I Resistenti, con il Sud

MONTELLA, 13.09.2008: 1^ FESTA DEMOCRATICA ED INAUGURAZIONE CIRCOLO PD DI VIA DEL CORSO

Posted by Staff su settembre 17, 2008

Sabato 13 settembre 2008, nel comune di Montella (AV), il PD irpino ha “preso due piccioni con una fava”.

L’inaugurazione del nuovo circolo del partito, con sede in Via Del Corso 215, è coincisa con la prima festa democratica del paese, dove, i montellesi, prima sono stati intrattenuti dal confronto fra i leaders irpini del PD sul tema “Il ruolo del Partito Democratico per il futuro dell’Irpinia” (sono stati addirittura coinvolti nella discussione, con gran merito dei relatori) e, poi, hanno assistito ad uno spettacolo in piazza, a chiusura dei lavori, con l’esibizione del gruppo musicale The Secret Side.

Franco Chieffo – coordinatore del PD di Montella -, Franco Vittoria – il coordinatore prov.le del PD -, Franco Maselli – Presidente Alto Calore Spa -, l’On. Alberta De Simone ed il Sen. Enzo De Luca che si sono confrontati sul tema, hanno favorito un ampio e fruttuoso dibattito con i cittadini che, per la prima volta in questa provincia, sono stati chiamati a partecipare attivamente.

 

 

 

A Montella, il Partito Democratico irpino ha dato un saggio del suo nuovo modo d’essere e di porsi nei confronti delle popolazioni. Ha mostrato senza veli il suo fresco volto: un partito snello, accogliente che, con trasparenza, analizza e formula proposte; un partito vivo, sempre sui problemi veri delle comunità.

 

 

 

Il PD della provincia di Avellino, fin qua, si è dimostrato sempre attento a recepire gli umori e le indicazioni dei territori, a raccoglierne le ansie, le paure, i sospetti, le preoccupazioni.

 

 

 

Da tutti ormai è percepito come un partito vigile e sempre pronto a guidare la gente dell’Irpinia sui sentieri della speranza al punto che, anche chi prima si mostrava scettico, ora inizia ad apprezzare l’ostinazione di Vittoria nell’organizzare il partito in dipartimenti.

 

 

 

Il formicolio dei suoi membri ha aggredito sin da subito i problemi. Le strategie, quelle messe in campo, stanno rendendo pubblica l’immagine di un partito impegnato a dare indicazioni e soluzioni. È un partito che presta attenzione ai problemi non personali o di casta, che opera e dà il suo contributo per la difesa degli interessi generali dei cittadini comuni.

 

 

 

La promozione umana e sociale delle persone, la loro difesa e quella dei luoghi, accompagna sempre il suo agire.

 


L’intraprendenza ed il continuo impegno di tutti i suoi dirigenti che, non inclini a rintanarsi nelle “segrete stanze dei bottoni” dove fino ad ora si sono consumate solo vendette o privilegiati interessi di caste ha iniziato a dare i suoi primi frutti.

 

 

Sono stati sguinzagliati dal segretario provinciale sui territori dove sciamano per intingersi nella disperazione delle popolazioni per capirne prima le difficoltà e, poi, mettersi in produzione.

 

 

Se non si ha la percezione di quello che è, se non si sperimenta il bisogno annusandolo direttamente dagli interessati, come si possono programmare ipotesi di riscatto?

 

 

 

Come si possono predisporre progetti efficienti ed efficaci se non calati e rispondenti alle esigenze dei luoghi? Se non si studia e si capisce bene la fenomenologia di certe situazioni, infatti, non sarà possibile, successivamente, intervenire con idonei e correttivi programmi ed azioni, capaci di affrontare i problemi.

 

 

 

Per questo motivo, anche a Montella, si è registrato che, nella testa delle persone, si è fatta spazio l’idea che il PD della provincia di Avellino è teso all’ascolto del territorio non solo, ma è addirittura in grado di coinvolgere nell’elaborazione di progettualità le persone di quei luoghi, le stesse che il coordinatore prov.le Vittoria si sta impuntando nel metterle al centro della considerazione della sua visione poltica.

 

 

 

Il cittadino non più spettatore passivo. Per il segretario provinciale e per tutto il partito è un soggetto che deve essere accolto, ascoltato e coinvolto. Deve essere aiutato a partecipare ai processi della politica e ad essere presente sui problemi e parte attiva nelle scelte.

 

 

 

È un partito, quello di Montella, di giovani che possono dare tantissimo – aprendo i lavori afferma Franco Chieffo, coordinatore territoriale – ; è un partito aperto a tutti e, se c’è qualche assente, la colpa non è nostra. Se qualcuno non entra in questa sezione, di certo non farò lo sciopero della fame.

 

 

 

Dopo questa prima venatura polemica e l’invito all’On. De Simone a ricandidarsi alla guida dell’Ente Provincia, lancia una stilettata a Giuseppe De Mita che, per seguire lo zio più famoso, ha abbandonato la guida irpina del PD e gli elettori del suo collegio per inquadrarsi nei popolari di destra: “il nostro riferimento, chi in questo collegio ha carpito il suffragio elettorale, ha svenduto i nostri voti alla destra!”

 

 

 

Non si esime dal fare un passaggio sulla questione discarica: “ci dobbiamo impegnare ad inculcare nella mentalità della gente la necessità di fare la raccolta differenziata, iniziando dalla scuola elementare” contrapponendola alla destinazione delle nostre risorse idrighe “noi regaliamo l’acqua alla Puglia ed a Napoli, e Napoli ci ripaga restituendoci la sua spazzatura; se l’Amministrazione Provinciale fosse ancora in carica, sicuramente si sarebbe fatto di più”.

 

 

 

Poi, nel dare atto al segretario prov.le Vittoria di aver avuto una grande intuizione nell’ immaginare la struttura del partito fondata sui dipartimenti, pone sul tavolo del confronto la sua opinione circa la strategia da adottare nel fare alleanze “il PD deve impegnarsi a recuperare un’alleanza di centro-sinistra con tutti i partiti d’area, perché non vogliamo niente a che fare con i prepotenti”.

 

 

 

Nel collegio – rivolgendosi a Chieffo Aniello sindaco di Bagnoli, al tavolo del confronto – ci dobbiamo incontrare per impostare un programma comune. Una classe dirigente del PD che s’impegna, fa in modo che i giovani non restano abbandonati.

 

 

 

Dobbiamo vincere la sfida del futuro, caro senatore De Luca, utilizzando bene i fondi europei; i progetti presentati – rivolgendosi al presidente dell’ACS Franco Maselli e chiude – devono essere seguiti e supportati ”.

 

 

 

Quando nascono i circoli o si fanno feste – rivolgendosi alla platea afferma il segretario prov.le Franco Vittoria gli spazi vuoti si riempiono.

 

Poi, con riferimento a qualche vicenda interna al PD, lancia un dardo nel cuore del problema: “non c’è la questione degli ex. Noi siamo il PD e guardiamo al futuro senza farci prendere dalla malattia del torcicollo, se no, facciamo qualche cosa che non ha futuro e fotocopiamo il passato dove sono rimasti i partiti che non ce l’hanno fatta.

 

 

 

Il pentito Vassallo, come riportato da “l’Espresso”, – entrando nel merito della gestione dei rifiuti in Campania – chiama in causa l’ex ministro di Alleanza Nazionale, l’on. Mario Landolfi ed il sottosegretario Nicola Cosentino che accusa di collusione con la camorra – afferma, rilanciando la gravità della questione discariche in Irpinia -.

 

 

Il PDL, attraverso i suoi uomini, è al vertice del circuito camorristico dei rifiuti. Il problema rifiuti, la vertenza ambiente sono delle faccende che dobbiamo affrontare partendo dalle cave, se lo vogliamo risolvere”.

 

 

 

Non trascura, nella sua disamina il rapporto tra il PD ed i popolari di “destra” (suo conio) di De Mita e la relazione di quest’ultimo con qualche frangia interna.

 

 

 

Siamo in una condizione – incalza, riferendosi a De Mita – di pensiero unico. C’è il problema della tenuta democratica nella nostra provincia dove è abbastanza sentita anche la cosiddetta questione morale perché c’è incoerenza politica.

 

 

 

La partita all’interno del PD è tra chi vuole una restaurazione e chi vuole l’innovazione. Da qua, dobbiamo – continuando nel suo eloquio – impostare la nostra azione politica se vogliamo guardare alle giovani generazioni.

 

 

È necessario – riprendendo le coordinate da lui tracciate – costruire dentro le cento Irpinie le eccellenze non solo, ma anche fatti politici con comportamenti ed atti di valenza esterna coerenti con l’impostazione del partito.

 

 

 

Mettere su una politica che presta attenzione alle persone, non alle cose interne è la traccia su cui ci dobbiamo impegnare a camminare. Ringrazio – e chiude, ritornando sui dissapori territoriali tra i due circoli locali – i dirigenti di Montella, senza tralasciare l’invito a costruire per allargare ed includere e, contemporaneamente, ad andare avanti: già siamo in campagna elettorale per le comunali, le provinciali e le europee, noi ci siamo e ci saremo per cambiare l’Irpinia.

 

 

 

Nella sua prima uscita pubblica il Presidente dell’Alto Calore servizi, Francesco Maselli, esprime le sue valutazioni sul PD irpino. Bisogna individuare le cose da fare in prospettiva – afferma, sul piano generale – per questo, mi auguro ed offro la mia disponibilità a che, nei fatti, si parta da una ricomposizione fra i due circoli PD di Montella.

 

 

 

Non si sottrae al ragionamento sulla decisione di far diventare la provincia di Avellino l’immondezzaio della Campania, se non, addirittura, dell’Italia, perché “la vicenda rifiuti – evidenzia – condiziona la politica e le scelte.

 

 

 

Se riduciamo la provincia di Avellino ad un distretto dei rifiuti nonostante noi produciamo solo il 6% dei rifiuti della Campania, come poi possiamo pensare ad un progetto capace di far risollevare il nostro territorio dal profondo stato di crisi in cui versa?

