I Resistenti, con il Sud

A CIASCUNO IL SUO

Posted by Staff su novembre 27, 2007

Non è stato un grande spettacolo quello che si è visto sabato 24 novembre al Viva Hotel di Avellino. I delegati eletti alle Primarie del PD, chiamati ad eleggere il Coordinatore Provinciale temporaneo del Partito Democratico, hanno dovuto assistere ad una vera e propria farsa, lontanamente somigliante alle solite liturgie congressuali dei vecchi partiti e completamente avulsa dallo spirito che ha animato la nuova stagione politica.

Mentre in sala si svolgeva una scarna e sterile discussione, gli occhi della platea erano tutti puntati sui “due attori principali” della giornata che entravano ed uscivano da camere attigue alla sala, nel tentativo di trovare una mediazione che garantisse “la coessenzialità nella gestione del potere”. Ciò che doveva rappresentare un momento di vera democrazia, di onesto confronto, di raggiunta unità tra tutte le sensibilità presenti nel partito e nella società civile è stato ridotto, de facto, a un mero mercimonio di “posti e pagnotte” (per usare le parole pronunciate in Assemblea dall’on. Anzalone).

L’assise si è conclusa alle ore 14:00, quando gli esigui apparati dei due vecchi partiti rappresentati dall’on. Ciriaco De Mita per la Margherita e dal Presidente dell’ATO Lucio Fierro per i DS, hanno suggellato, con una stretta di mano ed un cenno del capo, un patto dai contorni ancora oscuri che per ora si è tradotto esclusivamente nell’elezione del nipote del Presidente De Mita alla carica di Coordinatore Provinciale.

Eppure, all’apertura dei lavori dell’Assemblea, i DS avevano aspramente criticato la condotta della Margherita, accusandola di essere arrogante e prevaricatrice nell’agire politico. Questo loro severo giudizio politico si era esplicitato anche attraverso un documento che è stato letto dal tavolo della Presidenza dell’Assemblea affinché fosse posto in votazione.

“L’avvio della costituzione del PD richiede anche in Irpinia la difficile costruzione di una identità comune. Spetta alla responsabilità degli eletti di Campania Democratica, largamente maggioritaria in questa provincia, indicare il percorso che mira ad includere, arricchire, allargare. Questo non può avvenire dando già per scontata una unificazione che non è nelle cose, ma che è l’approdo di un percorso fondato sulla piena valorizzazione delle pluralità che hanno dato vita al nuovo partito. DS e DL, cofondatori, attraverso i gruppi dirigenti che si sono dati nei loro congressi sono le forze principali su cui contare e rappresentano la garanzia di pluralismo su cui si costruisce una apertura vera ad altre forze della società civile. Questa autonomia di proposta e di contributo di tutte le diversità che hanno animato la campagna per le primarie va rappresentata a partire dall’elezione del Coordinatore Provinciale, dando all’opinione pubblica, certezze che questo è un partito plurale nei suoi vertici, nelle rappresentanze territoriali, nell’apporto alla costruzione della proposta politica e programmatica. Oggi la fiducia reciproca si costruisce con intese chiare che vanno poste alla base del mandato per il nuovo Coordinatore”.

Contemporaneamente, in sala circolava la voce che, laddove la Margherita non avesse tratto le dovute conclusioni, i DS avrebbero abbandonato l’aula, facendo mancare il loro consenso al nipote del Presidente De Mita.

Cosa ha fatto, allora, cambiare idea ai DS che hanno finito per votare Giuseppe De Mita? Sarà Peppino Di Iorio il Vice-Coordinatore Provinciale, nonostante la Margherita avesse posto su questo nome una pregiudiziale? Sarà Gerardo Adiglietti il futuro segretario cittadino del PD? Sarà Alberta De Simone ricandidata al ruolo di Presidente della Provincia? I DS si vedranno assegnati trenta segretari di circolo alle prossime Primarie del 23 dicembre? Avranno i DS rappresentanti in tutti i consigli di amministrazione degli Enti Pubblici?

Se tutte le risposte a queste domande saranno affermative, allora, troverà conferma la tesi, sostenuta da alcuni commentatori politici, che l’assemblea costituente di Avellino, più che un partito unitario, ha restituito due identità politiche, DS e Margherita, diverse ed ancora ben distinte, forzatamente tenute insieme da un patto federativo teso a serbare i propri spazi di potere. Per dirla alla Pirandello: “a ciascuno il suo”.

