I Resistenti, con il Sud

CONGRESSO PROV.LE IRPINO DEL PD: MASELLI A TUTTO CAMPO SULLE COLONNE DEL CORRIERE DELL’IRPINIA

Posted by Staff su giugno 25, 2008

          

Resto in questo percorso per correggerne le

storture”

 

 

 

Maselli nei giorni scorsi non aveva sollevato la vicenda del tesseramento falsato, oggi è rientrato nelle liste dei delegati per l’assemblea provinciale di sabato prossimo. Scusi ma è una contraddizione.

 

«Ho imparato in questi anni che fare politica solo con i sentimenti è inutile. Bisogna stare nei processi per tentare di modificarli. Lo definisco una sorta di pragmatismo di conseguenza».

 

Insomma restare alla finestra sarebbe stato inutile.


«Perchè dovrei abbandonare questo processo per cui mi sono battuto per buoni due anni, rischiando di buttare all’aria grandi sacrifici e impegni? Alla luce di ciò e visto che non mi pare che ne siano tanti disposti a fare passi indietro, perchè dovrei farlo io? Ci sto dentro per tentare di raddrizzare una barca se dovesse pendere da una parte».

 

 Una missione nobile.

 

«Ho semplicemente una mia visione di partito e voglio portarla a confronto con quella degli altri, facendola concorrere e auspicando che la mediazione possa raddrizzare eventuali storture».

 
Una stortura come quella tanto discussa del tesseramento da record precongressuale..?

 
«Il vero tesseramento sarà a settembre».
 
Allora aveva ragione Fierro: si faranno i conti quando la tessera per iscriversi al Partito Democratico costerà 20 euro.

«Sono stanco di fare conti, non li voglio fare con nessuno. Voglio solo rendermi partecipe di questo processo e tenere alta la democraticità di esso. Forse il vero problema di questo partito è in che in troppi vogliono fare i conti. I conti li dobbiamo fare con la società che dobbiamo guidare».

E’ la società che descrive Vittoria nella anticipazioni del manifesto del Pd?


«Vittoria credo che abbia colto un paio di caratteristiche innegabili: la prima è l’atomizzazione della società, la pluralità di culture, etnie. La vera sfida è tutta lì. A differenza del ‘900 quando la politica doveva aggregare omogeneità, oggi deve aggregare le disomogeneità. L’altra intuizione di Vittoria è quando parla delle “cento Irpinie”. Non compone uno slogan, ma è realmente così: le esigenze di Cairano non sono quelle di Taurano e l’esigenza del Pd è cogliere queste disomogeneità e tradurle in un sintesi di governo».

In che modo?

 

«Anche qui colgo uno spunto moderno dall’analisi di Vittoria. I partiti non si organizzano più attraverso le appartenenze ma con le reti: si può colloquiare attraverso sensibilità diverse, ma tutte insieme concorrono a dar luogo a un risultato che una realtà presa singolarmente non può dare. E’ una pratica continua che diverge dal passato quando la politica più che una pratica sperimentale era l’inveramento di una teoria. E la rete presuppone soggetti diversi che tagliano definitivamente la concezione totalizzante della politica, la presunzione di un primato della politica stessa, in quanto solo essa sa rappresentare e portare alla coscienza i bisogni profondi della società. Potremmo dire che la politica oggi a differenza di ieri è soltanto una delle forme della prassi sociale ed è una prassi che convive e si incrocia con altre forme».

 

Il Pd irpino per reggere questa sfida è già maturo?

 

«Il Pd nasce se capisce cosa considerare “morto” e cosa considerare “vivo” del ‘900. Se sa rispondere a questa domanda saremo già sulla strada buona per assolvere a una funzione che il partito è chiamato ad esplicare»

 

Cosa è morto? L’ideologia?

 

«Molto spesso diciamo che sono morte le ideologie, ma bisogna stare attenti perchè si rischia di compiere una lettura un pò superficiale. Sono morte le ideologie come recinti chiusi e invalicabili. Mentre ogni partito aveva in passato una sua ideologia ben definita, l’ideologia dell’oggi è un continuo divenire: si cambia, si modifica, adeguandosi alla realtà che a sua volta si cambia, si modifica, si trasforma, alla luce dell’evoluzione dei processi globali e indipendentemente dalla politica.Veda..».

 

Dica pure.

 
«Quando Baumann dice che la politica deve essere “liquida” come la società, vuole dire che siamo immersi in una società che si spande come un liquido negli spazi che trova disponibili, e che la politica deve essere in grado di intercettare questi spazi in cui la società si spande».

 

La politica in costante scia ai mutamenti della società?

 
«No, mi spiego. Questo non significa che la politica deve seguire la società, ma diventare espressione di essa, e diventando espressione della società riesce anche a guidarla».

 

Scusi Maselli, ma in queste modo perde senso parlare di luoghi politici definiti da cui partire.

 

Ad esempio, il lavoro della Costituente di Centro nasce su una base che non ha fondamenta? «Non a caso
che io ritengo la scelta Costituente non aderente alla realtà».

Quindi il Centro non esiste più?

 

«Scusi, ma cos’è il Centro? A me pare che quello della Costituente sia un Centro che si candida a sparigliare il sistema bipolare. Mi pare sia assolutamente fuori dalla storia. Non a caso Vittoria ha richiamato un’espressione nella sua intervista: la storia è alle calcagna. Le trasformazioni sono tali e tante, talmente veloci che c’è un’evoluzione dei fatti che rende già storia quanto accaduto ventiquattro ore prima: è la velocità delle trasformazioni che rende la storia quasi simultanea al presente».

Addio appartenenze?

 

«Il voto in sè non è più la somma di appartenenze, ma frutto di un’opinione, di una scelta. Le appartenenze non esistono più come nel novecento. Oggi le identità finiscono per essere solo una ricostruzione culturale e invece le identità sono un processo, che è ben altra cosa».

 

Però se si estremizza in questi termini il discorso e quindi il confine e identitario è così labile si giustifica anche un’alleanza col centrodestra.

 

«No. Perchè oggi l’identità politica del partito è data dal programma che il partito crea, dalla capacità di trasferirlo all’elettorato e dalla capacità di attuarlo, dal modo di organizzare la democrazia nei partiti. Ci sono sempre visioni nella società e nel mondo che sono diverse tra loro».

 

Maselli, sabato al congresso è tutto scontato? Vittoria segretario e direzione ben ripartita tra ex..? 

«Non credo che sia tutto scontato. Ma non perchè in me c’è il desiderio di contarsi, ma c’è solo il desiderio di creare in questa che è l’occasione più importante per un partito provinciale, un luogo nel quale si confrontano idee e proposte culturali e organizzative. Anche se la candidatura è scontata, è attraverso il dibattito che mi auguro si mostrino ai cittadini modi, forme e contenuti per far sì che il nuovo inizio, forse, può ancora accadere».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: