I Resistenti, con il Sud

Archive for settembre 2007

Video della Conferenza Stampa del 25/09/2007 di Avellino

Posted by Antonio su settembre 30, 2007

Con questo post si darà il via ad una serie di pubblicazioni video su questo Blog dei Riformisti Coraggiosi. A testimonianza della volontà di stabilire un filo diretto con il cittadino. Pubblichiamo, adesso, due servizi andati in onda sulla emittente Prima Tivvù. Ad esso ne seguirnno altri sulle nostre manifestazioni, sui nostri interventi e dei messaggi appositamente registrati.

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Dichiarazione di Giuliana Petruzzo

Posted by Antonio su settembre 26, 2007

 

 Giuliana Petruzzo, diciannovenne a capo della lista dei Riformisti Coraggiosi di Rutelli che si oppone, per le primarie per il PD, all’on. Ciriaco De Mita, nel collegio di Mirabella (AV), ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Leggo dai giornali di oggi che la lista di Campania Democratica -nel mio collegio capeggiata dall’on. Ciriaco De Mita- è stata dichiarata inammissibile. Peccato! La mia battaglia di innovazione perderebbe, così, un interlocutore di … peso che avrei affrontato con le mie idee semplici, con il mio linguaggio giovanile, con la mia scarsa dimestichezza con certa politica. Le regole, tuttavia, se esistono vanno rispettate. Anche dall’on. Ciriaco De Mita. Anzi, prima di tutti da uno come lui che ha rivestito ruoli istituzionali e politici di grande rilievo.

Sarebbe un grande gesto ammettere la svista e non ricorrere chiedendo improbabili deroghe e o inammissibili correzioni. Non darebbe un buon esempio e, soprattutto, l’ ammissione postuma delle sue liste minerebbe, fin dal nascere, lo spirito stesso del nuovo partito ed i principi che sono stati indicati per la composizione dell’assemblea costituente.

Voglio sperare che egli desista da questo gesto poco elegante e vorrei dire a Veltroni che egli è ben rappresentato dalle liste dei Riformisti Coraggiosi, lanciate a suo sostegno, in Campania, con generosità, da Francesco Rutelli.

Chi vorrà votare Veltroni troverà le liste dei Riformisti Coraggiosi formate da moltissimi giovani, da donne e da uomini che, per la prima volta, si avvicinano alla politica con entusiasmo e senza rendite di posizione da difendere”

Paternopoli, 26 settembre 2007

Giuliana Petruzzo

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I Giovani “Coraggiosi”

Posted by Antonio su settembre 26, 2007

 

In questi giorni e’ esploso il fenomeno Grillo .Molti giovani vi hanno aderito. Condivido alcune denunce di Grillo ma vorrei affermarle non in un show televisivo o in uno spettacolo di piazza ma impegnandomi in politica in questa provincia insieme ai giovani “coraggiosi “ di Francesco Maselli .

 

 Quando Maselli era Presidente della Provincia chiesi un appuntamento e mi presentai con il mio curriculum offrendo la mia collaborazione professionale , senza raccomandazioni o presentazioni da parte del solito politico , ne’ di nessun altro . Non ci crederete ma ho lavorato per quattro anni in Provincia con Maselli. In una provincia come la nostra , questa e’ la vera rivoluzione.

 

Non siamo contro nessuno ,non ci interessa la contrapposizione, ma crediamo che un partito nuovo non possa nascere replicando il passato. Abbiamo il coraggio delle nostre idee e vogliamo essere presenti a questo appuntamento con la forza ,la freschezza e l’originalità della nostra intelligenza libera . Dico agli altri giovani: abbiate coraggio ed impegnatevi in politica.

Sono uno studente universitario di Economia .Quando sono stato contattato da altri colleghi per impegnarmi in prima persona con i coraggiosi di Rutelli alle elezioni primarie per il partito democratico, quasi non ci credevo . Possibile che in questa provincia posso candidarmi senza chiedere il premesso al leader di turno ? Non ho perso tempo ed ho subito accettato. Dico grazie al P.D. ed ai coraggiosi di Rutelli.

Confesso che ho ancora molte perplessità su questo Partito Democratico.

I privilegi e gli scandali che hanno avvolto la politica mi hanno sempre tenuto lontano da questo mondo . Ho provato sempre e soltanto rabbia , disprezzo ed un forte senso di repulsione verso la politica in generale .Poi mi sono chiesto : ma se continuo ad incazzarmi e a lamentarmi senza fare niente cosa concludo? Mi e’ stata offerta l’opportunita’ di impegnarmi con i coraggiosi di Maselli non per fare grandi cose ( non ne sarei capace ) , ma perche’ voglio gridare a tutti i giovani come me che se ci impegniamo tutti insieme forse c’e’ ancora qualche speranza per noi e per l’irpinia .