 

 

 

La grande piattaforma logistica dei rifiuti che il governo Berlusconi ha previsto ad Adretta, a me non appare come una soluzione temporanea, perché la soluzione strutturale del problema è ancora lontana.

 

 

 

Al riguardo, non mi convince nemmeno questa forma di consociativismo politico sotto le mentite spoglie di una correttezza istituzionale di Bassolino che, vicendevolmente e nei fatti, si sostiene con il cavaliere di Arcore. Questo suo atteggiamento compromissorio sta uccidendo il futuro della nostra provincia e la condanna a diventare uno sversatoio perenne, soprattutto per i rifiuti speciali.

 

 

 

Perché è venuto meno il principio di autosufficienza o, se preferite, la provincializzazione dei rifiuti, sebbene ci sia una deliberazione dell’Ente Provincia e della legislazione regionale a suo favore? – ed ancora – non possiamo continuare ad interessarci solo della gestione della fase finale dei rifiuti e tralasciare di incanalare i nostri sforzi sul fronte della decrescita della produzione dei rifiuti!

 

 

 

La discarica di Andretta non è una, ma la discarica; non la discarica di Andretta: è la discarica irpina che spezza le gambe a tutto il territorio.

 

 

 

Il partito, con la tre giorni di Andretta e tutte le altre manifestazioni che ha organizzato ed organizza, ha fatto e fa bene a catalizzare l’attenzione su questo enorme e difficile problema.

 

 

 

Ha fatto bene a coinvolgere tutte le forze politiche, amministrative e sociali per predisporre, con il concorso di tutti, un muro di contrarietà alla decisione assunta sulla testa di una provincia intera.

 

 

 

Il Partito Democratico della provincia di Avellino è sulla buona strada sia per crescita, sia per radicamento sul territorio, perché il suo modo di procedere ed il suo tratto si configurano in linea con le indicazione statutarie del PD.

 

 

 

Se volete – e passa la parola all’on. De Simone – anche noi abbiamo voluto dare un primo e concreto segnale su come interpretare le regolare statutarie della nostra formazione politica quando, con le nostre dimissioni dalla direzione del partito, abbiamo voluto segnare un profondo solco di demarcazione tra organo politico che elabora e formula proposte ed organo gestionale che le mette in pratica”.

 

 

 

Più sferzante e velenoso è l’intercalare dell’On. Alberta De Simone, ormai deposta Presidente dell’Ente Provincia di Avellino: “c’è una diatriba che attraversa il PD, ma la stragrande maggioranza del PD è fatta da giovani che hanno un fastidio per la vecchia politica.

 

 

 

Quando il PD è nato, qualcuno (Ciriaco De Mita ndr) ha pensato di appropriarsene. La diatriba è di chi è legato al vecchio, perché non pensa al futuro: non riesce a fare una politica attuale, del 2008. La storia di Montella, è un po’ questo.

 

 

 

La gente li (i consiglieri provinciali demitiani) ha votati e loro si sono dimessi e sono andati via. Bel rispetto e considerazione dell’elettorato!

 

 

 

La linea – imperterrita, motivata e decisa la presidente continua a battere sul chiodo ancora caldo – deve essere quella del cambiamento: mai più con i demitiani!

 

 

 

Dopo quello che hanno combinato, se ci fosse un atteggiamento diverso nei loro confronti, la gente direbbe: dopo che vi hanno fatto questo fate l’accordo con loro? Diventeremmo non più credibili.

 

 

 

La sede del Parco Picentini a Nusco è un’ignominia per Montella; non possiamo più continuare con questa vecchia logica. Le cose, invece, si fanno secondo un criterio oggettivo, – e termina con l’ultima bordata – non clientelare.

 

 

 

La prima considerazione del Sen. De Luca “il fatto che non ci sono tutti (ndr gli iscritti dell’altro circolo PD di Montella) non è un fatto positivo” per poi passare a “il PD in provincia di Avellino è attaccato perché sta crescendo”.

 

 

Quindi preannuncia una conferenza programmatica per la prossima settimana, da cui scaturirà la linea del partito.

 

“Abbiamo avuto un grande risultato sul piano nazionale e locale. Esso rappresenta un terzo del paese,– e ritornando sulla questione rifiuti ad Andretta prima e su quella interna poi – il centro destra dove sta?. Sono otto i suoi parlamentari in questa provincia!!!

 

 

 

Qualche mese fa abbiamo fatto un congresso che alcuni non volevano far celebrare: oggi si capisce il perché. Sulla questione – e si accinge a porre fine alla prima parte della manifestazione – dell’Alitalia, sta venendo fuori il bluff del governo nazionale. Che fa – ritornando sul locale, rispetto alle vicende politico-amministrative – la comunicazione?: si attiene a storie e tempi che non ci più”.

 

 

La folla, satolla e soddisfatta del verbo del partito, ilare si instrada verso la piazza per assistere allo spettacolo canoro previsto come chiusura della serata.

 

 

bernardino tirri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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