I Resistenti, con il Sud

08.07.2008: LA DIREZIONE PROV.LE DEL P.D. IRPINO SI INSEDIA CON ALL’ORDINE DEL GIORNO IL CATACLISMA NELL’ENTE PROVINCIA DI AVELLINO “il dado è tratto, non si torna più indietro con i demitiani”.

Posted by Staff su luglio 8, 2008

Nella sala convegni del “Samantha Della Porta” in Avellino facce vecchie e nuove, assessori e consiglieri provinciali e comunali si ritrovano e, all’unanimità, approvano la relazione del segretario provinciale Franco Vittoria.

 

 

Al tavolo della presidenza il segretario Vittoria, il presidente del coordinamento prov.le Wanda Grassi, il Sen. Enzo De Luca, il Sindaco di Avellino Giuseppe Galasso, Rosetta D’Amelio ed il Presidente della Provincia Alberta De Simone.

 

La platea dei dirigenti è perimetrata da una folta schiera di giornalisti che, consci della sacralità politica del luogo, sono attenti a decodificare i messaggi che fendono  un’aria di per sé già   effervescente , consapevoli come sono che le decisioni dell’assise segneranno  in maniera indelebile la sorte dei futuri scenari politici della provincia di Avellino.

 

Solidarietà piena ed incondizionata alla Presidente della Provincia De Simone – esordisce il segretario Vittoria -. I popolari di destra fanno una politica miope. Solidarietà piena agli Assessori ed ai Consiglieri Provinciali del PD che sono un bene comune del territorio.

 

Non è più il tempo delle mezze misure o delle ambiguità, è tempo, invece, di fare chiarezza nel centro-sinistra irpino.

 

In questo tempo si apre anche un ragionamento con i vertici istituzionali della Regione Campania: il PD della provincia di Avellino non è in svendita, non accettiamo, né accetteremo le decisioni che vengono prese in Regione sulla testa del PD irpino.

 

Franco Vittoria, come si nota, delinea il carattere del soggetto politico venuto fuori dal congresso provinciale, ne traccia il percorso, mostra la fibra e la tempra ai competitori interni ed esterni.

 

Rivendica, nel contempo, anche l’autorevolezza e la forza ( il 33% del consenso elettorale) che la consultazione politica del 14 e 15 aprile 2008 ha consegnato al PD di questa provincia, tanto da graduarlo al primo posto nella classifica del risultato elettorale riscontrato a favore del partito di Veltroni in Campania.

 

Non possiamo avere – avvisa – personale politico (ndr Sena, Anzalone, Iannuzzi, Bassolino) che risponde solo a se stesso e non è in sintonia con le scelte del PD irpino. Ognuno deve essere consapevole – affondando sino in fondo la lama della spada nel cuore del problema vero, sentenzia, – che non ci sono più decisioni calate dall’alto.

 

La questione Roma, Napoli ed Avellino è un’unica questione. Il PD irpino ha la stessa ambizione di Napoli, Benevento, Salerno e Caserta.

 

Poi, consegna alla platea il modello del partito che ha nella sua testa: “uomini e donne di questa provincia hanno bisogno più di un partito che ascolta e non di un partito che impone”.

 

La prossima settimana – subito rende noto – sarà completato l’ultimo tassello dell’organizzazione del partito, con l’individuazione dei componenti l’esecutivo provinciale.

 

Bassolino – e conclude dopo aver ascoltato gli interventi che, tutti duri, tesi e sull’onda di un orgoglio ritrovato, si susseguono, – deve tener conto del partito ad Avellino e confrontarsi con le aspettative dei 21 mila iscritti al PD di questa provincia.

Ianniciello, sindaco di Grottaminarda, condivide  quanto appena esplicitato dal segretario. Invita a superare le emotività e fare un ragionamento politico. C’è un danno politico enorme – afferma – che l’azione dei popolari di destra ha prodotto.

 

L’accomunamento delle firme di dimissione da consigliere provinciale dei demitiani a quelle dei consiglieri del centro-destra è accomunamento di un indirizzo di una linea politica.

 

La causa dell’accaduto è da ricercarsi soprattutto nella gestione particolare del dopo elezioni dell’Ente Provincia. La velocità dell’assestamento ha comportato qualche difficoltà.

 

Il commissariamento dell’Ente Provincia che ne scaturirà, senz’altro produrrà un danno grave che si espliciterà soprattutto nelle difficoltà che si riscontreranno nello sfruttamento delle risorse dei fondi strutturali europei 2007-2013. Sarà un danno irreparabile per tutto il territorio provinciale.