Due miei amici molto capaci , di cui per ovvie ragioni non faccio i nomi ma potrete verificare, sono stati per anni impegnatissimi nel sociale ed in politica .Non erano “omologati “ , non si riconoscevano nella linea politica prevalente . Per anni non sono stati mai valorizzati, sempre ignorati e messi da parte. Poi uno per motivi di lavoro e l’altro per ragioni di studio hanno lasciato il paese e sono emigrati. Ebbene oggi un di loro e’ Assessore ai Lavori Pubblici del comune di Carpi ( comune dell’Emilia di circa 200.000 abitanti) , mentre l’altro e’ addirittura Assessore all’Ambiente Turismo e spettacolo della Regione Marche .In questa provincia nessuno li ha mai considerati , fuori dai nostri confini hanno potuto liberare la loro intelligenza. Lascio a voi le considerazioni. Io voglio restare in questa provincia . Certo ci vuole coraggio , e io sono un “coraggioso “ .

Ogni volta che dico di essere candidato con i giovani coraggiosi di Maselli molti mi dicono: “ ma tu sei un ragazzo, quelli ti schiacciano , chi te lo ha fatto fare, ti metti contro quelli , non sei in grado ,etc.”

Ma e’ mai possibile che in questa provincia o sei un politicante di mestiere allevato nelle segreterie di partito oppure , anche se sei intelligente , capace e disponibile , comunque non sei minimamente credibile nemmeno come aspirante politico ? . Io ho avuto questa opportunita’ con i “coraggiosi “ e voglio competere alla pari con gli altri. Nel nuovo P.D. voglio misurare le mie idee e le mie proposte con quelle degli altri miei coetanei .

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Rassegna Stampa

Posted by Antonio su settembre 26, 2007

Dal quotidiano Il Corriere dell’Irpinia:

La proposta di Maselli a Margherita e Ds «Dimissioni dagli enti per chi è candidato»    

Due proposte per Margherita e Ds. Le lancia Franco Maselli alla presentazione ad Avellino dei candidati delle liste nazionali e regionali de “I riformisti coraggiosi”. La prima: formare i gruppi unici negli enti prima del 14 ottobre. La seconda: subito le dimissioni dagli enti di servizio presso cui operano da parte di chi è stato inserito nelle compagini per le primarie. «Con l’ingresso nelle liste dei presidenti degli enti di servizio si favorisce il clientelismo», denuncia Pasquale Volino, capolista dei coraggiosi al regionale nel collegio di Atripalda. «E poi Margherita e Ds la devono smettere di utilizzare le sedi di partito per le proprie riunioni – rincara Maselli – siamo nella fase di costituzione del nuovo soggetto politico e non si possono occupare a proprio comodo queste o quelle sedi. Allora o concedono l’utilizzo anche a noi oppure non si può andare avanti così».
«Noi Riformisti Coraggiosi – aggiunge Rita Caronia, numero due al nazionale nel collegio di Avellino, subito in scia all’ex presidente della Provincia – non stiamo facendo la guerra contro nessuno. Vogliamo solo avere la libertà di esternare un nuovo modo di far politica, lontano da quello utilizzato sino ad oggi dai partiti che anche in occasione della formazione delle liste si sono chiusi negli stanzini e hanno segnato i nomi da inserire. E non ci vengano a dire – continua Caronia – che quelle liste sono rappresentative della società civile perchè significa prenderci in giro. L’espressioni della società civile siamo noi e lo testimoniano le presenze che ci sono qui stasera». Tanti i giovani e i volti nuovi che attorniano Maselli e gli altri leader dei “Riformisti” sotto i gazebo del Bar Esposito, alle spalle del Corso Vittorio Emanuele. «Sono loro la voce del Partito democratico irpino», afferma l’ex presidente della Provincia, indicando i candidati.
«Non siamo contro nessuno, non ci interessa la contrapposizione – spiega una di loro, Claudia Donatiello – crediamo solo che un partito nuovo non possa nascere replicando il passato». «Quando mi hanno chiesto di candidarmi quasi non ci credevo – ricorda Stella Forgione – Possibile che in questa provincia posso candidarmi senza chiedere il permesso dei leader di turno?». «Ho ancora molte perplessità sul Partito Democratico – confessa Christian Ascolese – Ho provato sempre e soltanto rabbia, disprezzo e un forte senso di repulsione verso la politica in generale. Poi mi sono chiesto, se mi incazzo che concludo? E così ho accettato l’opportunità che mi è stata offerta con i coraggiosi di Maselli perchè voglio gridare a tutti i giovani che se ci impegniamo tutti insieme forse c’è ancora qualche speranza per noi e per l’Irpinia». «Non vedo l’ora di misurare nel nuovo Pd – chiosa Giuliana Petruzzo – le mie idee e le mie proposte con quelle degli altri miei coetanei».
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Dal quotidiano Buongiorno Irpinia:

