I Resistenti, con il Sud

RUTELLIANI: OCCASIONI AVUTE, OCCASIONI PERDUTE

Posted by Staff su novembre 29, 2007

A bocce ferme, passate le emozioni, consumate le incoerenze in vista dell’incasso, appare opportuno esprimere qualche considerazione e valutazione. Innanzi tutto auguri all’avv. Giuseppe De Mita. Auguri per l’elezione non solo. A lui, per il ruolo che gli è stato conferito dai costituenti, va a priori anche l’attestazione convinta di un riconoscimento politico da parte dei circa 5.000 irpini che hanno ritenuto di identificarsi nell’azione politica portata avanti da Francesco Maselli.

 

Il riconoscimento politico è un atto dovuto dei “cangianti” perché sono in linea con la prima novità su cui s’incardina la costruzione del PD: il riconoscimento politico di una funzione. Poco c’importa, anzi, non c’interessa per niente gli “andate via, qui nessuno vi vuole” o lo “snobismo altezzoso” esercitato fino ad un minuto prima delle votazioni della platea nell’assise del 24 novembre. Poco c’importano le clausole concordate e sottoscritte prima di consumare un matrimonio sotto costrizione: do ut des.

 

C’interessa, invece, se ce lo permetteranno, dare il nostro modestissimo contributo per la costruzione del PD, senza pruriti di occupare posti o avere cariche, perché ci abbiamo creduto, ci crediamo e siamo convinti che il PD può essere credibile nella misura in cui riusciamo a far passare l’immagine di un percorso unitario e condiviso, dopo tante divisioni.

 

Un ciclo politico nuovo ha inizio se le metodologie, i segnali, i comportamenti non sono più quelli del passato. Bene ha fatto, quindi, chi ha presieduto l’assemblea provinciale del PD di Napoli a chiedere e ad ottenere un applauso anche per la candidata sconfitta dell’asse Bassolino-De Mita. Dalle nostre parti il riscontro è stato diverso perché diversi sono gli attori, diverso è il contesto, diverse sono le logiche, diverse sono le aspirazioni, diversi sono i programmi e, evidentemente, gli obiettivi, salvo auspicate smentite sul campo.

 

Se a questo si aggiunge pure l’infelice, sorniona, ironica battutaccia televisiva del solito antico personaggio politico abile a ben ronzare da fiore a fiore, rilasciata dietro le quinte nei corridoi dell’inciucio, ben si capisce che quanto ostentato con dotte e sottili argomentazioni politico- gestionali al Viva hotel, è semplicemente “vino annacquato”. Sai, l’eleganza, lo stile, la chiarezza e la coerenza si qualificano solo nei panni delle persone che li sanno vestire e portare.

 

Detto questo, dobbiamo pure fare una riflessione su quello che politicamente è successo. Nell’assemblea consumata sabato si sono viste non tanto strategie e linee politiche contrapposte che si misuravano, a parte la nostra, quanto stridii ed irritazioni per posizioni da salvaguardare.

 

A parte l’intervento del segretario designato già prima del confronto che, in effetti, enunciava percorsi unitari più per rassicurare chi reclamava rendite di posizione che per allargare la base della partecipazione al processo in atto, non abbiamo notato segnali visibili e certi che riconducessero a questa direzione.

 

Il coordinatore provinciale ha la grande responsabilità di bandire i rancori, di costruire sulle macerie dei personalismi, degli arrivismi e delle partigianerie il partito nuovo attraverso il coinvolgimento e scelte condivise, con l’aggregare sulle idee, non sulle persone.

 

Noi non l’invidiamo e plaudiamo alla sua elezione. Buon lavoro Coordinatore provinciale. Plaudiamo pure all’elezione a coordinatore provinciale di Napoli della docente universitaria Giammattei Emma dell’area Letta.

 

Ci complimentiamo con i riformisti coraggiosi napoletani, ben 47 che, con il proprio voto, l’hanno sostenuta. I coraggiosi napoletani hanno dimostrato, come quelli irpini, di essere fedeli a quanto partorito dalla cabina di regia regionale del cartello delle minoranze.

 

In quattro delle cinque province campane il cartello ha retto. Ad Avellino proprio i lettiani che a Napoli hanno usufruito dell’appoggio della nostra componente fin dalla prima ora, ancora una volta si sono riqualificati “carte lette” del territorio.

 

Tante e tante altre stranezze che non hanno niente a che fare con la politica, che, però, hanno pure un significato, sono state messe a nudo al Viva hotel di Avellino. A Napoli i costituenti irpini dei coraggiosi hanno proposto e sottoscritto la candidatura a segretario regionale di Piccolo, dalle nostre parti, invece, l’espressione irpina di tale area è confluita nel cartello della maggioranza. Identico comportamento è stato riscontrato dalla delegata dell’area Bindi con dichiarazione di voto.

