I Resistenti, con il Sud

IL PROF. ENZO LUONGO DA CALITRI: DATECI VOCE . . . NON SIAMO SPAZIO MA SIAMO AMBIENTE.

Posted by Staff su maggio 3, 2008

Chiedo scusa per l’intrusione e avendo Voi poco tempo vengo al dunque.

Nei mesi scorsi da questa periferia dell’impero ho assistito a numerose trasmissioni

(naturalmente ho anche letto tanto) riguardanti la mia terra: l’Irpinia.

In effetti non è stata mai citata direttamente, ma solo come uno ‘sbaffo’ secondario in alcune

discussioni. So di non avere titoli per correggere qualcuno, e non mi permetto; però una

segnalazione, un suggerimento mi sento di poterlo dare.

Nei giorni della “munnezza” molti hanno opportunamente, eccepito e dedotto, redarguito ed

insegnato, mostrato e promesso. Tanti hanno partecipato, invitato, ospitato. Nessuno di tutti

questi personaggi però, ha sentito il dovere di evidenziare il ‘lato umano del problema’.

Mi spiego meglio. Tutti i gli artefici delle discussioni erano legittimamente variamente indignati: ‘i

papaveri di turno’ ipocritamente indignati (in tanti casi loro stessi avevano generato il problema); ‘il

popolo comune’ che, travestito da agnello innocente, chiedeva a gran voce l’asportazione

dell’immondizia (e in tanti casi per anni come ‘straccioni, indifferenti e strafottenti’ loro stessi avevano

generato il problema); ‘il popolo dei comprimari’ quelli che servono allo spettacolo, appartenenti

proporzionalmente ai vari precedenti schieramenti, tiravano la battuta, servivano al capocomico per far

bella figura, chiacchieravano ‘in attesa che gli venisse un’idea’; ‘scribacchini’, ‘esperti’, ‘profeti’, ‘lo

straniero di turno’, e giù, giù, fino alla necessaria ‘scosciata opinionista’.

Questo abbiamo osservato dalla nostre ‘poltrone’. E tanti, troppi, a dirigere, moderare, eccitare e quietare, a dettare ‘tempi e metodi’.

Tutto bello e legittimo, ovviamente poco risolutivo ma chiarificatore, ne sono veramente

convinto. Solo che nello spettacolo, forse per la complessità della macchina teatrale, una sedia

sulla scena é stata permanentemente vuota. Era la nostra: una piccola parte, certo, ma era la

nostra.

La parte degli irpini, quelli che da sempre sono gli zotici, quelli che sono i clientes di De

Mita, quelli che lo possono sempre e per qualche sacrosanta e giustissima ragione prenderlo in

saccoccia.

Tanti, hanno pensato che si potesse fare a meno, nell’economia dello spettacolo,

nella comunicazione del senso dello stesso, non dico delle opinioni o dei pensieri nostri (nella

logica corrente non ne possiamo avere: troppo distanti, troppo pochi, troppo silenziosi), ma

addirittura della presenza stessa ancorché muta della nostra gente.

Mi spiego. Tutti i partecipanti come rappresentanti delle rispettive categorie del ‘popolo

sovrano’ erano veramente emozionati, sconcertati e indignati. Era vero e giusto, perfino

legittimo.

Ed io a chiedermi: possibile che non si rendono conto di quanto lo siamo noi emozionati,

sconcertati e indignati?, costretti, co_stret_ti! pensate un po’, a subire le conseguenze forzose

di scelte tanto scellerate?

Noi non avevamo, non abbiamo il diritto di essere emozionati, sconcertati e indignati? Noi

dobbiamo solo osservare, tacere, subire, essere militarizzati, depredati, sfottuti da tutti gli

attori? Possibile che nessuno si sia chiesto ‘in faccia a chi stiamo sbattendo tutta questa

schifezza?’. Nessuno si é reso conto, tra gli organizzatori, che ci stavate insultando?, ci stavate

cancellando la parte? ci stavate annullando i luoghi e la vita? Non avete mai pensato che se si

doveva ‘ripulire Napoli’ (…e … come si fa?), qualcuno avrebbe dovuto ingoiare tale

‘munnezza’?

Eppure quando i miei nonni, prima di partire emigranti negli USA a inizio dell’altro secolo, per

sopravvivere, grattavano queste montagne, molti dei Vostri forse facevano altrettanto. Siamo

tutti qui perché i nostri avi lo hanno voluto. Solo che taluno l’ha dimenticato.


Ora alla mia terra, alla mia casa, alla mia acqua, al mio grano, al mio vento dovro’ trovare

altro ricovero!!

Facendoci tacere e tacendo Voi stessi, avete accettato che ci fosse dato il ruolo di sversatoio:

semplicemente e senza aggettivi.

Per la miseria ma é cosi’ difficile capire che NON SIAMO SPAZIO MA SIAMO AMBIENTE?

• Possibile che non vedete, non sentite che se questa terra é cosi’ lo é perche’ l’abbiamo

tenuta cosi’ e non l’abbiamo abbandonata?

• Possibile che non sapete (ma solo perche’ non lo volete sapere) che e’ il luogo con il piu’

costante vento sugli Appennini e quindi ha un alto numero di pale eoliche proprio dove

e’ progettata la discarica?