Si presentano i Coraggiosi: L’appello di Maselli ai giovani

Democratici Coraggiosi per Veltroni e De Franciscis, sono i rutelliani d’Irpinia. L’area è coordinata dall’ex presidente della Provincia, Franco Maselli. Per le Primarie di ottobre, hanno presentato liste in tutti i collegi in cui è divisa la provincia. E questo pomeriggio, con inizio alle ore 17.30, si presenteranno alla stampa presso un noto locale di Avellino. Età media: 30 anni, anche un extracomunitario in lista e pochissimi dirigenti di partito, gli schieramenti che al nazionale sostangono il sindaco di Roma, Veltroni, e al regionale, il presidente della Provincia di Caserta, Sandro De Franciscis, si candidano a rappresentare il rinnovamento che va oltre gli apparati di partito. «In Irpinia, come in Italia – dichiara Maselli – forse c’era bisogno non tanto di un partito nuovo ma più semplicemente di ritrovare “la bella politica” della quale s’e’ perso il segno. Ma se il Pd dovesse servire anche soltanto a questo, già sarebbe una grande conquista democratica di libertà e di civiltà. “La politica deve individuare i problemi e dare soluzioni attraverso la gestione del potere “, quante volte abbiamo ascoltato questa definizione . Vecchia ed obsoleta. Ebbene io credo che il potere , sia esso conseguito con il consenso, o peggio usurpato, rappresenti comunque l’esercizio di una condizione di forza, di predominanza, di privilegio, di potere appunto. La politica non è privilegio ma servizio, la politica non è esercizio del potere, ma lo strumento attraverso il quale si organizza la convivenza di interessi diversi e legittimi. La res pubblica non può essere governata dalla politica mediante la gestione del potere ma applicando semplicemente i piu elementari principi di giustizia, equità e disinteresse ». Poi l’appello di Maselli è rivolto ai giovani. «In questa provincia- continua l’ex presidente della Provincia – c’è bisogno di un Pd che sia garanzia di trasparenza ed offra opportunità a tutti, soprattutto ai giovani. A tutti i giovani rivolgo l’invito ad impegnarsi in politica ma soprattutto ad arricchire la propria cultura aumentando il sapere e la conoscenza. Perfezionate la vostra conoscenza, coltivate il sapere, specializzatevi nel vostro lavoro, arricchite la formazione, preparatevi al meglio qualunque sia l’attività nella quale vorrete impegnarvi. Impegnatevi negli studi e soprattutto, quando potete leggete, leggete libri perchè più libri più liberi. La conoscenza ed il sapere vi renderanno più liberi e piu forti .Sono le armi più efficaci contro l’arroganza della prepotenza. Colui che manifesta ambizioni senza averne le qualità commette un delitto, ma ancora più criminale e’ il sistema che lo consente. Questo sistema si abbatte solo con la forza del sapere. I prepotenti e gli arroganti fioriscono soltanto sul terreno dell’ignoranza. Coltiviamo questo terreno con il seme del sapere, nasceranno piante forti e robuste. Questa metafora è ripresa, in altra forma, nel manifesto dei coraggiosi di Rutelli e costituisce uno dei punti forti della linea politica di Veltroni. Io ci credo. Anche in questa provincia il Pd che nascerà non dovrà gestire potere, ma programmare e governare il territorio con trasparenza offrendo opportunità. Il Pd che nascerà dovrà aprire le porte soprattutto ai giovani, coinvolgerli ed impegnarli. Ci sarà posto per tutti i giovani, per quelli che hanno le qualità e per quelli che non avendole vogliono acquisirle». Si presenta così, dunque, Franco Maselli, capolista al nazionale nel collegio di Avellino. Che presenta così l’area che sostiene Veltroni e De Franciscis. Questo, in qualche modo, il suo manifesto.

 Primarie, escluse le liste di De Mita

Lo ha stabilito l’Utar di Napoli: non rispettato il criterio di alternanza tra uomo e donna nella circoscrizione Campania 2
Pronto il ricorso al collegio di garanzia. De Simone: regolamento ingiusto. Sena: il nuovo partito deve occuparsi di contenuti

