I Resistenti, con il Sud

MASELLI A TUTTO CAMPO SUL CORRIERE DELL’IRPINIA e SULLA CRISI DELLA PROVINCIA: “La presidente in direzione ci ha comunicato i termini della discussione ma non ci ha detto che c’era già un accordo sottoscritto”

Posted by Staff su luglio 14, 2008

Ing. Franco Maselli, il leader dei Popolari alla Provincia Giuseppe Solimine attraverso le pagine del Corriere dell’Irpinia ieri ha aperto le porte al dialogo con il Partito Democratico. Cosa ne pensa delle sue affermazioni?

«Mi sembrano un po’ tardive. La verità è che in politica bisogna imparare a non spingere la guerra fino al punto in cui non si può più fare la pace. E’ una massima antica che i demitiani non hanno evidentemente letto e assimilato».

 

Ritiene che questo limite sia stato varcato?

Chi sostiene che in politica non si può mai dire mai afferma una cosa sacrosanta. Tutto è possibile, anche il pentimento. La politica non si fa per affermare questioni personali e di principio ma per affermare l’interesse generale. Se nel prossimo futuro sulle posizioni di centrosinistra si dovesse ritrovare anche il partito dell’Udc con il quale i demitiani hanno fatto una campagna elettorale appena qualche mese fa, ben venga. In caso contrario poco importa. Gli altri continuino a fare la politica dei due forni come vanno dicendo in giro».

 

Il riferimento all’Udc lascia intendere che per le prossime alleanze dà più rilievo a Casini che non a De Mita, quasi come se i Popolari non fossero un partito.

«Infatti non credo che lo siano. Rappresentano semplicemente una costola del Pd strumentalmente uscita dal partito per fare cose diverse».

 

Torniamo alla “guerra” in atto. Il Pd non sembra essere immune da colpe.

«Le cose non stanno certo come le ha illustrate Solimine che parla come chi è piombato ad Avellino dopo un mese di vacanza e non sappia cosa nel frattempo sia successo. C’è stato un gesto, il primo in ordine cronologico, che il rappresentante dei Popolari non cita neanche. Mi riferisco al tentativo di far commissariare il comune di Avellino. E’ innegabile l’azione promossa da quelli che Solimine definisce gli amici di De Mita. Purtroppo per loro è andata male questa prima operazione, è andata meglio la seconda alla Provincia, anche se è frutto di una coincidenza…».

 

In che senso?

«Questo è quello che vuole far crederci Solimine. Leggendo l’intervista si ha la sensazione che senza che ognuno sapesse quello che faceva l’altro, Centrodestra e demitiani si siano ritrovati casualmente insieme a protocollare le dimissioni in Provincia. Resta però il fatto che tutte queste forze hanno provocato il commissariamento di un ente, il più rappresentativo del territorio e soprattutto la caduta di un governo di centrosinistra».

 

Lo stesso più o meno è accaduto però all’Alto Calore per mano dei democratici.

«All’Alto Calore non è accaduto nient’altro che quello che avviene in qualsiasi ente quando c’è da mettere in moto un nuovo ciclo. Allora c’era un bilancio che si chiudeva e uno che si apriva. I sindaci avevano ritenuto che si dovesse chiudere una fase per aprirne una nuova. Trovo invece singolare che il presidente uscente, eletto come tecnico, abbia poi accusato la politica di volergli far pagare la vicinanza a De Mita. Delle due l’una: o è un tecnico o un amico dei Popolari».

 

E’ però innegabile che le dimissioni all’Alto Calore, come in provincia siano state dettate da scelte politiche. Non sono anche queste un atto di guerra?

«A questo punto però ci sarebbe da chiedersi perché la stessa cosa non è avvenuta precedentemente all’Asi o alla Comunità Montana dell’Ufita. Perché non si considera, alla stesso modo, questi come atti di responsabilità e di dialogo? Se avessimo voluto agire per ritorsione dopo quello che era successo al Comune avremo fatto altro».

 

Sulla caduta di De Simone c’è chi sostiene che la presidente è stata fatta fuori anche per colpa del suo stesso partito che l’ha frenata dopo un accordo già chiuso coi demitiani. Condivide?

«Assolutamente no. La presidente in direzione ci ha comunicato i termini della discussione ma non ci ha detto che c’era già un accordo sottoscritto. Se lo avesse fatto il pd avrebbe tenuto conto anche di questo nella discussione. Per il resto il partito ha dato un’indicazione come è giusto che faccia. Sono stati poi i demitiani a impuntarsi, come avevano fatto già al Comune, sulla richiesta di un assessorato in più. La loro convergenza con il centrodestra è storia. Un gesto impolitico e gravemente lesivo delle istituzioni».

 

Dunque nessuno nel Pd ha remato contro la De Simone?

«No. E dico di più: nella prossima primavera sarà tutto più chiaro».
Sta dicendo che De Simone sarà ricandidata alla Provincia?
«Mi pare che sia quasi innegabile una sua ricandidatura. Troveremo poi i modi e le forme per farla, visto che c’è anche la possibilità di ricorrere alle Primarie. In ogni caso il suo nome dovrà essere in prima linea per le prossime amministrative».

 

 

Ultima sui demitiani: Solimine accusa il Pd di aver negato loro considerazione politica. Come replica?

«Questa può essere data a chi mantiene un comportamento dignitosamente politico o, se vogliamo, di dignità politica. Avremmo già dovuto rompere i rapporti con i Popolari dopo quello che è avvenuto al Comune di Avellino, invece tenendo fede al principio del rispetto delle istituzioni abbiamo continuato a tenere nelle istituzioni rapporti corretti e leali. Quale forza politica ha dimostrato tanto? Gli altri hanno firmato le dimissioni».

 

Infine parliamo del Pd. Oggi Vittoria annuncia i nomi dell’esecutivo. Cosa si aspetta?

«Beh, l’esecutivo è organo di stretta fiducia del segretario. E’ giusto che sia lui a sceglierselo. Spero solo che non sia eccessivamente pletorico e che sia composto da persone animate da vera passione politica, voglia di lavorare e con un particolare affiatamento col segretario».

 

Dunque non crede che possa diventare questo un momento di attrito come è avvenuto al congresso?

«No. E poi i congressi lasciano sempre dissapori. E’ anche giusto che sia così perché si tratta del momento di confronto più alto all’interno di un partito».

 

Altra tappa spinosa sarà l’elezione del coordinatore cittadino.

«Si farà anche quello. Ma dateci un po’ di tempo. Siamo ufficialmente nati a ottobre, gli organismi regionali e provinciali sono nati, ma non tutti, a febbraio, ad aprile ci sono state poi l’elezioni. Tenendo conto di tutto questo possiamo dire di aver fatto già molto. ,,Forse non tutto è avvenuto secondo le regole migliori ma credo che aspettare ottobre per fare segretario e direzione avrebbe significato lavorare stando già in piena campagna elettorale. E questo non potevamo permettercelo».

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2 Risposte to “MASELLI A TUTTO CAMPO SUL CORRIERE DELL’IRPINIA e SULLA CRISI DELLA PROVINCIA: “La presidente in direzione ci ha comunicato i termini della discussione ma non ci ha detto che c’era già un accordo sottoscritto””

  1. massimo said

    Grande Franco, sei il vero Leader del PD provinciale.

  2. Alex said

    Franco Maselli for president!!!!!

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