• Possibile che non sapete che ai piedi della megadiscarica (500 metri) c’e’ il lago di

Conza con l’oasi del WWF piu’ ricca di fauna dell’Italia meridionale?

• Possibile che non sapete che l’invaso di Conza della Campania e’ il serbatoio d’acqua

dell’assetata regione Puglia?

• Possibile che non sapete che a qualche kilometro di distanza in linea d’aria ci sono le

sorgenti dell’Acquedotto Pugliese e del fiume Ofanto?

• Possibile che non sapete che i comuni di Bisaccia e Calitri sono il granaio della

Campania, i piu’ importanti produttori di grano duro, (quello tanto buono per il pane),

dell’intero sud Italia?

• Possibile che non sapete che Calitri e’ diventato ‘il buon ritiro’ di tante famiglie inglesi

che da noi hanno comprato casa? Possibile che non capite che e’ come portare la

discarica nelle terre senesi? Cosa gli dobbiamo dire a questi qua? Che loro considerano

la nostra terra il paradiso e i nostri delinquenziali decisionisti lo considerano l’inferno? Ci

crederanno? Guardate che abbiamo avvisato anche loro.

• Possibile che non sapete che l’altopiano del Formicoso si trova a oltre novecento metri

di quota e noi che ci viviamo lo riteniamo infrequentabile in inverrno?

• Possibile che ignoriate che portiamo i bambini affetti da tosse a ‘cambiare aria’

facendogli respirare quella cristallina dell’altopiano del Formicoso o di Granito invece di

‘abboffarli’ di medicine?

• Possibile che non sapete che siamo circa 50.000 abitanti e non stiamo parlando del

deserto marocchino?

• Possibile che non sapete che il Vulture e’ a un tiro di schioppo dalle finestre di casa mia

ed e’ il luogo di provenienza delle piu’ famose acque minerali italiane ed e’ il luogo di

produzione del vino Aglianico?

• Possibile che non sapete che non si tratta di smaltire l’immondizia di Napoli (che pure

non vogliamo) ma che ci tocca ingoiare la discarica di materiali tossici e nocivi della

regione campania e di cio’ che la camorra, ad essa cosi’ leggiadramente collegata,

vorra’ benevolmente donarci compresa nel prezzo?

• Possibile che non sapete che tossico e nocivo significa che ci sono, escludendo i residui

radioattivi, quelli delle lavorazioni industriali (senza averne i ‘vantaggi’), i residui

cimiteriali e quelli ospedalieri? (cosi’ tanto per indicarne qualcuno!)

• Possibile che non capite che e’ un cubo di oltre 170 metri di lato? (quello ufficiale). Che

sara’ alto quanto la rupe di Cairano vista dal lago di Conza?


• Possibile che lo Stato (…va bene, camorristico si capisce!) non li difenda piu’ i luoghi

cosi’ belli e conservati e assistiti? O lo fa solo con le terre ‘degli amici degli amici’?

Oppure per uno strano senso di egualitarismo, a noi, cosi’ avvezzi a riciclare perché figli

della civilta’ contadina, ci tocca comunque una parte ‘tossica e nociva’ tanto per stare

nella media?

• Possibile tutto questo? Io non credo. O perlomeno spero di no. Perche’ delle due l’una o

siete complici o siete morti!. E in entrambi i casi dovremo fare senza di Voi!

Ma se ‘deve’ essere effettivamente cosi’, e cioe’ che quando si tratta della merda degli altri e’

bene farla ingoiare agli irpini, allora state commettendo un errore fatale. Non e’ possibile

sempre e solo, regolarmente, semplicemente e camorristicamente addossare a noi il peso di

sacrificare senza reagire le nostre prossime generazioni: Difesa Grande é Irpinia, Savignano é

Irpinia, Pianodardine é Irpinia, Formicoso é Irpinia. Mo’ basta. Non ve li concederemo piu’.

Una bella mattina vi sveglierete improvvisamente da questo torpore e ritroverete ordinati e

silenziosi, ma non consenzienti, migliaia di irpini che con i loro anni, con i loro figli. Vi

guarderanno ma non chiederanno, non imploreranno. Sapranno pero’ ancora che la vostra

Madre Lupa dovra’ fare di nuovo i conti con il Lupo Irpino. E li faremo. Promesso! E Noi

manteniamo le promesse!

Adesso Vi lascio alla vostra vita e ai vostri tempi.

Dateci voce: esistiamo anche noi.

Enzo Luongo.

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3 Risposte to “IL PROF. ENZO LUONGO DA CALITRI: DATECI VOCE . . . NON SIAMO SPAZIO MA SIAMO AMBIENTE.”

  1. […] IL PROF. ENZO LUONGO DA CALITRI: DATECI VOCE . . . NON SIAMO SPAZIO MA SIAMO AMBIENTE. « I Riformisti Coraggiosi Irpini Pubblicato il Maggio 3, 2008 di Arch. Francesco Villano IL PROF. ENZO LUONGO DA CALITRI: DATECI VOCE . . . NON SIAMO SPAZIO MA SIAMO AMBIENTE. « I Riformis… […]

  2. Nomeutente94 said

    Grande come sempre il nostro prof Luongo!!! Sei un mitooooo

  3. †~John Lord~† said

    Complimenti prof.

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