L’ufficio tecnico amministrativo regionale della Campania ha deliberato, a maggioranza, l’inammissibilità della Lista «Campania Democratica per Veltroni» per l’elezione dei componenti l’assemblea costituente nazionale del Pd nella circoscrizione Campania 2 (Avellino, Benevento, Caserta, Salerno). Alla base del provvedimento la mancata osservanza del criterio di alternanza dei candidati di sesso diverso per i capilista, così come previsto dall’articolo 7.1 del Regolamento per le primarie del 14 ottobre. In pratica, i capilista di «Campania Democratica per Veltroni» sono tredici uomini e nove donne nella circoscrizione Campania 2, (invece che undici uomini e undici donne) «per disguidi nei collegi della provincia di Caserta». L’Utar, sottolinea la nota, ”ha ritenuto di non accordare 48 ore di tempo ai presentatori della lista per integrare la documentazione innovando l’ordine dei capilista con l’inversione nell’ordine dei candidati uomo-donna alla testa di alcune liste di collegio così da realizzare l’osservanza del regolamento”. Lo stesso Utar ha deliberato, a maggioranza, l’inammissibilità della lista denominata «Con Veltroni. Ambiente, innovazione, lavoro» (promossa dal ministro per l’Innovazione, Luigi Nicolais) – seppur con una maggioranza all’interno dell’Utar diversa rispetto a quella della votazione relativa alle liste di “Campania Democratica” – perchè su diciassette collegi nella circoscrizione Campania 2 risultavano capilista dieci uomini e sette donne (invece che nove e otto). Sarà il collegio regionale dei garanti che dovrà decidere, entro 48 ore, sugli eventuali ricorsi. Per l’Irpinia, nei quattro collegi – per quanto rispettata l’alternanza di genere – sono fuori, considerati non ammessi alla tornata elettorale – Ciriaco De Mita, Enzo De Luca, Giuseppe Galasso, Alberta De Simone e Pina Gambacorta. Ma restano fuori, sempre per il momento, tutti e ventiquattro i candidati. Il ricorso al collegio dei garanti dovrebbe essere presentato già nella mattinata di oggi. Poi, in caso di accoglimento, sarà data ai collegi di Caserta – dovrà coordinare le operazioni l’onorevole Pietro Squeglia – la possibilità di rimediare. «Quella norma del regolamento – commenta Alberta De Simone, presidente della Provincia di Avellino – è perentoria e non ammette deroghe: è necessaria l’alternanza tra uomo e donna per i capilista. Dunque, non si doveva e non si poteva sbagliare. Noi non abbiamo sbagliato. Trovo, invece, ingiusto che per un errore commesso altrove, debbano esserci conseguenze in tutta la circoscrizione». In fiduciosa attesa Carmine Russo, segretario provinciale dei Ds che pure è al momento escluso dalla competizione. Lui è candidato numero quattro al nazionale nel collegio di Ariano Irpino. «E’ una forzatura inaccettabile – dice – immaginare di tenere fuori dalla competizione ventidue liste quando si poteva dare da subito la possibilità di rimediare». La lettura della vicenda per Mario Sena, capogruppo della Margherita in consiglio regionale, è politica. «Non è possibile – commenta Sena – utilizzare certi errori per forme di lotta politica impropria». A voler dire che la valutazione è stata tutt’altro che formale. Ma sostanziale perché va a catalizzare la voglia di rottura a tutti i costi, di porre ostacoli, di mettere tensione. «Il Pd – dice Sena – dovrebbe essere altro. Dovrebbe interessarsi di progetti, di idee e non certo di cavilli. Resto comunque fiducioso di quello che alla fine sarà l’esito di questa vicenda ». Insomma, a prevalere, secondo Sena, dovrebbe essere il buon senso, dando la possibilità a chi ha sbagliato di rimediare. La vicenda fa emergere anche l’artificiosità del regolamento: «Si tratta – conclude Sena – di una normativa insolita e inesistente a livello di ordinamento nazionale.Tutto questo non può compromettere le Primarie che hanno un senso solo se hanno un’anima».

Anzalone escluso: andrò a votare come un cittadino comune

Non c’è esattamente intento polemico, ma si capisce che l’assenza in lista gli pesa, eccome. Luigi Anzalone, consigliere regionale della Margherita, uno che si è speso tanto nelle ultime settimane sia per affermare la validità di fondo del Pd, ma anche per ribadire la necessità che a guidare il processo dovesse essere Ciriaco De Mita, non figura tra le liste irpine valide per le Primarie di ottobre. E come parteciperà Anzalone all’appuntamento elettorale? Il commento sembra neutro, ma fino ad un certo punto. «Parteciperò alla campagna elettorale come un cittadino qualunque – commenta – Il che vuol dire che il 14 ottobre mi recherò ai seggi per votare per le Primarie. Come si sa, sono stato escluso dalle liste dei candidati del Pd, pur potendo affermare di essere stato l’esponente politico che con maggiore determinazione e, se mi si consente, con validità di argomentazioni, ha sostenuto la necesssità di dare vita al Pd. Il dato curioso è che, per buona parte, trovo nelle liste del Pd i più feroci e scatenati nemici del Pd stesso. Basta tener conto agli insulti che ha costellato i loro interventi per circa un anno, allorché si è parlato di Pd. La storia di San Paolo, folgorato sulla via di Damasco, è una storia che qui, per motivi non religiosi, sta diventando sempre più infinita e tavolta, francamente, anche per motivazioni di natura opportunistica». Insomma, Anzalone vuol dire ma non dice. La sfumatura polemica c’è tutta. Ma sempre con garbo e correttezza. E se lui si è candidato più volte ad essere l’idelogo del Pd irpino, questa attitudine viene confermata dalla pubblicazione di prossima uscita per i tipi di Sellino Editore. Un volume interamente dedicato al Pd, a quella che è la sua idea di Pd. Per il resto il consigliere regionale della Margherita ribadisce la sua intenzione di esserci ancora: «Io sono uno disciplinato – dice – vengo dal Pci». E, dunque, l’esclusione c’è stata. Ma ciò non pregiudica la volontà di Anzalone di partecipare alla fase di costituzione del Pd in Irpinia ed in Campania.