 

Se ne deduce, quindi, che tali posizionamenti non sono stati posti in essere in ragione di un profondo rinnovamento della politica trasudato dall’anima della maggioranza degli italiani, che, sul piano nazionale e, per quel che ci riguarda, su quello regionale, è stato rappresentato dalle rispettive anime che si sono differenziate da Campania Democratica per Iannuzzi.

 

In provincia di Avellino, ad esclusione dei coraggiosi, le formazioni scese in campo si sono caratterizzate più come liste civette per salvaguardare la restaurazione e, con essa, posizioni, che come modelli ideali alternativi.

 

E dire che i coraggiosi irpini, in tempi non sospetti, avevano proposto di eleggere un segretario di garanzia, ovviamente non di area Rutelli, spendendosi anche per detta proposta.

 

La risposta è stata quella che si è evidenziata, nonostante che il cartello delle minoranze costruito sul piano regionale in contrapposizione all’asse Bassolino-De Mita si era impegnato a chiudere un ciclo politico per uno nuovo incentrato su una profonda e forte innovazione.

 

Peccato, è stata persa un’occasione.

 

bernardino tirri

Riformisti coraggiosi irpini

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2 Risposte to “RUTELLIANI: OCCASIONI AVUTE, OCCASIONI PERDUTE”

  1. nunzio said

    Caro Bernardino, molti ex Margherita vivono ancora il complesso di inferiorità rispetto al longevo Ciriaco e spesso i loro riposizionamenti non sono figli di una visione alternativa, ma sono solo la reazione di chi si è visto cacciare dalla schiera dei cortigiani. Povero PD irpino, come siamo messi male.

  2. Alevideo,Andrea,Antonio said

    Quello che è accaduto a Napoli, all’elezione del Coordinatore Provinciale temporaneo del PD, avrà certamente dei riverberi su tutto il panorama politico regionale. La vittoria della docente universitaria Emma Giammattei, bindiana, indicata dal Preside Eugenio Mazzarella, ha definitivamente rotto i precedenti equilibri ed ha dato vita ad una nuova maggioranza. Infatti, la Giammattei è stata eletta dai Riformisti Coraggiosi di Sandro De Franciscis, dai delegati di Salvatore Piccolo e dai delegati del Ministro Luigi Nicolais, tutti veltroniani puri. Il Ministro Nicolais, prima alleato dell’asse Bassolino-De Mita, ha deciso di prendere le distanze dai due e, coerentemente con le linee guida della nuova stagione veltroniana, insieme a Salvatore Piccolo e Sandro De Franciscis, ha dato vita alla vera componente veltroniana campana che oggi è maggioranza a Napoli. Questa nuova maggioranza con l’elezione di Emma Giammattei introduce un primo e significativo elemento di discontinuità e disegna una prospettiva di innovazione per tutta la Regione Campania. Questo nuovo scenario politico, a nostro parere, si è reso possibile grazie all’avallo degli Stati Generali del partito. Il Ministro Luigi Nicolais non ha fatto una scelta personale, bensì, sostenuto da Walter Veltroni, ha cercato prima una soluzione unitaria e poi una convergenza con chi nel partito napoletano aveva fatto del rinnovamento una bandiera. E’ stata soprattutto l’arroganza dell’asse politico De Mita-Bassolino a rompere l’alleanza che aveva espresso il Segretario regionale Tino Iannuzzi. Alia Iacta Est, per dirla con un motto caro a Giulio Cesare. Come da noi sostenuto, durante la campagna delle Primarie, l’asse politico Bassolino – De Mita era un sodalizio politico nato solo per conservare il potere, quindi anacronistico, che non poteva incarnare la ragione sociale per la quale è nato il Partito Democratico. Per il momento sono crollate le roccaforti di Napoli, Caserta e Salerno, siamo convinti che al Congresso di aprile crolleranno anche quelle di Benevento e Avellino. Il PD ha bisogno di aria nuova e pulita e di una classe dirigente rinnovata. Noi Riformisti Coraggiosi irpini lavoreremo affinché la Provincia di Avellino non rimanga al palo rispetto a questo mutamento epocale degli equilibri politici regionali, nell’interesse di tutto il Partito e del futuro dell’Irpinia. In questo quadro in continua evoluzione, occorre profondere maggiori energie sul territorio attraverso iniziative e convegni per rafforzare la presenza e il progetto dei Riformisti Coraggiosi che insieme al loro leader Franco Maselli dovranno farsi carico nei prossimi mesi della responsabilità di guidare il PD provinciale per tirarlo finalmente fuori da quelle sabbie mobili in cui è stato portato.

    Data 28/11/2007

    I Riformisti Coraggiosi:
    Andrea Forgione – Componente Coordinamento Provinciale del PD
    Antonio Petruzzo – Componente Provinciale dei Riformisti Coraggiosi
    Alevidio Zoena – Segretario Circolo M.L. King

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