A questo punto un’altra domanda sorge spontanea: chi è uscito perdente dall’Assemblea di sabato? A nostro parere, i primi sconfitti sono certamente i cinquantamila cittadini che si sono recati fiduciosi alle urne, nella speranza di costruire un partito nuovo, partecipato, veramente riformista. I secondi sono quelli che credono in una politica fatta di impegno civile, di passione e di speranza in un futuro migliore. Per ultimo, esce sconfitto il nostro territorio che, giorno dopo giorno, affoga nell’immondizia, con i suoi decennali problemi irrisolti: crisi economica, nuova emigrazione, precariato e delinquenza. Ma, a ben pensare, la giornata di sabato segna anche un altro illustre sconfitto: il Coordinatore temporaneo provinciale del PD, dott. Giuseppe De Mita.

Infatti, egli avendo dovuto subire il “compromesso del Viva Hotel” è diventato “ostaggio” dei veri padroni del patto federativo che, pregiudicandogli ogni autonoma manovra politica, ridurranno il suo ruolo a quello di mero “notaio” che si limita spesso a siglare decisioni altrui. Altri protagonisti che sembrano stare in disparte, presenti sia nella componente DS che in quella della Margherita, meno appariscenti ma non meno influenti, giocheranno ad inibire ulteriormente l’azione del neo-Coordinatore Provinciale per raccogliere tutta l’eredità politica del “demitismo” in Irpinia. Un complotto indecente che si consuma sottotraccia a danno di una sana e normale dialettica politica.

Noi Riformisti Coraggiosi, veri veltroniani, aspiriamo invece ad un Partito davvero Democratico ed abbiamo profuso energie, negli ultimi due anni, per realizzare questo obiettivo. Il nostro sforzo è stato quello di dare voce alla Società civile, fatta di uomini e donne, in carne ed ossa, che lavorano e rappresentano la vera forza motrice del Paese, che sono preoccupati per il futuro dei propri figli e che vorrebbero vivere in un Paese prospero, civile e democratico.

Questo nostro sforzo si è concretizzato nella candidatura di Franco Maselli unita alla presentazione di un manifesto programmatico (unica componente a presentarlo) che è riassumibile in tre punti fondamentali: discontinuità con le logiche dei vecchi partiti, partecipazione democratica alla vita del nuovo partito e una ritrovata etica della responsabilità nel porsi al servizio della gente. In questo percorso, coerente e lungimirante, continueremo a muoverci, convinti come siamo che il nostro progetto servirà finalmente a liberare le energie all’interno del partito, oggi mortificate, e nella società irpina che aspira e merita un futuro migliore e una nuova classe dirigente.

Paternopoli 26/11/2007

I Riformisti Coraggiosi:

Andrea Forgione – Componente Coordinamento Provinciale del PD

Antonio Petruzzo – Componente Provinciale dei Riformisti Coraggiosi

Alevidio Zoena – Segretario Circolo “M.L. King”

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13 Risposte to “A CIASCUNO IL SUO”

  1. adele said

    Complimenti.
    Un bellissimo documento condivisibile in toto.

    P.S. SIETE VERAMENTE CORAGGIOSI NELLO SCRIVERE E RACCONTARE LA VERITA’ DEI FATTI.

  2. alessandro said

    Possibile mai che i miei vecchi compagni di partito siano diventati mercanti politici?
    Io non ci credo.

  3. andrea said

    Cari amici Coraggiosi, questo patto federativo tra ex DS ed ex Margherita ha il respiro corto. Ha deluso le aspettative di chi ha creduto nel nuovo partito e si è recato a votare alle Primarie. Questo Partito irpino non riscalda i cuori dei veri riformisti e per questo non può andare lontano. L’unico capace di una prospettiva politica e di rianimare un partito nato male, per le sue capacità intellettuali, per la sua moralità e per la sua visione politica è il grande (oggi questa aggettivo può essere usato senza rischio di esagerazione) FRANCO MASELLI.
    Mi associo, pertanto, a quanto scritto dal direttore Gianni Festa del Corriere dell’Irpinia nell’editoriale di Domenica e dico: VIVA MASELLI!

  4. Rino said

    Innanzitutto complimenti agli estensori dell’articolo per il prezioso contributo offerto alla comprensione degli avvenimenti da parte di tutti, anche dei meno navigati. Io aggiungerei che il comportamento della maggioranza degli ex DL non mi ha sorpreso affatto: la linea da essi seguita, infatti, è coerente nel disattendere qualsiasi istanza di rinnovamento, nel senso che se per alcuni obiettivo primario è perpetuare in via dinastica una posizione di potere preminente nella nostra provincia, per altri l’impegno maggiore è non perdere posizioni, sopravvivere politicamente all’ombra di un capo che oramai mal digeriscono, conservare quella visibilità in attesa della fase “post De Mita”, allorché si trasformeranno rapidamente e con spregiudicatezza nei più spietati censori dell’operato di Giuseppe De Mita, cercando di accreditarsi come gli interpreti di quella nuova fase alla quale però non avranno minimamente contribuito (e che hanno anzi ritardato).
    Ciò che invece mi ha veramente sorpreso è l’atteggiamento degli ex DS: impassibili alla annessione ad opera dei DL, gommosi, e perfino sottilmente ipocriti allorché, presentando un documento come quello sopra trascritto dall’amico Andrea Forgione, non hanno veramente inteso aprire una nuova stagione politica, ma hanno utilizzato una idea nobile, l’enunciato di una condivisibile e moderna prospettiva politica, per un fine molto meno nobile, quello della mera spartizione politica. E’ incredibile che l’unica voce critica sia stata quella di Franco Maselli, del quale ho ancora impresso nella mente il bellissimo intervento, la dignità della propria posizione, la stima per se stesso e per gli ascoltatori, alcuni dei quali avrebbero voluto applaudirlo, perfino votarlo se avessero potuto… Caro Franco, so che è dura, ma prima o poi torneranno ad avere voce in capitolo coloro che in provincia di Avellino esercitano ancora le libertà fondamentali dei cittadini non più sudditi: il pensiero e la parola.

  5. oreste said

    Il vostro è un documento davvero coraggioso.
    E’ evidente che non vi nancano gli “ATTRIBUTI”.
    Viva Maselli.

  6. luigi said

    La vittoria del duo De Mita è una vittoria effimera, basti pensare a quello che sta succedendo in Campania. A Caserta hanno eletto il nostro Sandro De Franciscis, rappresentante dei rutelliani in Campania; a Salerno hanno eletto Figliulo, uomo di fiducia di Vincenzo De Luca (antidemitiano di ferro) e questa sera a Napoli eleggeranno Giammattei, espressione della coalizione che lotta l’asse De Mita-Bassolino. Anche il Ministro Nicolais ha scaricato la coppia De Mita-Bassolino per aggregarsi a Piccolo, De Franciscis e Mazzarella. A De Mita rimane solo Avellino e Benevento ma in una condizione di estrema fragilità (questi due accordi non andranno oltre i congressi provinciali che si celebreranno in primavera). In questo quadro in continua evoluzione, bisogna solo impegnarsi sul territorio attraverso iniziative e convegni per rafforzare la presenza e il progetto dei Riformisti Coraggiosi che insieme al loro leader Franco Maselli dovranno farsi carico nei prossimi mesi della responsabilità di guidare il PD provinciale per tirarlo finalmente fuori da quelle sabbie mobili in cui è stato messo.

  7. Alessia said

    Spett.le Presidente Maselli,
    non sono stato un “coraggioso” e mi pento per questo. Però sono daccordo con Luigi che dice:”bisogna impegnarsi sul territorio attraverso iniziative e convegni per rafforzare la presenza e il progetto dei Riformisti Coraggiosi che insieme al loro leader Franco Maselli dovranno farsi carico nei prossimi mesi della responsabilità di guidare il PD provinciale per tirarlo finalmente fuori da quelle sabbie mobili in cui è stato messo”. Da oggi, quindi, se effettivamente organizzerà convegni e manifestazioni io ci sarò. Parola di Alessia. Viva Maselli

  8. Maria said

    Coraggiosi, Napoli docet!
    Anche ad Avellino possiamo liberarci dell’asse Bassolino De Mita. La nostra speranza è riposta in voi e nel vostro leader Maselli. Non demordete e battetevi come leoni, c’è un opinione pubblica che vi segue con attenzione e speranza.