Da Il Mattino di Napoli:

Delibere pilotate in Regione, dirigente nella bufera

Voglia di garantismo, ma anche imbarazzi nel palazzo del Consiglio regionale, di fronte alla notizia del giorno che tra quindici funzionari pubblici vede indagata per corruzione e turbativa d’asta Ornella Barile, avvocato, giovane e apprezzata dirigente del settore Bilancio e Ragioneria del Consiglio. Sono in tanti, fra dipendenti e consiglieri, ad essere in sintonia con la presidente del Consiglio Sandra Lonardo, pronti a giurare sulla totale estraneità ai fatti contestati alla funzionaria e solidali «fino a prova contraria». Ma sono altrettanto molte le voci che sottolineano che quel settore nevralgico per la burocrazia regionale torna ancora una volta nell’occhio del ciclone: infatti la Barile soltanto qualche mese fa, il 3 gennaio, era stata chiamata dalla Lonardo a dirigere il settore, dopo che qualche mese prima era stato licenziato per giusta causa Lucio Multari, dirigente che accanto alla Ragioneria guidava anche il settore della Contabilità e del Personale. E il vento nuovo portato dalla Lonardo sembrava poter offrire garanzie certe, non solo attraverso i nomi dei nuovi dirigenti, ma anche per la rinnovata fisionomia degli uffici, che una volta smembrati avrebbero dovuto finire col far passare ogni cosa al vaglio dell’Ufficio di presidenza. Nativa di Atripalda, la Barile è funzionaria capace ben nota negli uffici regionali e riconducibile all’area demitiana: è sorella del presidente dell’Ept provinciale di Avellino Santino e cugina del più noto Sergio Barile, professore di Economia e gestione delle imprese alla Facoltà di Economia a Roma, chiamato da palazzo Santa Lucia a far parte del Cda di Soresa e ad esercitare le funzioni di coordinatore del Comitato tecnico della Società dell’Informazione. Per lei, come per gli altri funzionari di Comune e Asl indagati, la procura ipotizza le accuse di corruzione e turbativa d’asta riguardanti in particolare appalti per l’allestimento delle cabine elettorali, quelli per gli estintori, per le macchine fotocopiatrici e quant’altro la «Fire control» è in grado di offrire a prezzi concorrenziali nei rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione. La difesa, attraverso i penalisti Ernesto Palmieri e Salvatore Maria Lepre, ha già precisato: «Abbiamo presentato una memoria difensiva nella quale chiediamo di formalizzare le contestazioni dell’accusa, in modo da ottenere subito un interrogatorio e respingere ogni addebito». cor.cas.

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Intervento di Giuliana Petruzzo all’assemblea del 24.09.2007 ad Avellino

Posted by Antonio su settembre 25, 2007

GIULIANA PETRUZZO

 

CAPOLISTA DEI RIFORMISTI CORAGGIOSI CON VELTRONI ALL’ASSEMBLEA COSTITUENTE NAZIONALE NEL COLLEGIO N.13 DELL’ALTA IRPINIA

 

(intervento nell’assemblea del 24.09.2007 al centro sciale “Samantha della Porta” di Avellino)

 

