I Resistenti, con il Sud

MASELLI SUI RIFIUTI: NECESSITA L’ ETICA DELLA RESPONSABILITA’

Posted by Staff su gennaio 31, 2008

L’etica della responsabilità! Il tanto invocato e declamato riferimento weberiano rischia di diventare, perciò stesso, un’inutile citazione se non comprendiamo che il Nostro voleva indicare una precisa condizione: quella di agire e di agire facendosi carico delle conseguenze del nostro agire.

 

 

 

 

Così non è stato per la vicenda rifiuti ma così non è più neanche nella vicenda politica. Una volta, quando si sbagliava si traevano o si facevano trarre le conseguenze. Ora tutto scorre in un’inesorabile indifferenza.

La questione rifiuti in Campania è molto più densa di responsabilità di quanto appaia. Non è Bassolino che, al più, può diventarne il capro espiatorio. Non sono i commissari che si ritrovano sempre con più poteri affidati loro dai Governi di vario colore e sempre più impotenti dinanzi ai muri umani che si ergono disseminati sul territorio.

 

 

La vicenda ha un suo peccato originale. Un peccato non veniale ma mortale: aver consentito di dire no la prima volta sul Formicoso. Non per il Formicolo, ma perché, da allora in avanti, si è innescato un circolo vizioso dal quale non siamo più usciti.

 

 

Occorre rompere il circolo vizioso e lo possono fare solo i cittadini. Quelli responsabili, appunto. Quelli che si renderanno conto finalmente che non serve dire sempre e comunque no perché, oramai, siamo invisi alla Nazione intera e siamo diventati ridicoli agli occhi del mondo intero.

 

 

Se non vogliamo i nostri rifiuti perché mai gli altri dovrebbero accettarli?. E, si sappia, anche quelle nazioni e quelle regioni che li accettano lo fanno per impinguare le loro casse e per tenere in vita i loro impianti. E lo fanno a caro prezzo, ad un prezzo che, ancora non ce ne accorgiamo, pagheremo prima o poi noi cittadini.

 

E’ impopolare dire si, ma è mortale per la nostra economia continuare a dire no. Ed io, vorrei aggiungere, c’è un limite culturale. Fin quando la questione rifiuti resta confinata come mera gestione di un servizio, saremmo ricoperti di rifiuti.

 

 

Occorre praticare politiche industriali ed interventi amministrativi mirati. Mi spiego: se non si interviene a monte, riducendo o eliminando fin dalla nascita dei prodotti quelle materie non biodegradabili o comunque inadeguate allo scopo, i rifiuti continueranno a crescere ad un ritmo superiore.

 

 

Emerge in tutta evidenza l’indiscutibile priorità che assume la politica della prevenzione nella produzione dei rifiuti, non a caso indicata dall’Unione Europea come il punto cardine su cui costruire una lungimirante politica dei rifiuti.

 

 

Faccio un esempio ricavato dalla letteratura in materia: la plastica, derivata da una risorsa preziosa come il petrolio ed altamente inquinante, vede bene impiegate le sue insostituibili caratteristiche di elasticità, plasticità, isolamento, impermeabilità e durata, quando impiegata per realizzare oggetti durevoli, ma è irrazionalmente utilizzata se impiegata per realizzare sacchetti, flaconi ed imballaggi destinati ad essere rifiuto dopo essere stati utilizzati per il breve tempo necessario al trasporto dei prodotti acquistati in un negozio: eppure quest’ultimo e il suo uso più diffuso.

 

 

Inoltre, utilizzarla per prodotti usa e getta significa trasformare in uno svantaggio la sua migliore caratteristica: la non degradabilità.

 

 

Altri materiali biodegradabili, derivati da sostanze naturali e non dal petrolio, insostituibili caratteristiche di elasticità, plasticità potrebbero essere efficacemente utilizzati per produrre tessuti,contenitori, imballaggi. Altro esempio è l’assurdità dell’uso dell’alluminio per i contenitori di bevande, un materiale così prezioso che per essere prodotto richiede 10 volte l’energia necessaria a produrre il vetro e più di tre volte quella necessaria a produrre la plastica.

 

 

Come vedete occorre pensare a tutti gli aspetti del ciclo di vita dei prodotti, dal loro progetto iniziale al loro ridursi in rifiuto, con l’obiettivo di garantire che ogni prodotto sia utilizzato al meglio delle sue caratteristiche, evitando sprechi ed usi impropri.

 

E perché gli Enti Locali, nei loro bandi di fornitura non adeguano i capitolati in modo tale da incidere sulla scelta dei prodotti da acquistare?
Anche questa è politica dei rifiuti ed anche questo ci può aiutare a salvaguardare l’ambiente e le nostre vite.

Francesco Maselli

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Una Risposta to “MASELLI SUI RIFIUTI: NECESSITA L’ ETICA DELLA RESPONSABILITA’”

  1. nicola said

    Come sempre, caro Franco, le tue analisi sono pragmatiche e condivisibili. Il problema è gravoso e non si riassume, non si deve riassumere, in questo piccolo intervento.
    E’ vero che siamo scesi in un inutile processo di proteste per il solo gusto di protagonismo, o di altre ragioni che spero non siano presenti in Irpinia, mentre si dimostra di non comprendere la portata del fenomeno spazzatura. Non si analizza compiutamente la problematica connessa al problema: se mi avesero chiesto di accogliere i rifiuti milanesi avrei detto senza esitazione: NO! Ora, però, che i rifiuti sono nostri mi sento di capire le proteste e/o i “rifiuti” di chi non intende accogliere i nostri. Occorre, prima ancora che si faccia una politica di indirizzo sull’uso di materiali biodegradabili, sui quali potremmo parlare e discutere per ore, che si capisca come non sia economico che altri territori accolgano a così caro prezzo i nostri rifiuti sapendo di speculare sulle nostre storiche disorganizzazioni, aut ignoranze. E’ normale che da qualche parte i rifuti debbano andare, anche da qualche parte in Irpinia. Da una qualsiasi parte. Però è auspicabile che ognuno di noi non dica: da qualsiasi parte ma non a casa mia! Bravi, se tutti fan così il problema non si risolverà manco tra cent’anni!
    Ho maturato l’idea di una certa arretratezza culturale che grava sulle nostre comunità. Se poi ci mettiamo anche che la politica, dando il suo contributo, specula anche su questi contenuti si arriva alla quadratura del cerchio: la colpa è sempre degli altri. La disorganizzazione, la incapacità di dare un sistema di raccolta differenziata ( ma che ci vuole? Gli abitanti di Avellino perchè non scendono in piazza per protestare contro chi non è stato ancora in grado di farlo. Nel 2008, ad Avellino ancora non si raccoglie in maniera differenziata la spazzatura!!!!!?????? ) è incapacità politica. Perchè se è vero che gli indirizzi provengono dalla politica tutto quanto non si è fatto finora è ascrivibile alle cople del malgoverno. Mi fermo e non vado oltre, ma le problematiche sono tanto interessanti da parlarne in un incontro tra coraggiosi. Sai, contro ogni parere raccolto nel mio paese io ero favorevole allo stoccaggio delle ecoballe nei capannoni dismessi. Ma questo meglio non farlo sapere per evitare il rischio di un linciaggio pubblico. Sono sempre vicino a tutti e con l’auspicio di rivarci presto in un tavolo comune di discussione, saluto.

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