I Resistenti, con il Sud

RESOCONTO CONVEGNO DEL 25.01.2008 SU ETICA E POLITICA

Posted by Staff su gennaio 26, 2008

Dobbiamo dare merito al Movimento de “La città visibile” per gli incontri che organizza e nei quali si discute, fuori da qualsiasi schema partitico, di problemi attuali e cogenti.

 

Anche ieri sera il prof. Toni Iermano ed il consigliere Ernesto di Cicilia hanno dato vita ad un dibattito interessantissimo.

 

 

Per vedere Palazzo Greco clicca quì

Nella splendida cornice dell’appartamento-museo del prof. Greco si sono riunite, anzi incontrate, un po’ di persone per parlare della questione morale e della politica. Lo spunto lo ha dato il prof. Iermano partendo da un libro, pubblicato negli anni ’30 del secolo scorso, “Il peso falso” da un autore austriaco, Joseh Roth.

Egli nei suoi scritti, pur mantenendo intatto l’impianto realistico, sembra naturalmente riferirsi, in trasparenza, a un significato ulteriore. Anche questa storia di un verificatore di pesi e misure che si trova a scoprire che attorno a lui tutti i pesi sono falsi diventa un apologo sui temi perenni della giustizia, della passione e della colpa. Ma, sopratutto, si può leggere uno sguardo chiaroveggente di un mondo dove la falsificazione è la normalità stessa.

Attualissimo, alla luce degli ultimi avvenimenti, quelli balzati agli onori della cronaca, ma anche alla luce di una realtà drogata, falsificata nella quale, appunto, la falsificazione diventa la normalità.

Ernesto Di Cicilia ha introdotto i lavori spiegando i motivi della scelta del tema e riferendosi, in particolare, alla vita amministrativa del comune capoluogo, caratterizzata da episodi che poco hanno a che fare con la moralità che dovrebbe caratterizzare comportamenti politici.

“C’è un ritorno pericoloso – ha detto Maselli- dei partiti onnipotenti e pigliatutto. Non può essere così. Occorre ridefinire i limiti ed i confini della politica ed il partito politico non è il depositario della sintesi. E’ una funzione , non esclusiva e non dominante, ma necessaria per un efficace funzionamento della vita democratica.

E’ difficile avere una visione onnicomprensiva di un riferimento morale per la politica – ha continuato Maselli- il discorso dell’etica della responsabilità porta a dire che è all’interno dell’attività politica che si scoprono i riferimenti della morale e quindi non ha molto senso fare l’elenco dei valori che i politici tengono per sé perché è dall’interno dell’attività politica che si costruiscono in concreto i rapporti fra i valori, le scelte di priorità, gli equilibri tra i diversi valori.

 

Piuttosto, tutti insieme, quelli che vorranno esserci, dovrebbero farsi carico, a destra e a sinistra, di darsi un codice deontologico che, anche al di là del codice penale, indichi ai propri rappresentanti come comportarsi in maniera politically correct. Questa iniziativa potrebbe partire da un movimento quale quello della città visibile ed offerto all’intero spettro politico italiano.

 

 

D’Ercole ha sostanzialmente condiviso l’idea di Maselli anche se teme la sua riduzione ad un rispetto formale e non invece ad una presa di coscienza da parte di tutti, classi dirigenti e cittadini.

 

Partendo da questa considerazione D’Ercole ha sviluppato una approfondita disamina sulla condizione sociale ed antropologica nella nostra provincia e nel capoluogo arrivando alla conclusione che non potremo mai uscire da questa palude comportamentale se non si risveglia nei cittadini irpini una coscienza critica ed una capacità di reazione dinanzi a prassi che ormai risultano odiose a tutti.

 

“E’ stata, quindi, la volta del Direttore de “Il corriere dell’rpinia”, Gianni Festa che, pungolato da D’Ercole anche sul ruolo rilevante che potrebbe avere una stampa libera, ha ricordato alcuni episodi che lo hanno visto direttamente interessato essendo stato querelato da amministratori comunali del capoluogo per aver espresso alcune opinioni in libertà. Insomma la logica è quella che non sono ammesse voci di dissenso. “Sono contento di essere un appestato” – ha risposto a D’Ercole- anche perché mi trovo in buona compagnia, Iermano, Maselli, D’Ercole stesso , Di Cecilia e tutti quelli che esprimono idee autonomamente.

 

 

Le conclusioni ,dopo alcuni interventi tra il pubblico, sono state affidate al prof. Iermano.

Lucida e spietata l’analisi dell’ex assessore alla cultura del Comune di Avellino. Ha tracciato uno spaccato della realtà cittadina e provinciale assolutamente condivisibile sulle pratiche mortificanti di una politica che oramai non riesce a dare nient’altro che l’immagine di una rincorsa sfrenata ad interessi particolari, molto particolari. Ha accennato – in conclusione- ad un’esigenza ineludibile: quella di guardare alla prossima scadenza elettorale amministrativa con uno sguardo più ampio, che vada al di là degli schemi tradizionali per perseguire un obiettivo alto: puntare su uomini al di sopra di ogni sospetto e non affidarsi ai mestieranti della politica.

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