Buonasera a tutti. Per coloro che non mi conoscono mi presento: sono Giuliana Petruzzo, ho 19 qnni e quest’anno mi sono inscritta a Scienze della Comunicazione presso l’Università di Perugina. Mi scuso per l’emozione. Questa è la prima volta che intervengo in un pubblico dibattito ed è per questo che ho messo giù degli appunti che andrò a leggervi.
Voglio ringraziare prima di tutto il Presidente Maselli che fermamente ha voluto che io capeggiassi la lista nazionale dei RIFORMISTI CORAGGIOSI nel collegio dell’Alta Irpinia. Ringrazio pure i tanti amici che hanno proposto e sostenuto la mia candidatura, infondendomi anche tanto coraggio in questi giorni cruciali.
Ho deciso di accettare l’invito perché i ragazzi e le ragazze come me, spesso, lamentandosi del mondo in cui vivono, delle scarse opportunità che ci vengono offerte dalla società e dalle istituzioni locali, si lasciano vincere dall’apatia e dal disinteresse nei confronti della politica e dell’impegno civile.
Quando mi hanno proposto di capeggiare la Lista dei Riformisti Coraggiosi nel collegio dove, in contrapposizione, si è candidato anche l’On. De Mita mi sono detta: “questo partito già prima di nascere rappresenta una vera rivoluzione perché permette ad una piccoletta come me di fronteggiarsi con un gigante della politica come l’On. De Mita. Allora questo nascente partito e questi coraggiosi fanno sul serio. Non scherzano per niente se hanno spalancato le porte ai giovani. Come posso, ora, tirarmi indietro? Anche se mi tremano le gambe e non mi sento all’altezza del compito, non posso e non devo tirarmi indietro. La mia presenza in lista, credo, possa essere utile a far capire ai tanti giovani come me che, in questo nascente P.D., anche noi possiamo partecipare da protagonisti, dire la nostra con la stessa dignità di chi ha una lunga storia politica alle spalle ed essere i principali artefici del nostro futuro.
Non vi nascondo che, quando ho maturato l’importante decisione di accettare la candidatura, ho iniziato a pormi delle domande: l’Irpinia, di che cosa ha bisogno? Quali sono i maggiori problemi che attanagliano la nostra provincia? Che cosa, in particolare, lamentano le persone?
Ebbene, le persone hanno molto di cui lamentarsi. I problemi sono tanti, ma, l’aspetto negativo che mi sembra tocchi maggiormente la sensibilità della gente, è, senz’altro, il profondo disagio dei giovani.
La provincia si sta spopolando, i giovani che restano in Irpinia sono sempre meno. Il motivo è sempre lo stesso: la nostra provincia non offre niente, né dal punto di vista lavorativo, né per quanto riguarda le iniziative socio-culturali. Viene, quindi, spontaneo chiedersi: se sono i giovani le maggiori vittime della situazione socio-economica negativa venutasi a creare nella nostra provincia, perché non devono essere proprio gli stessi giovani ad unirsi, schierarsi, avere il coraggio di impegnarsi, guardare in faccia i problemi e cercare le giuste strade per le giuste soluzioni?
Se oggi i Riformisti Coraggiosi ci offrono questa opportunità e ci fanno entrare nel P.D. per la porta principale senza chiedere permesso a vecchi e nuovi potentati, significa che qualcosa è cambiato nel panorama politico italiano, significa che per noi giovani è giunto il momento di impegnarci e partecipare per mettere a disposizione di questo nascente partito tutta la nostra energia, l’impegno, la serietà, il coraggio, lo spirito d’iniziativa e la determinazione per arrivare a quel rinnovamento di cui il paese e la nostra provincia hanno disperatamente bisogno.
Ci sono problemi enormi che affliggono la nostra provincia e noi non possiamo mostrarci rassegnati e lasciare che le situazioni continuino a peggiorare. È giunto il momento di credere in noi, di credere nel futuro e lottare per questo!
Non è più tempo di continuare a credere nelle favole! I giovani, senza i giovani non escono dal ghetto in cui sono stati relegati. Non si cambia dall’oggi al domani, bisogna costruire mettendo mattone su mattone. Necessita intraprendere le giuste iniziative per creare condizioni favorevoli e battersi per ottenere il rispetto dei diritti, quei finanziamenti da utilizzare nella maniera giusta per implementare strutture ed iniziative tese a migliorare, a rendere efficienti e funzionali le risorse che il territorio offre.
Questo è ciò che noi vorremmo dalla politica. Questo è anche il nostro impegno che spero venga ripagato dall’indispensabile consenso di chi si recherà a votare il 14 ottobre.
Agli amici ed alla gente che si recherà a votare mi sento di dire in tutta sincerità e con le note delle corde del cuore: uscite dalla rassegnazione e dal fatalismo! Credete nei giovani e nei riformisti coraggiosi! Dateci fiducia, aiutateci ad impegnarsi anche per voi.

Grazie.

 

 

 

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Avviso: Conferenza Stampa

Posted by Antonio su settembre 24, 2007

 

E’ disponibile l’avviso sulla conferenza stampa che si terrà domani martedì 25 settembre, ore 17.30, presso la Sala Esterna del Bar Esposito al Corso Vittorio Emanuele di Avellino

Scarica l’avviso 

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Ambiente: nuova frontiera per il Partito Democratico e l’Italia

Posted by Antonio su settembre 24, 2007

Se, come diceva Bob Kennedy, scopo della politica è “addomesticare l’istinto selvaggio dell’uomo e rendere dolce la vita sulla terra”, non vi è dubbio che una delle sfide più importanti e impegnative che la politica oggi deve affrontare è quella di uno sviluppo sostenibile: uno sviluppo in grado di far fronte alle esigenze di migliore qualità e di equità sociale, delle presenti e future generazioni, senza compromettere l’ambiente, il clima, le risorse naturali del nostro pianeta, valorizzando anzi la qualità ambientale come fattore cruciale del benessere economico e sociale.

Un più equo accesso alle risorse e alle opportunità di sviluppo costituisce una base decisiva, in un mondo che è diventato piccolo, per la sicurezza, la pace, la convivenza civile fra i popoli.

Per avere un futuro l’umanità dovrà imparare a fare di più e meglio con meno: con minore inquinamento e con minore consumo di risorse naturali e di energia, a vivere meglio, in tanti, con consumi consapevoli, più sobri e di migliore qualità.

Non sarà un mercato senza regole a risolvere le grandi sfide che abbiamo di fronte: occorre un nuovo riformismo capace di agire anche su scala globale.