  9. Carmine said

    La scelta di Nicolais non è stata una scelta isolata. C’è un suggeritore romano che non vuole farsi più rappresentare in campania da Bassolino e De Mita. Per il momento sono crollate le roccaforti di Napoli, Caserta e Salerno, al congresso di aprile crolleranno anche quelle di Benevento e Avellino. Il PD ha bisogno di aria nuova e pulita e di una classe dirigente rinnovata.
    Alè Coraggiosi.

  10. Franco said

    Ho letto con piacere i commenti sin qui pubblicati sull’assemblea provinciale del 24 u.s. Ecco da cosa ricaviamo, tutti noi coraggiosi, la forza di andare avanti in questa palude stagnante. Vi rassegno qualche mia impressione. Il vero sconfitto di Sabato è Ciriaco De Mita. Perfino il nipote è stato più intelligente di lui. Aveva iniziato alla sua mnaiera la mattinata: insulti gratuiti a quelli che avevano osato porre qualche ostacolo sul percorso che lui si era tracciato nella sua mente. Come un animale ferito prendeva e riprendeva la parola per dire agli altri che erano meschini, che le loro proposte erano peregrine e così discorrendo. Anzi vaneggiando! La sua improntitudine, figlia dell’arroganza, è arrivata al punto di chiedere di discutere e votare il documento presentato in apertura alla fine del dibattito! Naturalemnete gli astanti – meglio la claque plaudente- ha approvato a larga maggioranza non rendendosi conto di quale ridicolaggine si stava compinedo. C’è un documento “PREGIUDIZIALE” e si rinvia la sua discussione ad un dopo che, puntualmente, è stato superato da un altro documento di accomodamento. Mi direte: allora ha vinto De Mita (Ciriaco). No! Il nipote, capita l’antifona, resosi conto che la situazione, anche grazie alla tracotanza cieca dello zio, ha preso anzitempo la parola e via con grande aperture a destra e a manca. Un ecumenismo inaspettato da quella bocca ha caratterizzato tutto l’intervento. Io credo che sia servito a dare l’impressione agli ex DS che le assicurazioni che avevano chiesto, se pure non concretizzabili in quella sede, si materializzeranno presto. Da qui la retromarcia e la cancellazione del primo documento attraverso un altro documento, esempio limpido e lapalissiano di un politichese falso ed ipocrita.
    Il gioco era fatto con la complicità delle altre componenti di minoranza che, chi astenendosi (area Letta), chi votando a favore (area Bindi), hanno di fatto semplificato le cose. C’è da aggiungere che l’eletta dell’area Bindi, la dott.ssa Marro di Cervinara, si è rivelata per quello che era: una candidatura “civetta” a sostegno di Iannuzzi prima e di De Mita dopo. Mi dispiace -devo dire non troppo- per quegli amici che, consapelvolmente (molti) ed inconsapevolmente (alcuni) sono stati utilizzati al caso. Cosa succederà in futuro anche alla luce dei risultati nelle altre province? E’ difficile dirlo perchè la nostra provincia si conferma un’anomalia. Certo è che la parabola discendente è in fase molto avanzata ma l’erede, intanto, continua a rafforzarsi dostribuendo “prevebende”, “inarichi” e “qualche bastonata” ad amici ed avversari. Non vorrei che quando la parabola raggiungerà il suo punto più basso sarà troppo tardi e ci ritroveremo punto e a capo. Intanto dobbiamo verificare anche se le buone intenzioni espresse dal giovane De Mita diventeranno fatti, gesti, comportamenti reali. Buon per tutti se sarà così. L’esperienza non ci lascia ben sperare ma i Riformistyi Coraggiosi si sono esposti per costruire un partito nuovo con tutti quelli che vorranno contribuire ad impostarlo così come la sua missione richiede. Se tra questi ci sarà anche De Mita il giovane potremo dire:abbiamo avuto ragione e ci hanno datro ragione. Non quella che si dà ai fessi ma quella che spetta a chi ha saputo guradare avanti anche in presenza di tanti ostacoli che non lasciavano certo intravedere con chiarezza la meta.
    Dobbiamo aspettare gli eventi ma non stando fermi. Dobbiamo fare le cose che vengono chieste nei commenti e, senza polemizzare per il semplice gusto della polemica, dobbiamo essere vigili ed attenti perchè non si pepetui ciò che abbiamo, da tempo, criticato.
    Ora è anche il tempo di rendere palesi e meglio articolate le nostre proposte per l’Irpinia. Le abbiamo e le vogliamo discutere con gli irpini.
    Un abbraccio a tutti
    Francesco Maselli