 

Riferendosi, poi, alla “questione rapporto con la regione”,  – afferma che –  il capogruppo PD alla Regione (Sena), svolge attività politica per altri partiti. Ciò non deve essere più tollerabile. La sua segreteria mantiene situazioni di potere in funzione di altri. I tempi della partita – denuncia – li dobbiamo dettare noi, non farli imporre da loro.

 

De Blasio, raccogliendo la traccia di Ianniciello: “il segnale forte è il segnale politico che noi percepiamo da questa scelta dei popolari di De Mita.

 

Perché si arriva a fare un gesto del genere, perché firmare con la destra? Non siamo ad una resa dei conti, siamo all’apertura di una fase di estrema chiarezza di posizioni politiche.

 

L’impegno del partito deve essere quello di capire che noi siamo già in campagna elettorale. Al di la del valore politico di quanto consumato dobbiamo mobilitare i cittadini della provincia perché da oggi cominciamo una fase nuova.

 

Sono i fatti veri che si costruiscono sul territorio da proiettare sulla scadenza elettorale dell’anno prossimo che denoteranno segnali di maturità e responsabilità politici”.

 

Mannese sofferma la sua attenzione sul rischio del rallentamento dello sviluppo dell’Irpinia a causa della vicenda che si è consumata.

 

Ricci Pasquale, sindaco di San Martino, “già nel corso delle elezioni politiche si era consumato lo strappo dei popolari con il centro-sinistra. È evidente che da tempo c’era un accordo di costoro con il centro destra. Auspico un lavoro meticoloso sul territorio”.

 

Quando le istituzioni diventano uno strumento di manovre politiche –  afferma Rosetta D’Amelio – declassano la politica stessa. La non convenienza politica dei popolari ha evidenziato una strategia politica che va a destra.

 

Famiglietti, sindaco di Frigento: la provincia non è stata messa in condizione di svolgere il suo ruolo da Giuseppe De Mita. Quello che è successo adesso è una cosa buona, perché, se non fosse accaduto ora, sicuramente sarebbe avvenuto dopo da parte dei popolari di destra di De Mita.

 

Tino Iannuzzi, il segretario regionale del PD, è direttamente responsabile di tali situazioni.

 

Lello De Stefano evidenzia la compatezza del partito nel condannare il gesto trasformistico ed irresponsabile che proviene non da politici, ma da personaggi attaccati al potere.

 

Enzo Venezia: “una linea politica si realizza quando quello che si fa a Roma si fa anche a Napoli e ad Avellino.

 

La linea politica è quella che si realizza, la stessa, negli enti e nelle istituzioni. Il primo atto grave è stato consumato dai demitiani al comune di Avellino, poi sono passati con l’affermare lo stesso atteggiamento alla Provincia, nonostante il Presidente De Sinone, fino all’ultimo, si fosse speso per salvare la vita dell’Ente.

 

Il PD deve prendere atto di questi due strappi e convincersi che gli attori in questione non sono più alleati ma avversari politici.

 

Il livello regionale istituzionale e di partito deve esprimere solidarietà al Partito democratico della provincia di Avellino, ai suoi dirigenti, ai suoi rappresentanti istituzionali nei vari ambiti di responsabilità politico-amministrativa.

 

Suggerisce di richiedere un incontro sia con Bassolino, sia con il segretario regionale Iannuzzi per capire cosa si vuol fare sul piano dello sviluppo in Irpinia e far capire che il PD della provincia di Avellino è determinato nel portare avanti quanto scaturito dal congresso provinciale.

 

Le coordinate saranno nel segno del rinnovamento della classe dirigente e con il coinvolgimento, soprattutto, delle nuove generazioni.”

 

Rosanna Repole: “È stato squarciato un velo e mi auguro che, finalmente, si è capito. Poi, fionda una denuncia “il partito a livello regionale ci ha dimenticato”.

 

Ultimo a prendere la parola è il Sen. Enzo De Luca. “E’ un atto di una gravità politica assoluta quello che si è consumato, perché non si reagisce nei confronti delle istituzioni a causa degli interessi privati, perché i processi innescati, tesi a far finire una consiliatura provinciale che ha preso il 75% del consenso elettorale, comportano gravi danni alla realizzazione delle progettualità attraverso il mancato utilizzo dei fondi europei.

 

Quello che è successo è sconvolgente perché si rinnega una storia con un trasformismo becero mai visto prima”.

 

L’ultima parola al segretario provinciale del PD della provincia di Avellino, Franco Vittoria che sentenzia:

 

“Il dado è tratto, non si torna più indietro con i demitiani”.

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