Questa sfida non si vince “resistendo” ai grandi cambiamenti in atto – la globalizzazione, l’emergere tumultuoso sulla scena economica e politica di nuovi poderosi soggetti come la Cina e l’India – , ma con valori, visioni, progetti e programmi che siano in grado di misurarsi con i cambiamenti epocali in corso.

La grande minaccia dei mutamenti climatici, richiamata ormai anche dai maggiori leader mondiali, ai quali si è unita, ed è la prima volta, la richiesta autorevole, rivolta al G8, dalle accademie delle scienze dei 12 più importanti Paesi della Terra, rappresenta la principale prova con cui l’umanità deve misurarsi. Ridurre fortemente la dipendenza dal petrolio e, in generale, dalle fonti fossili, puntare sull’efficienza energetica e sulle energie pulite, rinnovabili: ecco l’esempio migliore, più attuale, di azioni che, al tempo stesso, sono indispensabili per rispondere a una minaccia ambientale incombente – un irreversibile e catastrofico cambiamento del clima globale -, ma anche per favorire uno sviluppo economico più duraturo, più diffuso e tecnologicamente più avanzato. Una straordinaria occasione per l’innovazione e la modernizzazione ecologica del sistema produttivo. Una sfida che l’Europa, già determinante nella costruzione degli accordi di Kyoto, è chiamata ad affrontare, con coerenza, con un ruolo di protagonista per il futuro dell’umanità.

L’ambiente, insomma, ha bisogno di nuove politiche, e, d’altra parte, una nuova politica, che si voglia autenticamente riformista, non può non avere al centro anche l’ambiente. Questo è vero in generale, ma è tanto più vero nel caso dell’Italia dove, sui temi della salvaguardia ambientale, si pongono particolari urgenze. Basti pensare alla lotta contro l’illegalità, l’abusivismo, le ecomafie, alla necessità di tutelare la biodiversità e il territorio, di affrontare il dissesto idrogeologico, la morsa dell’inquinamento e la congestione che attanaglia le nostre belle città. Più ancora, in Italia, la qualità ambientale è uno degli elementi decisivi tanto di quell’insieme di economie dal forte radicamento territoriale e dallo spiccato valore immateriale, quanto della coesione sociale e della stessa identità nazionale.

Un’alleanza tra saperi, ricerca, innovazione, creatività, talenti e risorse del nostro territorio, dal patrimonio storico-culturale ai parchi, dall’agricoltura di qualità al Made in Italy, rappresenta la vera scommessa per il futuro della nostra società e della nostra economia.

Una scommessa che richiede coraggio e che non è possibile affrontare utilizzando solo le idee del secolo scorso o presidiando nicchie marginali di consenso.

Per tutto questo noi guardiamo con attenzione e speranza al processo di costruzione dell’Ulivo-Partito Democratico. Ci sentiamo impegnati perché la cultura ecologista sia tra i profili fondativi e ispiri il concreto agire di questo nuovo progetto che non deve limitarsi ad aggregare solo le culture riformiste del Novecento – conservando la vocazione a pensare lo sviluppo e il futuro come inseparabili dai valori della socialità e della solidarietà – ma che sappia anche immergersi con coraggio nei problemi e nelle dinamiche del nuovo secolo.

Tutti noi auspichiamo che l’Ulivo-Partito Democratico nasca da un percorso aperto e partecipato in grado di coinvolgere, oltre alle forze politiche promotrici, donne e uomini non impegnati nei partiti, associazioni e movimenti, così come è accaduto in occasione delle consultazioni primarie dello scorso anno. Questo nuovo progetto di portata storica va avviato nel segno di un’apertura, non rituale, alle migliori istanze culturali e ideali della società civile, tra le quali vi è certamente l’ambiente come valore, come bisogno, come interesse.

Per questo ci impegneremo, insieme, perché l’ambiente sia anima e nuova frontiera dell’Ulivo- Partito Democratico.

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Con Veltroni: Ambiente, Innovazione, Lavoro

Posted by Antonio su settembre 24, 2007

Il partito di chi vuole bene all’Italia e crede nel suo futuro.

Il partito dell’interesse generale, della coesione sociale, dello sviluppo sostenibile.

Il partito delle città e dei territori decisi a coltivare le loro diverse vocazioni ma orgogliosi del loro essere italiani e consapevoli che questa comune appartenenza, come quella più ampia alla casa europea, sono un patrimonio irrinunciabile e un insostituibile valore aggiunto, nonché la base di un moderno federalismo solidale.

Il partito della presa di coscienza che neutralizzare i cambiamenti climatici è la prima missione di un moderno e credibile riformismo.

Il partito dell’ambiente, dell’innovazione, della qualità italiana.

Questo deve essere per noi il partito democratico.