  11. Luciano Stoccuto said

    Non si può non essere compiaciuti ed orgogliosi dei commenti sopra riportati, così come condividere pienamente l’analisi “lucida-trasparente-lineare” riportata da Franco Maselli, il nostro Leader.
    Sono d’accordo che è anche il tempo di rendere sempre più palesi e meglio articolate le proposte dei riformisti coraggiosi, perchè ,sono convinto e ne ho una percezione continua, la gente della società civile li ha ascoltati, li ascolta, li vuole ascoltare e, vuole parlarne e discuterne, con la speranza, continua e forte, che il nuovo diventi sempre più realtà.
    Cordialmente,
    Luciano Stoccuto

  12. Maria Teresa GIORGIO said

    personalmente ho apprezzato molto il gesto del Presidente Maselli che pur garbatamente critico non ha mancato, al termine dell’interventio, di fare gli auguri di buon lavoro al nuovo segretario Giuseppe De Mita. Un gesto importante fatto in silenzio e che forse sarà sfuggito a molti. La classe non è acqua così come non lo sono la cultura ed i sani comportamenti.Tanto non è da tutti e sicuramente viene da lontano perchè è nel DNA di coloro che da sempre hanno coltivato e creduto nella vera tradizione popolare ( che ora come un vezzo viene sbandierata da tutti)ma che sicuramente appartiene al presidente Maselli. Signori si nasce……. e si può essere, a dispetto di qualcuno, anche in politica. Personalmente credo che l’arroganza non da quasi mai buoni frutti mentre la persuasione, la correttezza e la chiarezza dei propri principi aiutano tutti a trovare una strada comune su cui potrà radicarsi il nuovo PD.Il nostro coraggio e l’impegno a dialogare con tutti potrà essere una opportunità importante che non dobbiamo sprecare. Finiremo per essere apprezzati e stimati da tutti.
    Maria Teresa Giorgio

  13. Gianvincenzo said

    Ottimo Andrea,scusami un pò in ritardo, ma ugualmente voglio manifestarti la mia piena adesione alle parole che tu dici.E’ proprio vero,ci risiamo,alle solite..bagarre.Tutti mercanteggiano,con qualcuno,qualcosa per se e non per tutti.Il problema,o se vogliamo,la sfida vera è far capire a tutti che è necessari mettere in moto,e sopratutto,applicare la teroria dei vantaggi compensativi.Non possiamo ridurcdi a pensare che siccome a me va bene quall’acordo,non mi interessa proprio un bel niente che questi danneggi gli altri (semmai anche coloro che ci o mi hanno votato).Tecnica persuasiva,subdola che va bene dove è radicata una mentalità perniciosa che non ha consentito all’Irpinia di fruire di uno sviluppo completo in settori vari della vita di relazione.Potrei apparire troppo generico, ma, lo faccio volutamente.Alcune osservazioni:perchè i signori che dichiaravano di essere lontani dalle posizioni di altre liste dekke primarie del PD,inopinatamente,si sono avvicinate?La coerenza per quei signori che valore ha e che posto occupa nella loro vita di tutti i giorni?Ma quando si spezzerà questa catenza di autorefernzialità che allontana anni luce la politica dalla passione civile della gente che ogni giorno si alza e va a fare il proprio dovere (lavorare,studiare,correre,aiutare gli altri senza chiedere nessun favore in cambio)?
    Andrea mi scuserai se ho ripetuto cose già dette e note a tutti,però,sono sicure che finchè il tuo impengo la tua passione sarà presente nella vita politica irpina “chi si farà trovare con le mani nella marmellata” rimpiangerà di averle messe!
    Un abbraccio
    Gianvincenzo

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