pur avendo essa un carattere invasivo e di aggressione al territorio.

2. Sul Formicoso è prevista, attivando gli strumenti della Programmazione Regionale, l’istituzione del Distretto Energetico, già firmato dal Sindaco del Comune di Bisaccia, che è capofila, con l’Assessore Cozzolino e che consentirà all’intero comprensorio di puntare alla creazione di un polo di eccellenza nel campo delle fonti rinnovabili che possa dare ai giovani prospettive future.

Che senso ha parlare nella stessa zona di una megadiscarica? A questo punto spetterebbe al Governatore Bassolino intervenire presso il governo e dire che il sito di Andretta va escluso una volta per sempre da questa vicenda dei rifiuti semplicemente perché destinato ad altro (al riguardo andrebbe immediatamente approvata la proposta di legge relativa all’istituzione del parco regionale dell’Irpinia d’Oriente).

 

A questo punto tutti i sindaci e le forze politiche e sociali della provincia dovrebbero indire uno mobilitazione generale a sostegno delle ipotesi alternative alla discarica di Andretta contenute nel documento consegnato a Bertolaso. Possiamo costruire qui in Irpinia una grande pagina di civiltà e democrazia. I problemi di Napoli generati da una classe politica corrotta non possono essere risolti a spese dei piccoli paesi dell’interno.

Abbiamo mille ragioni. Se non le facciamo valere rimanendo uniti e allargando sempre più il fronte della protesta facciamo un torto a noi stessi e all’antica civiltà di queste terre.

franco arminio
via caravaggio 1
83044 bisaccia av
0827 89259
388 7622101

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