 

Vogliamo un partito che restituisca senso e dignità alla politica, oggi troppo spesso ridotta alla difesa di rendite, privilegi, egoismi corporativi. Vogliamo un partito che guardi al merito e al talento delle persone, alla sicurezza dei cittadini e ai diritti di cittadinanza, ai doveri di ognuno verso la comunità di cui è parte, come alle basi più solide su cui lavorare per il bene dell’Italia e degli italiani, su cui fondare un patto rinnovato tra le generazioni presenti e un impegno di responsabilità verso quelle future, su cui garantire più giustizia sociale e migliori condizioni perché possano affermarsi l’intelligenza e il sapere anche dei cittadini socialmente più svantaggiati.

Vogliamo un partito composto e guidato da molti ragazzi e ragazze: non un partito che parli ai giovani, ma un partito dove parlino, e contino, i giovani. Un partito che sappia ascoltare la voce di generazioni che già partecipano all’economia, alla informazione e alla democrazia attraverso la Rete. Generazioni alle quali è necessario garantire un sistema di regole per accrescere l’autonomia, contrastare le forme di precarizzazione nel lavoro e di insicurezza nella vita, promuovere i talenti e la creatività.

 

Con Walter Veltroni, vogliamo un partito di valori, ma di valori radicati nei bisogni e nelle speranze del presente, liberati dalle gabbie ideologiche del passato. Vogliamo un partito che realizzi, certo, l’unione tra le grandi tradizioni riformiste del Novecento – il socialismo, il cattolicesimo democratico e sociale, la cultura dei diritti individuali e collettivi di libertà -, ma che non si fermi a questo.

 

“Il futuro non è più quello di una volta”, ha scritto un giovane su un muro bianco della metropolitana di Milano. Così, vogliamo un partito che sappia e che si occupi di ambiente. L’ambiente problema drammatico, su scala globale con i mutamenti climatici, con l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, con la dissipazione delle risorse naturali, e su scala italiana con emergenze ormai incancrenite dall’abusivismo edilizio al “far-west” dei rifiuti in buona parte del Sud. L’ambiente che per essere salvaguardato nella sua integrità e qualità chiede che il criterio della sostenibilità guide le scelte di fondo in tema di energia, di gestione delle risorse idriche, di infrastrutture. Ma l’ambiente, anche, ingrediente e simbolo di un benessere più completo e più autentico e di uno sviluppo veramente sostenibile, che valorizzi le nostre risorse più preziose, tutte largamente immateriali e perciò ecologiche: prima di tutto la conoscenza, il sapere scientifico e tecnologico, la creatività applicata al lavoro e all’impresa, la scuola, l’università, i centri di ricerca: insomma il capitale umano, ricchezza economica impareggiabile e anche inesauribile risorsa di civiltà, di libertà, di responsabilità; e poi il paesaggio, la cultura, e le mille economie territoriali volano di quel modello del “made in Italy” il cui successo cresce in tutto il mondo ed è la nostra principale carta vincente nell’era della globalizzazione. Vogliamo un partito che declini la parola qualità: qualità dell’ambiente, qualità delle produzioni, qualità del lavoro. Un lavoro ricco di sapere e di autonomia creativa in grado di restituire alla persona che lavora quegli spazi di libertà che sono indispensabili per la sua autorealizzazione.

 

Qualità, conoscenza, sostenibilità sono anche le fondamenta di un cammino generale di progresso. Così per l’economia, che secondo l’ispirazione che è stata per primo di Jacques Delors, solo collegando tra loro un investimento prioritario su sapere e conoscenza, la difesa e la valorizzazione della coesione sociale, la tutela degli equilibri ambientali, può dare uno sviluppo durevole e desiderabile. Così per il lavoro: soltanto un lavoro ricco di sapere e di autonomia creativa può pienamente affermarsi come principio costitutivo della cittadinanza, e restituire a chi lavora quegli spazi di libertà che sono indispensabili per l’auto-realizzazione. Così per lo Stato sociale, che a partire dal superamento di una visione puramente redistributiva, risarcitoria delle miserie e delle sconfitte, deve proporsi come traguardo le pari opportunità delle persone, la libertà di ognuno di scegliere il proprio destino.

 

Occorre per tutto questo promuovere una nuova idea di interesse pubblico, che esalti la responsabilità, la creatività, l’iniziativa delle persone, la cultura della sussidiarietà e della cittadinanza attiva, anche attraverso lo sviluppo del Terzo settore e dell’economia sociale. E occorre promuovere un rinnovato protagonismo di quanti ogni giorno già s’impegnano su queste stesse sfide nelle scuole, nelle imprese, nelle università, nei territori, nei Nord e nei Sud del paese, nei luoghi del lavoro e della vita. Portare queste storie e queste esperienze nel Partito democratico è un condizione determinante per la riuscita del nostro progetto politico.

Questa è la nostra idea di partito democratico, che vogliamo far vivere già nel profilo e nella composizione delle nostre liste a sostegno di Walter Veltroni: liste di donne, di uomini, di ragazze, di ragazzi, innamorati della buona politica. Di una politica, come scriveva mezzo secolo fa Annah Arendt, che per essere degna del suo nome ha bisogno di un “cuore intelligente”.

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