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Con Veltroni: Ambiente, Innovazione, Lavoro

Pubblicato da Antonio Tirri su Settembre 24, 2007

Il partito di chi vuole bene all’Italia e crede nel suo futuro.

Il partito dell’interesse generale, della coesione sociale, dello sviluppo sostenibile.

Il partito delle città e dei territori decisi a coltivare le loro diverse vocazioni ma orgogliosi del loro essere italiani e consapevoli che questa comune appartenenza, come quella più ampia alla casa europea, sono un patrimonio irrinunciabile e un insostituibile valore aggiunto, nonché la base di un moderno federalismo solidale.

Il partito della presa di coscienza che neutralizzare i cambiamenti climatici è la prima missione di un moderno e credibile riformismo.

Il partito dell’ambiente, dell’innovazione, della qualità italiana.

Questo deve essere per noi il partito democratico.

 

Vogliamo un partito che restituisca senso e dignità alla politica, oggi troppo spesso ridotta alla difesa di rendite, privilegi, egoismi corporativi. Vogliamo un partito che guardi al merito e al talento delle persone, alla sicurezza dei cittadini e ai diritti di cittadinanza, ai doveri di ognuno verso la comunità di cui è parte, come alle basi più solide su cui lavorare per il bene dell’Italia e degli italiani, su cui fondare un patto rinnovato tra le generazioni presenti e un impegno di responsabilità verso quelle future, su cui garantire più giustizia sociale e migliori condizioni perché possano affermarsi l’intelligenza e il sapere anche dei cittadini socialmente più svantaggiati.

Vogliamo un partito composto e guidato da molti ragazzi e ragazze: non un partito che parli ai giovani, ma un partito dove parlino, e contino, i giovani. Un partito che sappia ascoltare la voce di generazioni che già partecipano all’economia, alla informazione e alla democrazia attraverso la Rete. Generazioni alle quali è necessario garantire un sistema di regole per accrescere l’autonomia, contrastare le forme di precarizzazione nel lavoro e di insicurezza nella vita, promuovere i talenti e la creatività.

 

Con Walter Veltroni, vogliamo un partito di valori, ma di valori radicati nei bisogni e nelle speranze del presente, liberati dalle gabbie ideologiche del passato. Vogliamo un partito che realizzi, certo, l’unione tra le grandi tradizioni riformiste del Novecento – il socialismo, il cattolicesimo democratico e sociale, la cultura dei diritti individuali e collettivi di libertà -, ma che non si fermi a questo.

 

“Il futuro non è più quello di una volta”, ha scritto un giovane su un muro bianco della metropolitana di Milano. Così, vogliamo un partito che sappia e che si occupi di ambiente. L’ambiente problema drammatico, su scala globale con i mutamenti climatici, con l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, con la dissipazione delle risorse naturali, e su scala italiana con emergenze ormai incancrenite dall’abusivismo edilizio al “far-west” dei rifiuti in buona parte del Sud. L’ambiente che per essere salvaguardato nella sua integrità e qualità chiede che il criterio della sostenibilità guide le scelte di fondo in tema di energia, di gestione delle risorse idriche, di infrastrutture. Ma l’ambiente, anche, ingrediente e simbolo di un benessere più completo e più autentico e di uno sviluppo veramente sostenibile, che valorizzi le nostre risorse più preziose, tutte largamente immateriali e perciò ecologiche: prima di tutto la conoscenza, il sapere scientifico e tecnologico, la creatività applicata al lavoro e all’impresa, la scuola, l’università, i centri di ricerca: insomma il capitale umano, ricchezza economica impareggiabile e anche inesauribile risorsa di civiltà, di libertà, di responsabilità; e poi il paesaggio, la cultura, e le mille economie territoriali volano di quel modello del “made in Italy” il cui successo cresce in tutto il mondo ed è la nostra principale carta vincente nell’era della globalizzazione. Vogliamo un partito che declini la parola qualità: qualità dell’ambiente, qualità delle produzioni, qualità del lavoro. Un lavoro ricco di sapere e di autonomia creativa in grado di restituire alla persona che lavora quegli spazi di libertà che sono indispensabili per la sua autorealizzazione.

 

Qualità, conoscenza, sostenibilità sono anche le fondamenta di un cammino generale di progresso. Così per l’economia, che secondo l’ispirazione che è stata per primo di Jacques Delors, solo collegando tra loro un investimento prioritario su sapere e conoscenza, la difesa e la valorizzazione della coesione sociale, la tutela degli equilibri ambientali, può dare uno sviluppo durevole e desiderabile. Così per il lavoro: soltanto un lavoro ricco di sapere e di autonomia creativa può pienamente affermarsi come principio costitutivo della cittadinanza, e restituire a chi lavora quegli spazi di libertà che sono indispensabili per l’auto-realizzazione. Così per lo Stato sociale, che a partire dal superamento di una visione puramente redistributiva, risarcitoria delle miserie e delle sconfitte, deve proporsi come traguardo le pari opportunità delle persone, la libertà di ognuno di scegliere il proprio destino.

 

Occorre per tutto questo promuovere una nuova idea di interesse pubblico, che esalti la responsabilità, la creatività, l’iniziativa delle persone, la cultura della sussidiarietà e della cittadinanza attiva, anche attraverso lo sviluppo del Terzo settore e dell’economia sociale. E occorre promuovere un rinnovato protagonismo di quanti ogni giorno già s’impegnano su queste stesse sfide nelle scuole, nelle imprese, nelle università, nei territori, nei Nord e nei Sud del paese, nei luoghi del lavoro e della vita. Portare queste storie e queste esperienze nel Partito democratico è un condizione determinante per la riuscita del nostro progetto politico.

Questa è la nostra idea di partito democratico, che vogliamo far vivere già nel profilo e nella composizione delle nostre liste a sostegno di Walter Veltroni: liste di donne, di uomini, di ragazze, di ragazzi, innamorati della buona politica. Di una politica, come scriveva mezzo secolo fa Annah Arendt, che per essere degna del suo nome ha bisogno di un “cuore intelligente”.

Una Risposta a “Con Veltroni: Ambiente, Innovazione, Lavoro”

  1. Gianvincenzo Savignano detto

    Il processo di costituzione del PD e le primarie,in particolare, meritano un approfondimento in quanto rappresentano un momento storico nella vita dei partiti italiani.Le primarie,penso che vadano intese, non come deriva plebiscitaria,bensì come l’occasione per la proposizione di un programma elettorale da realizzare con punti a breve e lungo periodo di respiro.Esse rappresentano un ottimo anditodo per un meccanismo pernicioso nella selezione della classe dirigente qual’è la cooptazione.
    Vorrei provare ad indicare,secondo il mio punto di vista,almeno tre buoni motivi perché noi giovani dobbiamo fare politica.
    Innanzitutto perché non credo nel qualunquismo che ci porta a dire che siccome sinora non è mai cambiato niente,tanto vale la pena non impegnarsi in nulla.
    In secondo luogo perché non credo nell’ideale rivoluzionario.La storia ne ha decretato il fallimento.
    Infine, cedo che sia fondamentale, per noi giovani, l’acquisizione della consapevolezza di voler concorrere a determinare delle scelte positive per la nostra comunità.
    Un esempio:in molti paesi della nostra provincia manca ancora un coleggamento veloce ad internet (ADSL).Credo che il gap nelle infrastrutture immateriali rappresenti una priorità per l’Irpinia. Potremmo impegnarci in una raccolta firme da inoltrare a Telecom per sensibilizzare l’azienda in tale settore e nella nostra provincia.Vorrei che la raccolta firme fosse intesa non come mera petizione ma come iniiziativa volta a garantire e tutelare dei diritti dei cittadini.
    Probabilmente questo potrebbe essere un buon inizio per avvicinare i giovani alla politica.

    Sento anch’io la volgia di sviluppare un ragionamento su questo importante processo politico che si sta avviando nel nostro Paese ed in particolare nella nostra Regione.Il partito democratico è un nuovo soggetto politico che sta impegnando tutta la classe politica e la società civile ed è un fenomeno che merita attenzione particolare.L’analisi sul PD è tanto profonda che potrebbe indurre in contraddizione.Come giovane vorrei provare a correre questo rischio.Da un lato,vedo le difficoltà di questo nuovo soggetto politico a bypassare la crisi che dal 1994 ad oggi attanaglia la politica.Si parla di un contenitore vuoto che nasce e non si sà perché nasce.Proprio su questo punto ritengo che noi giovani dovremmo riempire il PD con le nostre idee,con le nostre speranze e perché no,con i nostri sogni.Dall’altro lato,è evidente che se dal 1995 ad oggi esistono i gruppi unici alla camera un motivo ci sarà.Mi piacerebbe immaginare il Partito Democratico come il partito delle identità plurali,della piena rappresentanza,delle opportunità da cogliere e vivere per governare stabilemnte i prossimi processi politici,economici e culturali.Spero anche che il PD consenta di superare alcune contraddizioni della politica italiana.I politici,in quanto investiti di un mandato elettorale,sono chiamati a risolvere i problemi della gente (lavoro,sicurezza,infrastrutture materiali ed immateriali,legalità ecc. ecc.) e non a raccontarci che stiamo male che il Paese è in preda ad una fase di recessione e crisi economica.Più dei giochi politici,come giovani,ci interessano i servizi che rendano effettivamente competitivo il nostro territorio. Se il PD riuscirà a superare queste contraddizioni,sarà anche in grado di garantire governabilità e stabilità all’Italia e al suo governo.

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