I Resistenti, con il Sud

IL DOTT. DI BENEDETTO NEL RICORDO DI MASELLI

Posted by Staff su gennaio 17, 2008

Mi diceva spesso che gli piaceva dire a tutti le cose come stavano: bene al bene e male al male.  Oggi, nel mondo della politica, capita raramente di sentire simili  affermazioni.

Era questo Antonio Di Benedetto e ricordarlo esige soprattutto il rifiuto dell’ipocrisia.

Non gli piacevano le “dimensioni tattiche  e furbesche” nelle quali spesso la politica scadeva e questo lo rendeva, a volte, scomodo. Lui era così, autenticamente così, e solo conoscendolo si poteva comprendere che era animato solo ed esclusivamente da una sincera, alta e disinteressata passione civile.

Insomma non era fatto per la politica nel senso comune acquisito da questa parola: non amava le furbizie ed i calcoli elettorali. Amava la politica. Quella autentica.

Fu assessore alle politiche sociali e consigliere originale ed imprevedibile, come tutti sanno. Con le sue intuizioni, scevre da ogni interesse personale e contingente, hanno preso corpo molte iniziative in campo sociale.

A volte, forzava i termini entro cui si ponevano le questioni, non perché nel suo modo di pensare e di fare agisse un istinto anarchico, addirittura un qualche compiacimento per la provocazione, ma perché era convinto che solo una spinta in avanti potesse redimere l’angustia e la miseria di una determinata condizione della vita e delle cose nella nostra irpinia.

Aveva, in altri termini, l’energia di evocare un problema -sino ad allora inedito- e di affrontarlo con parole dirette non solo al cuore ma alla testa delle persone. Questo suo modo di agire, genuino e vero, suscitava anche qualche incomprensione. Ma, alla fine, le iniziali incomprensioni venivano dissipate dalla maturata consapevolezza che ciò che aveva detto Antonio era la cosa più giusta da fare in quel momento.

Cinque anni insieme non mi hanno mai fatto superare un’originaria forma di soggezione verso l’uomo. Non sono mai riuscito a chiamarlo Antonio ma sempre -e solo lui- per me era il dottor Di Benedetto. Non perchè fosse lui a tenere, per dir così, un certo distacco ma per un mio inconscio impedimento verso una confidenza che a me pareva irrispettosa. Eppure il suo aprpoccio nei rapporti interpersonali era improntato ad una delicata umiltà che diventava, repentinamente, forza incontenibile quando si trattava della difesa dei deboli e dei bisognosi. Allora e solo allora non c’era coalizione, non c’era partito, non c’era gruppo che tenessero.

Nonostante questo, anzi grazie a questo suo atteggiamento, alla grande spinta etica che lo sosteneva, il suo ruolo politico fu di straordinario valore anche al di là delle inevitabili strettoie di un partito al quale sempre appartenne.

Non erano sfide ai suoi compagni di partito né agli altri . Era la sua scelta radicale.  Oggi Antonio, schietta figura di uomo che sarà da tutti ricordata per l’altezza morale, quella che riscatta tutte le irrequietezze, si è liberato dai grandi affanni della sua vita.

 E sì che ne aveva.

 Auguriamogli che dall’al di là possa vedere realizzati i grandi ideali nei quali la sua vita si è consumata e spenta.

Antonio Di Benedetto è stato socialista senza equivoci. Laico, poco diplomatico perché cresciuto su motivazioni profonde e radicali direttamente e vivacemente attinte al suo socialismo.

 

Con cuore commosso ricordo, insieme con i colleghi assessori e consiglieri provinciali, la coerente testimonianza, il sincero anelito, il disinteressato contributo, nonché l’operoso impegno civile di quest’uomo, uomo fino in fondo.

 

                                                                                                            Francesco Maselli

Annunci

Una Risposta to “IL DOTT. DI BENEDETTO NEL RICORDO DI MASELLI”

  1. Bernardino Tirri said

    Attraverso mio fratello, giovane medico allora, assegnato alle dipendenze del primario dei Servizi Immuno Trasfusionali dell’Ospedale Civile di Avellino, ho conosciuto il dott. Di Benedetto.
    Sotto quel camice bianco, mi accorsi subito, era costipata una bomba di umanità, una sentinella biologica allerta ed attenta che aveva orientato i suoi recettori sui bisogni, sulle ansie, sui tormenti delle persone.
    Era naturalmente predisposto e sempre pronto a correre in aiuto.
    Il difensore degli ultimi, la voce di chi voce non aveva mai avuto, lo strenuo combattente per la salvaguardia della dignità dell’uomo, nascondeva queste sue alte doti dietro una falsa espressione arcigna che, già al primo impatto con l’altro, si illuminava di tenerezza e disponibilità.
    Era passionale e coinvolgente. E’ stato oltre che una figura importante sullo senario politico irpino, anche un riferimento indiscutibile per tutti gli spiriti liberi della nostra provincia.
    L’ho incrociato, di nuovo, nel mio paese, tanti anni dopo. Era venuto senza essere stato chiamato per testimoniarmi la solidarietà a Maselli per le note vicende umane e politiche che gli erano cadute addosso.
    E’ un uomo pulito,onesto e molto capace – sussurrò con tanto calore, con lo sguardo profondo, con quegli occhi penetranti ed umidi, con un tono dolce e caldo -; è una rarità di questi tempi. Gli sono vicino, diglielo.
    Siete arrivato fin quì – replicai – perché non gli telefonate, vi accompagno a casa sua…
    No – mi rispose – fallo tu per me. Mi strinse la mano e, lasciandomi tutto solo, sbigottito ed imbambolato, se ne andò.
    Questo è stato il dott. Di Benedetto.
    bernardino tirri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: